Il Governo impugna la legge toscana

La soddisfazione del Pdl regionale. Per Martini "quello deciso dal governo è un ricorso annunciato ancor prima che la legge fosse approvata, frutto di un atteggiamento ostile e pregiudiziale".


IMMIGRAZIONE — “Esprimo soddisfazione per la decisione del Governo che costituisce un primo risultato della nostra battaglia contro la legge regionale sull’immigrazione che abbiamo sin dall’inizio ritenuto incostituzionale e pericolosa. Il nostro impegno prosegue con le procedure già avviate per sottoporre al referendum abrogativo questa normativa. A questo punto, tuttavia, c’è d’attendersi che sia la stessa Corte Costituzionale ad accogliere il ricorso del Governo e a risolvere alla radice la questione".
Così Alberto Magnolfi, presidente del gruppo regionale Fi-Pdl, che aggiunge: "Al di là degli aspetti strettamente giuridici che il ricorso del Governo solleva, non sfugge la rilevanza del giudizio di merito che accompagna la decisione. Ha mille ragioni il ministro Fitto nel mettere in evidenza la chiara e consapevole volontà della Regione Toscana di travalicare le proprie competenze per affermare principi in evidente contrasto con le leggi dello Stato. È un orientamento che abbiamo molto volte censurato, che non corrisponde ad una corretta cultura dei rapporti tra le Istituzioni e che, soprattutto, non serve agli interessi dei toscani".
"Non giova infatti, che una grande Regione come la nostra - conclude Magnolfi - si ponga continuamente come capofila di ogni possibile contestazione nei confronti del Governo del Paese, anziché cercare le strade di un utile dialogo istituzionale".

"Quello deciso dal governo è un ricorso annunciato ancor prima che la legge fosse approvata, frutto di un atteggiamento, questi sì, ostile e pregiudiziale. La nostra legge dice quello che dice la Costituzione. E' una legge che interviene sugli aspetti sociali, di competenza regionale, legati alla presenza di immigrati, quindi alle politiche dell’accoglienza e dell’integrazione oltre che alle forme di primo e urgente soccorso a tutela anche della salute pubblica. La Legge toscana non interviene quindi né sulla condizione giuridica dell’immigrato, né sulla regolamentazione di flussi, materie di stretta competenza statale".
Così il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, sulla decisione del governo di impugnare di fronte alla Corte costituzionale la legge regionale sull'immigrazione.
"In Toscana - prosegue il presidente della Regione - siamo abituati a rispettare le leggi dello Stato, ma anche a difendere l’autonomia che la Costituzione ci riconosce. Affronteremo con serenità e convinzione il dibattito di fronte alla Corte perché solo la Consulta e non il governo può stabilire se abbiamo o no travalicato le nostre competenza".

Redazione Nove da Firenze