Aeroporto di Firenze: imprenditori manifestano, contrari i sindaci

Confindustria organizza un presidio in giacca e cravatta per lo sviluppo dello scalo, i sindaci della Piana ritengono l'ampliamento dannoso


Confindustria Firenze, guidata da Luigi Salvadori, ha radunato l'imprenditoria locale davanti all'Amerigo Vespucci per una manifestazione senza precedenti "in giacca e cravatta" a poche settimane dall'atteso responso relativo alla VIA che potrebbe dare inizio all'ampliamento di Peretola con la nuova pista parallela. "Uno sviluppo non più rinviabile e necessario per mantenere la competitività dell'area toscana coinvolta in termini economici, industriali ma anche turistici" ha spiegato Salvadori mostrando nelle scorse ore un sondaggio relativo all'apprezzamento che il progetto riscuoterebbe da parte dei cittadini.

“L’aeroporto è decisione politica già presa. Inaccettabili laccioli burocratici hanno fino ad oggi imbrigliato il progetto con la complicità di comitati e amministrazioni comunali a mio giudizio poco illuminati”. È il commento del presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani, al presidio ‘in giacca e cravatta’, a favore della nuova pista di Peretola, lanciato da Confindustria cui hanno aderito altre categorie economiche e singoli imprenditori.

Intervistato a margine di una conferenza stampa in palazzo del Pegaso, il presidente ha ricordato che la decisione per la nuova pista “parallela all’autostrada” e lunga “tra 2mila e 2mila 400 metri”, risale al 2012. A quando cioè il governatore Enrico Rossi presentò il Pit (Piano di indirizzo territoriale) che da un punto di vista “ecologico, ambientale, strutturale, per la valorizzazione dell’economia e del turismo, modifica un po’ l’assetto dell’attuale aeroporto fiorentino, ma assicura garanzie di ambiente e sviluppo”.

“Senza polemica” e “proprio dalle stanze del Consiglio regionale”, il presidente ha voluto dire che il presidio “è giusto”. “Il nostro territorio è di fronte ad un bivio. Se vogliamo lavoro, sviluppo, infrastrutture all’altezza di ciò che oggi è Firenze e la Toscana, il progetto presentato cinque anni deve finalmente concretizzarsi”. Giani ha quindi giudicato “incoraggianti” le rassicurazioni date stamani dalle autorità nazionali competenti “sull’arrivo di quelle valutazioni di impatto ambientale e sulla salute necessarie far partire finalmente i lavori”. “Credo – ha detto ancora il presidente - che un aeroporto con le caratteristiche di quelle pensate per Peretola sia quel salto di qualità che la Toscana richiede”. E citando lo studio di qualche anno fa di Irpet (Istituto regionale per la programmazione economica) che stimava in trenta milioni la domanda di voli in Toscana, Giani ha ricordato che Pisa e Firenze, insieme, assorbono poco più di sette milioni di passeggeri. “Ben poca cosa rispetto alle esigenze”. “I due scali devono essere adeguati e Peretola, con la nuova pista parallela, darà una boccata di ossigeno a economia, turismo e società della città metropolitana fiorentina e della Toscana tutta”.

Si schierano contrariamente i sindaci dei comuni interessati "Bizzarro vedere come alcune categorie economiche siano tanto interessate alla nuova pista e assai meno vigorose nell’affrontare tante altre questioni aperte nel nostro territorio" commentano Alessio Biagioli, sindaco di Calenzano - Edoardo Prestanti, sindaco di Carmignano - Marco Martini, sindaco di Poggio a Caiano - Lorenzo Falchi, sindaco di Sesto Fiorentino.
"La manifestazione in giacca e cravatta - proseguono i sindaci - è un fatto emblematico: mai o quasi mai si erano visti gli industriali scendere in piazza. Apprezziamo che lo facciano senza rinunciare allo stile, in giacca e cravatta. Così come vorremmo che non rinunciasse allo stile chi è chiamato a prendere le decisioni su quest’opera nel rispetto delle regole democratiche e della tutela ambientale. Non vorremmo ritrovarci di fronte all’ennesima prepotenza dei poteri forti, pronti ad infrangere le prime e ignorare la seconda pur di realizzare la pista. Gli studi fatti finora parlano chiaro: la nuova pista è dannosa per l’ambiente e per i cittadini che vivono e lavorano nella Piana. Continuare a definirla necessaria con sondaggi di opinione e manifestazioni nasconde, in realtà, la debolezza delle motivazioni. Il nuovo aeroporto è oggettivamente incompatibile col nostro territorio, altrimenti sarebbe già stato autorizzato senza troppe difficoltà anni fa e non avrebbe avuto bisogno di un decreto ad hoc, degno della peggiore politica. E ci dispiace vedere un’associazione come la CNA, radicata profondamente nel nostro territorio e dalla solida tradizione democratica, mettersi in posizione subalterna rispetto a Confindustria, non tenendo conto dell’interesse degli artigiani e delle piccole e medie imprese che vedrebbero peggiorate le proprie condizioni di operatività con la nuova pista. La banalizzazione delle posizioni contrarie, l’additarci come i nemici dello sviluppo, il pressappochismo con cui ogni giorno si annunciano le presunte ricadute positive della nuova pista servono a nascondere la vera richiesta che facciamo da sempre, come sindaci e come cittadini: che le stesse regole di partecipazione, trasparenza, rispetto ambientale che valgono per tutti valgano anche per il nuovo aeroporto".

La manifestazione di industriali, artigiani e commercianti fiorentini a favore della nuova pista dell’aeroporto di Peretola suscita reazione anche da parte dei consumatori: "Noi di Aduc sono anni che sosteniamo che l’aeroporto e’ bene che sia all’altezza di una citta’ internazionale e poliedrica come Firenze, e non continui ad essere un ampliamento di una pista da club del volo. Certo, avremmo preferito una bella alta velocita’ ferroviaria (magari ad idrogeno -1) tra Firenze e Pisa, e quindi con aerei da 300 posti e passa che arrivassero all’aeroporto Firenze/Pisa, ma ci accontentiamo anche di un paio di piste piu’ decenti in quel della piana, basta che gli aerei atterrino anche con pioggia e vento. Chi scrive e’ nato e cresciuto sulle barricate di quel maggio del secolo scorso, e giuro -testimone oculare e protagonista- che una delle cose affascinanti era anche la cosiddetta rivoluzione sessuale, nonche’ dei costumi. Cioe’ le donne e gli uomini uguali nella lotta, nei pensieri, nei desideri: finalmente ne dicevamo quattro a quei babucchi di conformisti sempre e solo tutti maschi, seri, sempre vestiti uguali. Noi, ragazze e ragazzi avevamo da dire la nostra. Allora, mi spiegate cosa c’entra il “ce n’est qu’un debut” quando dietro lo striscione ( foto ) non c’e’ manco una donna, una sola… no, nessuna. Forse non l’abbiamo vista perche’ vestita da maschio, comunque non l’abbiamo vista e, soprattutto, non l’hanno percepita i presenti. Sicuramente dentro l’aeroporto c’erano tante donne nelle loro tradizionali funzioni femminili da hostess e impiegate e mogli, ma i maschietti invece erano li’ a fare le cose serie della politica, cioe’ quelle dove in teoria si decide.
Allora sono questi che devono decidere per me, per noi, femmine e maschi, madri e padri, viaggiatrici e viaggiatori, lavoratrici e lavoratori? Certo, tutto fa brodo. Per carita’. E ben venga questa ribollita di maschietti. Ma -ed e’ questo il senso delle manifestazioni- e’ questo il messaggio che vogliamo trasmettere al mondo? Speriamo che i media internazionali non si accorgano di questa foto. Sapete qual e’ il problema? E’ che quei maschietti dietro lo striscione proprio non ci hanno pensato. Se lo avessero fatto, vuoi che non avrebbero trovato una qualche donnina anche a pagamento da mettere li’ dietro? Invece no. Proprio non ci sono di testa. A noi ci piace un aeroporto funzionale, con maschietti e femminucce che usano, consumano e decidono. Se le donne oggi non c’erano e’ la conferma di un segnale: il potere maschile -imprenditoriale in questo caso- e’ ancora quello che conta. Mentre -a Firenze, ma non solo- per le donne ci dobbiamo accontentare dei corpi sinuosi della Primavera del Botticelli o della poppa scoperta della Nascita di Venere, sempre del nostro Sandro" conclude Vincenzo Donvito, presidente Aduc.

Gabriele Toccafondi, Coordinatore Regionale Alternativa Popolare Toscana e Sottosegretario al Miur, quest’oggi era presente al sit-in organizzato dalle categorie produttive presso l’aeroporto di Peretola “Sono pienamente favorevole all’iniziativa delle categorie produttive per l’ampliamento della pista di Peretola. Dopo quarant’anni di fallimenti, e dispiace dirlo anche delle istituzioni, dopo decenni di delibere, valutazioni, votazioni è arrivato il momento delle decisioni. Ripeto quello che da tempo dico: ci sono solo due possibilità per il futuro dell’aeroporto di Firenze o viene fatta la nuova pista oppure meglio chiudere e farci altro in quell’area. Non esiste una terza via e soprattutto così come è l’aeroporto non può funzionare economicamente e come sviluppo di un area che va oltre la città di Firenze. L'attuale pista è corta, antieconomica, rumorosa e inquinante, esposta ai venti cosa che fa cancellare, ritardare o dirottare un volo su cinque. Non è adatta, dato che inizia immersa tra le case e finisce con un monte davanti a tal punto che i piloti devono avere un brevetto apposta per atterrarci. Insomma se Firenze e la Toscana vogliono un aeroporto, abbiamo bisogno della nuova pista altrimenti chiudiamo tutto”.  

L'ampliamento dell'aeroporto di Firenze con la nuova pista parallela all'autostrada A11 rappresenta un'occasione di sviluppo per la città, la Piana e per l'intera Regione Toscana, che ha bisogno di infrastrutture moderne per mantenere quel ruolo centrale nell'economia e nella cultura del Paese che si è andata costruendo nel tempo. E' importante pertanto ascoltare le ragioni di tutti, fare una sintesi, e procedere finalmente nella realizzazione dell'opera” lo dichiara oggi la vicepresidente del Senato Rosa Maria Di Giorgi.
La valutazione di impatto ambientale, con le prescrizioni che verranno assegnate, garantirà che tutte le questioni ambientali e paesaggistiche siano risolte con coerenza e rigore, in maniera da dissipare ogni altro eventuale dubbio”, aggiunge Di Giorgi.
“In particolare sono fiduciosa che anche le problematiche evidenziate in rapporto al Polo Scientifico di Sesto Fiorentino troveranno una soluzione attenta e concreta, che darà certezze sia allo sviluppo dello scalo che al potenziamento dei nostri Centri di Ricerca. Due cose che, come ho avuto già modo di dire in passato, non devono essere viste in contrapposizione -sottolinea Di Giorgi- ma come obiettivi da raggiungere insieme, facendo in modo che l'uno e l'altro stiano dentro una logica di rapporto armonico col territorio, e fornendo risposte sia alle nuove esigenze di mobilità internazionale sia alle domande di un tessuto economico di grande pregio che nel rapporto con i nostri centri accademici di eccellenza potrà consegnare alla città di Firenze ed al suo territorio nuove e feconde occasioni di sviluppo nel senso dell'innovazione e del dinamismo”.
“Per questo - conclude la Senatrice - auspico che tutte le istituzioni e le amministrazioni dello Stato, sia centrali che periferiche, lavorino compattamente ed in maniera risoluta per arrivare quanto prima all'avvio dei lavori".

Redazione Nove da Firenze