Aeroporto di Firenze: è scontro aperto sulla nuova pista

Di "occasione storica" parlano i sostenitori del progetto, ma gli antagonisti non mollano


Il ricorso del sindaco di Prato Matteo Biffoni e di altri primi cittadini della Piana, contro il decreto di valutazione di impatto ambientale per l'aeroporto Amerigo Vespucci di Peretola ha riacceso la discussione che sembrava giunta ad un punto di arrivo dopo anni di dibattito più o meno aperto.
La classe imprenditoriale fiorentina ha manifestato per la prima volta chiedendo a gran voce il potenziamento dello scalo, ed ora trova nei rappresentanti dei cittadini a livello locale un nuovo ostacolo.
 Mentre una parte della politica si schiera al fianco della compagine economica i Comitati contrari al progetto tornano a sostenere la posizione della pericolosità ambientale dell'opera sottolineando le criticità presenti sul tavolo.

"Come volevasi dimostrare, il Pd si è presentato alla prova dei fatti spaccato, mostrando che in quel partito sono davvero in pochi a volere la nuova pista per l'aeroporto di Firenze: solo il centrodestra da vent'anni si batte convintamente e alla luce del sole per ampliare lo scalo di Peretola, è bene che i cittadini lo sappiano" afferma il coordinatore fiorentino di Forza Italia, Marco Stella che aggiunge "purtroppo solo al centrodestra sta a cuore davvero lo sviluppo di Peretola, perché solo noi non guardiamo alle ideologie ma ci preoccupiamo del rilancio economico del nostro territorio, che passa per forza di cose da un potenziamento delle Infrastrutture, in primis l'aeroporto. Speriamo di avere accanto in questa battaglia gli industriali e di sentire con forza non solo la loro voce, ma anche qualche pugno sbattuto sul tavolo. È il momento delle scelte e non è pensabile perdere questa occasione storica dopo decenni di dibattiti e chiacchiere, dovuti all'immobilismo della sinistra toscana e fiorentina".

"Puerile e qualunquista il commento di Cavicchi presidente della sezione Moda di Confindustria Nord, "si faccia l'aeroporto con tutto quello che deve essere realizzato contro i rischi per il territorio, ma si faccia". Forse non gli hanno ancora spiegato che se si vuol protegge il territorio.. l'aeroporto non si può fare" interviene così nel dibattito il Coordinamento Comitati per la Salute della Piana di Prato e Pistoia

 Prosegue il Coordinamento dichiarando "Gli industriali e le categorie economiche sono contro Biffoni, perché secondo loro, lo stesso sindaco doveva accettare i dictact dei portatori di interessi ad occhi chiusi, disinteressandosi dei propri cittadini (sorvolati e trasportati) e dopo le promesse fatte da Roma, che poi sono state negate. Il fatto che un parere di VIA 2235 della Commissione di VIA (sia stato stravolto perché non piaceva ai portatori di interessi), che si stata fatto un Dlgs ad hoc per l'Aeroporto di Firenze, che si sia creato un Osservatorio ristretto con sola gente fidata esautorando i Sindaci che avevano legittimi interessi e diritti a parteciparvi, evidentemente per i portatori di interesse non ha nessuna valenza".

Nel dibattito interviene anche l'ex sindaco di Sesto Fiorentino, Gianni Gianassi: "Non contenti di aver fatto “lo sciopero dei padroni” alcuni cosiddetti industriali toscani hanno messo sul piatto il ricatto: se non finanziate con i soldi pubblici gli affari privati della società aeroportuale non finanzieremo con i soldi pubblici il cosiddetto Polo della Fortezza. Orbene si tratta di ricordare che se il Polo della Fortezza rappresenta un’occasione per le attività fieristiche e convegnistiche di Firenze senz’altro importante per competere con altrettanti poli fieristici italiani è anche bene notare mentre Milano, Roma, Bologna hanno decentrato le loro attività, nobilitando periferie ed area metropolitana, come la rendita fiorentina voglia tutto in pochi km quadrati a dimostrazione di un provincialismo antico ma mai sopito e di non dimenticare che nella striminzita analisi sui benefici economici del nuovo aeroporto, copiata dalla Regione Toscana dal lavoro commissionato dall’imparziale Confindustria di Firenze ad Irpet per poco più di 3.000 €, l’opportunità del Polo della Fortezza non veniva mai menzionata (lungimiranza e responsabilità poco si sono legati, storicamente, all’impresa fiorentina). Vale la pena di ricordare come risulti assolutamente indifferente agli industriali fiorentini e toscani il completamento del collegamento ferroviario ad Alta Velocità. Vale la pena di ricordate, anche, le parole del Presidente Rossi quando garantì che il nuovo aeroporto di Firenze non sarebbe costato nulla ai cittadini e che la Regione avrebbe mantenuto il controllo della società così come la risposta alla pernacchia sulla pista di “soli” 2 km “o così o pomì”. La pista sarà di 2,4 km, i soldi pubblici sono saliti a 332 milioni di € gentilmente donati dal Governo a Camere sciolte dopo che la Via aveva prescritto interventi molto costosi e la Regione è scesa al 5,03% del capitale sociale. Senza un battito di ciglio di Rossi. La notizia dunque sarebbe che il Presidente della Camera di Commercio (ente pubblico) nonché membro del Cda di Toscana Aeroporti e presidente di Firenze Fiera ed il presidente degli industriali della Toscana Nord (associazione privata) hanno stigmatizzato il ricorso alla giustizia amministrativa promosso da Comuni che rappresentano gli interessi ecomico-territoriale e la salute di oltrei 300.000 abitanti. Per lorsignori il ricorso al giudice non è l’estrema ratio per verificare se le procedure previste da una Via viziata dalle ultime disposizioni legislative siano conformi alle normative europee o addirittura se rappresentano progetti irrealizzabili viste le 142 prescrizioni, ma un’inutile perdita di tempo, bollata come ideologica, che impedisce di attingere al ghiotto finanziamento statale. Insomma la giustizia va bene quando c’è da licenziare un lavoratore, bloccare uno sciopero, insinuarsi in un fallimento, contestare aiuti di Stato in altri paesi europei, impugnare una gara pubblica, ma raramente la si ritiene costituzionalmente portante nel perseguire l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge e, in estrema sintesi, la tutela del più debole nei confronti del più forte e dello Stato. Comunque anche in questo caso vale la pena di ricordare l’incapacità della casta imprenditoriale toscana di investire di “tasca propria”. Lo sviluppo e gli investimenti vanno bene se avvengono con soldi e potere stranieri, con compiacenze politiche e soldi pubblici nostrani. Insomma un liberismo in salsa toscana molto attento a barche, ville e rendite di posizione piuttosto che agli impegni finanziari ad alto rischio. A questi signori ricordo sommessamente i risultati del 4 marzo. Non vi dice proprio nulla?" conclude Gianassi.

Intanto il consigliere delegato della Metrocittà gigliata fa il punto sulle infrastrutture di collegamento tra i due territori metropolitani al centro del vertice a Loiano tra le due Città Metropolitana di Firenze e Bologna.
Massimiliano Pescini, consigliere della Metrocittà di Firenze delegato alla Viabilità, traccia il quadro di riferimento: "Stiamo completando - spiega - i lavori tra la variante di valico e la terza corsia, a Barberino, e Sesto e Calenzano. Siamo molto avanti. E il collegamento autostradale, grazie anche ai lavori in altri punti dell'A1 sul nostro territorio, sarà molto più fluido". Ma le Metrocittà non sottovalutano, anzi puntano molto alle infrastrutture regionali e provinciali di collegamento tra la parte mugellana e quella bolognese. La Metrocittà di Firenze ha investito cinque milioni di euro per il rifacimento del manto stradale e la messa in sicurezza alla Futa e ad altri valichi. "Sono possibili molte sinergie - ha osservato ancora Pescini - anche tra gli aeroporti. L'integrazione di Firenze con Pisa è aperta e si potrà ragionare paritariamente con Bologna per creare un hub del Centro-Nord. Parallelamente stiamo sviluppando la banda ultralarga e i servizi connessi perché la rete colleghi sotto un altro profilo i nostri territori".

Redazione Nove da Firenze