Asse economico Firenze - Bologna: treni, aerei e tanti turisti

Ha scatenato accese reazioni l'accordo tra Firenze e Bologna che rischia di tagliare fuori una fetta di Toscana


Ha aperto un acceso dibattito la notizia dell'accordo tra le città metropolitane di Firenze e Bologna. 
Qualcuno ha pensato che si trattasse di una Fake News, mentre i nostri lettori sulla Pagina Facebook di Nove da Firenze hanno criticato lo spostamento del baricentro economico regionale verso l'Emilia Romagna.

Due località culturali e turistiche unite da 35 minuti di Alta Velocità ed è proprio il treno veloce il primo asse portante dell'unione, tanto che i sindaci chiedono ai gestori corse notturne. C'è poi chi si è preoccupato per il futuro dell'Aeroporto di Pisa, visto che anche gli scali delle due città potrebbero in futuro interagire. Anche le zone industriali di Toscana ed Emilia Romagna rientrano nella sinergia, proponendosi entrambe di attrarre investimenti. Qualcuno ha toccato il tasto dell'innovazione, Toscana ed Emilia Romagna si equivalgono? La Toscana ha optato per la fibra interrata, l'Emilia Romagna viaggia attraverso una copertura su ponti radio, ma le differenze sembrano essere tante sul piano degli investimenti in infrastrutture. Toscana ed emilia se la giocano anche in tema di Sanità, ed il turismo sanitario potrebbe essere parte dello scenario futuro? 
Non è tutto. Le due città metropolitane chiedono anche "autonomia finanziaria".

Quali le modalità e le ripercussioni di un simile approccio unitario alla strategia di rilancio economico del centro Italia? Quali le paure da parte di chi si è detto sconcertato dalla decisione?

A suscitare reazioni contrastanti è stata intanto la proposta di una tassa di scopo da applicare ai turisti in arrivo agli aeroporti di Bologna e Firenze. 2 euro a passeggero, residenti esclusi. Si andrebbe a sommare all'imposta di soggiorno?

Un precedente di scontro, poi l'asse. "Il piccolo battibecco con il sindaco di Firenze Dario Nardella è stato risolto nel modo migliore perché abbiamo condiviso la necessità di uscire da questa 'gabbia' rappresentata dai tagli decisi sulle città metropolitane" diceva nel 2015 il sindaco di Bologna Virginio Merola all'uscita dal ministero dell'Economia dove era in corso una riunione tra governo e Anci sul riparto dei tagli alle città metropolitane.

Adesso dopo due anni le Metrocittà confinanti, siglano un accordo in cui vengono individuati ambiti di interesse comune su cui sviluppare una piattaforma di progetti condivisi. Firenze e Bologna vogliono attrarre investimenti e coltivare rapporti internazionali, anche grazie all’attuazione delle linee comuni dei rispettivi Piani strategici

“Un obiettivo ambizioso: fare di un’area urbana con poco più di due milioni di abitanti, il baricentro d’Italia; area con una percentuale bassa di disoccupazione, caratterizzata da una grande capacità di export e animata da settori competitivi, e con analogie, come l’area di Imola e l’Empolese Valdelsa”.
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“L'Appennino non deve essere più il nostro confine ma la nostra zona di benessere e di offerta turistica – ha spiegato il Sindaco Virginio Merola – su turismo, cultura e ambiente abbiamo l’ambizione di essere un esempio. Chiediamo anche autonomia finanziaria non per introdurre nuove tasse ma perché questo tema venga affrontato dal Governo nella convinzione che le Città Metropolitane hanno bisogno di risorse da governare in autonomia”.

Entusiasta Paolo Omoboni sindaco di Borgo San Lorenzo che in rappresentanza dei territori del Mugello auspica risorse per ammodernare la linea Faentina ed opportunità per aumentare le presenze sull'Appennino Tosco - Emiliano.

A dispetto delle reazioni suscitate dall'asse Firenze - Bologna, nel segno del turismo Toscana ed Emilia si avvicinano sempre più tanto che venerdì 10 novembre, Confesercenti Toscana, Confesercenti Emilia Romagna, Confesercenti Pistoia, Confesercenti Bologna ed in collaborazione con il Comune di San Marcello Pistoiese Piteglio organizzano un incontro per elaborare un sistema di finanziamenti ed incentivi che consentano un reale sviluppo dell’area. "Interesse generale, per l’economia turistica in primis, che il territorio montano sia vivo, curato e non abbandonato a sé stesso; ciò per evitare disastri idrogeologici, causati dall’incuria, che hanno sempre conseguenze disastrose".

Un accordo tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Regione Toscana e Regione Emilia-Romagna ha sancito che entro il 2020, 27 milioni di euro saranno investiti in quest’area.
La destinazione dei fondi? Molteplice, e l’obiettivo finale è la realizzazione di un unico comprensorio tosco-emiliano.

 Nico Gronchi Presidente Confesercenti Toscana spiega Solo se tutti gli attori saranno capaci di agire come ‘sistema’, superando le divergenze, potremmo raggiungere dei risultati tangibili. Sono fondamentali ed urgenti interventi per migliorare e modernizzare le infrastrutture, il sistema dei trasporti, il sistema ricettivo e gli impianti sportivi e di benessere; tutto questo diventa una “conditio sine qua non” se vogliamo dare un futuro alle imprese ed alla popolazione dell’intera area. Dobbiamo pensare ad uno sviluppo turistico a 360°, l’obiettivo deve essere creare le condizioni per attrarre turisti e visitatori sia nel periodo invernale ma anche nelle altre stagioni. Sarà necessario mettere in piedi dei meccanismi in grado di favorire, anche, gli investimenti privati”.

Antonio Lenoci