Aeroporto di Montevideo: un modello di riferimento per Toscana Aeroporti

La consigliera Amato (AL): “Prescrizioni non rispettate a Peretola. Istituzioni inattendibili e silenti”


Visita del sindaco della Città metropolitana e di Firenze Dario Nardella all'aeroporto internazionale di Montevideo 'Carrasco - General Cesareo L. Berisso', che nel 2016 ha vinto il premio come migliore aeroporto dell'America latina, assegnatogli dal sito web 'Sleeping in aeroports'. Il progetto architettonico dell'aeroporto, realizzato dall'architetto uruguaiano Rafael Vignoli, ha ricevuto anche vari premi internazionali di architettura per la sua struttura pienamente integrata e non impattante sul territorio. Alla visita erano presenti, oltre all'assessore al Welfare Sara Funaro e al presidente della Fondazione Meyer Gianpaolo Donzelli, il presidente di Toscana Aeroporti Marco Carrai, il presidente di Corporacion America per l'Europa Roberto Naldi, il presidente di Confindustria Firenze Luigi Salvadori e il presidente di Aeropuertos Argentina 2000 (AA2000) Martín Eurnekian, da poco nominato anche vicepresidente di Airports Council International.

"L'aeroporto internazionale di Montevideo è un ottimo modello di riferimento - ha detto il sindaco Nardella - sia dal punto di vista progettuale che funzionale, per la realizzazione della nuova pista e del nuovo terminal fiorentino. Mi congratulo con Corporation America per la capacità dimostrata nella realizzazione e nella gestione di scali internazionali in tutto il mondo". "La nostra città ha dimostrato in passato di saper realizzare opere ambiziose e intelligenti - ha continuato - ora dobbiamo essere all'altezza di quel passato, dando vita ad una infrastruttura moderna e di grande qualità architettonica e ingegneristica, basata sui più avanzati principi di ecologia". "Il nuovo aeroporto rappresenta per Firenze, per la Toscana e per tutto il Centro Italia una imperdibile opportunità economica e sociale - ha concluso il sindaco - capace di generare 1000 nuovi posti di lavoro con un indotto economico mai visto prima".
L'aeroporto di Montevideo, che collega l'America del Sud e del Nord e l'Europa, accoglie ogni anno 2 milioni di passeggeri ed è predisposto per accoglierne il doppio. Attualmente vi operano 11 linee aeree commerciali passeggeri e tre cargo. I gates disponibili sono 8 e 4 di essi hanno finger di collegamento al terminal aeroportuale; le postazioni di check-in sono 44, mentre i nastri di ritiro bagagli sono tre e possono operare due voli in simultanea.

“Prescrizioni non rispettate e mancanza di trasparenza. Perché le istituzioni che dovevano vigilare sono rimaste silenti?”. E’ quanto si chiede Miriam Amato che torna all’attacco sull’affaire aeroporto dopo quanto scoperto dai comitati della piana, e cioè il respingimento del ricorso straordinario al Capo dello Stato proposto da Adf contro il decreto Via 676 del 2003. Atto rimasto segreto, mentre il decreto di Via poneva una serie di prescrizioni stringenti, quali il prolungamento dell’attuale pista di 250 metri e l’interramento dell’A11, così come mitigazioni ambientali per la piana.

“Omissioni, volontà politica di assecondare i soliti poteri forti o semplice incompetenza? – si domanda Amato - Sicuramente con il respingimento firmato dall’allora Presidente Napolitano, le prescrizioni dovevano essere attuate immediatamente, ma ciò non è avvenuto. Il rigetto è datato giugno 2012, dopo oltre cinque anni niente è stato fatto in termini di mitigazioni ambientali, a cominciare dal risanamento acustico, come ben sanno coloro che abitano nei pressi dell’aeroporto” sottolinea la consigliera di Alternativa Libera. Amato va all’attacco. “E’ emblematico constatare per l’ennesima volta il silenzio delle istituzioni che dovevano controllare che tali prescrizioni fossero immediatamente attuate, a cominciare dalla Regione. Ma perché anche i sindaci e le amministrazioni che si sono succedute non hanno battuto ciglio?”. Quanto emerso, secondo la consigliera, rappresenta anche un monito per il futuro: “E’ necessario bloccare subito l’affaire aeroporto. Oltre alle innumerevoli problematiche ambientali, sanitarie ed economiche segnalate in questi anni dalle forze di opposizione e dai comitati, ribadite anche in sede comunitaria, si aggiunge adesso l’inaffidabilità delle istituzioni. Se in questi anni non sono riusciti a garantire e verificare l’attuazione di semplici prescrizioni, con quale autorevolezza potranno garantire i diritti del territorio e dei suoi abitanti?” conclude Amato.

Redazione Nove da Firenze