Rubrica — Spettacolo

Andrea Muzzi e Sergio Sgrilli al Teatro Puccini

Ultimi tre spettacoli della stagione teatrale 2016/201​7​... Giovedì 27 aprile alle ore 21 andrà in scena Andrea Muzzi con “All’alba perderò”. Venerdì 28 aprile alle ore 21 Sergio Sgrilli chiuderà la stagione teatrale con lo spettacolo “Visioni”.


ANDREA MUZZI

in

All'alba perderò


(Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore)
di Andrea Muzzi e Marco Vicari


Ho sempre tentato. Ho sempre fallito. Non discutere. Prova ancora. Fallisci ancora. Fallisci meglio (S. Beckett).
Mi chiedono se mi dispiace di aver battuto il mio avversario in quel modo.
Rispondo: Non priverei mai nessuno dell'esperienza istruttiva di perdere. (A. Agassi)
Nella mia carriera ho sbagliato più di novemila tiri. Ho perso quasi trecento partite.
Trentasei volte i miei compagni mi hanno offerto il tiro decisivo e l'ho sbagliato. Nella vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto (M. Jordan)
Il successo è l'abilità di passare da un fallimento a un altro senza perdere l'entusiasmo (W. Churchill)
Cosa ha spinto il pugile Eric Crumble a salire sul ring 31 volte e a subire 31 ko di fila? E perché il samoano Trevor Misapeka, 130 kg di pesantezza, ha accettato di correre contro a sua volontà (e la sua stazza) i 100 m alle Olimpiadi del 2001? Perché il giovane bassista Stuart Sutcliffe ha abbandonato dopo soli due anni un complessino di Liverpool che riteneva senza futuro (dallo strano nome "Gli scarafaggi")? E perché Giancarlo Alessandrelli, portiere di riserva della Juventus negli anni 70 dopo 10 anni di "onorata" panchina, scende finalmente in campo e in soli 20 minuti riesce a prendere 3 gol?
Raccontando una comicissima serie di "perdenti illustri" che, loro malgrado, hanno fatto la storia dello sport, dello spettacolo e dell'arte, lo spettacolo affronta con ironia e leggerezza l'ultimo tabù della nostra società: il fallimento. Considerato come un semplice fatto negativo, il "perdere" è in realtà la chiave per affrontare le sfide e preparare le vittorie del proprio futuro.
E' per questo che in scena, mentre un giovane calciatore sta per compiere una azione decisiva in campo, il tempo si ferma e una voce nella testa del ragazzo, interpretata da Andrea Muzzi, gli ricorda di "Non aver paura di sbagliare un calcio di rigore".
Portando l'esempio paradossale dei tanti che sono entrati nel "Guinness dei falliti", lo spettacolo è un esilarante inno alla vita, a coloro che non hanno smesso mai di "provarci" a quelli che non si sono mai arresi. Perché il segreto della vittoria è in primis accettare la propria paura di perdere e saperla gestire. Quindi, forse, molto meglio avere in camera il poster del coraggioso portiere Alessandrelli (uno che ha atteso dieci anni in panchina prima di perdere platealmente l'unica partita in cui ha giocato), piuttosto che quello di qualche viziata star, narcotizzata dagli sponsor e dai miliardi, che scende in campo svogliata e senza passione.


Scritto da Andrea Muzzi con Marco Vicari (autore per La 7 e Il Fatto Quotidiano) lo spettacolo prende spunto anche da dati scientifici (Cosa vuol dire farsi prendere dal panico. Perché ci blocchiamo nelle situazioni ansiogene) e dalle moderne teorie della psicoterapia sul tema, alternando racconti di alcuni fallimenti storici a consigli pratici su come non aver paura dei grandi rigori della vita. Ricordando a tutti che, come diceva De Gregori, un campione non si riconosce dai palloni d'oro o dalle reti ma dal coraggio, dall'altruismo, e dalla fantasia.


ANDREA MUZZI: Attore, autore e regista. La sua comicità graffiante e mai scontata caratterizza i suoi spettacoli teatrali. Dopo una lunga collaborazione sul palco con Alessandro Benvenuti, inizia a calcare le scene come attore comico e monologhista, rileggendo in chiave personale temi come gli eterni vizi italici (Due italiani veri), la forza rivoluzionaria e anarchica dell'amore (L'amore è geco) e la libertà di informazione (Edizione straordinaria, assieme al maestro satirico Sergio Staino). Definito da alcuni critici come il nuovo Benigni Muzzi ha nel suo dna artistico anche la dolcezza della comicità di Massimo Troisi. Un misto di candore e ribellione (IL MESSAGGERO)


MARCO VICARI: Autore comico e satirico. In tv ha firmato Se Stasera sono qui su La7 con Teresa Mannino ed è l'autore della nuova leva dei comici toscani, per i quali cura lo Zelig Lab, laboratorio comico toscano campione di incassi per due stagioni consecutive.
Come autore satirico ha collaborato con Il Fatto Quotidiano, L'Unità, Vernacoliere,
Mamma (Rivista Premio Satira Forte dei Marmi) Mucchio Selvaggio. Collabora come autore per molti comici della scena toscana e nazionale. Il suo ultimo spettacolo è Come truffare il prossimo e vivere felice scritto con Paolo Hendel.
Marco Vicari è un autore sempre bravo a coniugare elementi di satira all’interno di strutture piacevoli, fantasiose e spiazzanti (S. Staino)

Posto unico numerato
€ 15,00 (esclusi i diritti di prevendita)

Sergio Sgrilli
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Visioni


di Sergio Sgrilli


Anche nello sketch più divertente ho sempre cercato di dire cose leggibili attraverso differenti piani di lettura. In “Visioni” trovo il coraggio di lasciare che il mio viso indossi, oltre alla maschera comica, anche espressioni più complesse e mature”.
Sergio Sgrilli-
Un microfono e una chitarra danno voce a pensieri, paure, dubbi e riflessioni di un uomo.
Storie diverse s’intersecano nella sua mente, che rilegge le varie figure incontrate, sognate e vissute.
Quadri, immagini, “Visioni” tratteggiate dalla sapiente e delicata mano di Sergio Sgrilli che, oltre a consolidare la sua verve comica, mostra al pubblico il suo lato introspettivo e le sue doti d’attore.
Lo spettatore ha la possibilità di pensare, commuoversi e ridere allo stesso tempo, di viaggiare pur restando nello stesso luogo.


Posto unico numerato
€ 15,00
(esclusi i diritti di prevendita)

Puccini d’Autore
MICRÒ ridotto del Teatro Puccini
venerdì 28 aprile ore 21.30
nel Micrò - ridotto del Teatro Puccini
Gianluigi Tosto
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La malattia della morte


testo di Marguerite Duras
regia di Gianluigi Tosto

Un uomo chiederebbe ad una donna sconosciuta di recarsi ogni notte, per più notti, presso di lui. Il proposito sarebbe incontrarla, conoscere il suo corpo, abituarsi al suo profumo, alla sua pelle nuda. Provare, attraverso di lei, ad amare. È un uomo che mai ha amato né desiderato alcuna donna.
L'intera vicenda è solo ipotizzata da colui che racconta. Il tentativo di amare, di cui si parla, è vissuto solamente attraverso le parole del narratore, in modo che il destinatario del racconto possa vivere, attraverso tali parole, questo amore nel solo modo per lui possibile: perdendolo prima che fosse arrivato.
Ciò che affascina e attrae nel testo della Duras, ancor più della tematica del racconto, è questa dimensione di una parola narrativa che evoca e crea, in maniera molto forte e tangibile, un intero mondo per l'ascoltatore, sia esso il destinatario del racconto o il pubblico che assiste.
È una parola molto teatrale quella della Duras, capace, nella sua asciuttezza e rarefatta essenzialità, di scavare profondamente nell'animo del protagonista, e di far vivere i personaggi e le loro situazioni con una evidenza ancora maggiore che se questi fossero presenti fisicamente sulla scena.

Biglietti
Posto unico € 8,00
(diritti di prevendita esclusi)

La biglietteria del Teatro Puccini è aperta giovedì, venerdì e sabato dalle 16.00 alle 19.00 e un’ora prima dell’inizio degli spettacoli.


INFORMAZIONI: 055.362067 – 055.210804
Teatro Puccini
Via delle Cascine 41
50144 Firenze
Tel. 055.362067
www.teatropuccini.it - info@teatropuccini.it - www.teatropuccini.it

Spettacolo — rubrica a cura di Alessandro Rella

Alessandro Rella

Alessandro Rella — Fiorentino. Coltiva fin da ragazzo un autentico interesse per la fotografia. Ad oggi, per lavoro, fotografa pietre, perle e gioielli. Per Nove da Firenze segue gli spettacoli che animano il territorio

E-mail: spettacolo@nove.firenze.it