No del Consiglio provinciale ad un CPT nell'area del dirigibile a Campi Bisenzio


Il Consiglio provinciale ha approvato la mozione di Luca Ragazzo (Verdi), emendata dal gruppo PD, sulla salvaguardia dell’area del dirigibile a Campi Bisenzio. “Una problematica più relativa all’impatto ambientale senza riaprire la discussione sul centro di permanenza temporaneo. L’area del dirigibile, infatti, sorge in uno sito naturale d’importanza comunitaria ed è una zona di protezione speciale. Fa parte anche della rete Natura 2000 – ha spiegato ragazzo – cioè del percorso che i volatili fanno durante gli spostamenti. La discussione non deve essere solo sul centro di permanenza temporanea e sull’eventuale localizzazione in quell’area del CPT ma, più in generale, puntiamo a salvaguardare la piana da ulteriori costruzioni e interventi che possono impattare ancora di più lo stato dell’ambiente”. D’accordo si è detto Targetti (PRC): “Una mozione che, al tempo stesso, dice no al centro di identificazione e espulsione, perché ora li chiamano così, e punta, giustamente, a salvaguardare un’area. Anche nel Consiglio comunale di Campi si è aperto un dibattito per esprimere una contrarietà rispetto a questa individuazione che è stata fatta dal Ministero della Difesa, per altro senza nessuna consultazione degli enti locali. Tra l’altro, il Comune di Campi intende acquistare dal demanio l’area e destinarla a una rinaturalizzazione”. Panerai (PD) ha ricordato che: “Il Consiglio provinciale si è già espresso sulla contrarietà a che sul territorio della nostra Provincia vengano installati i cosiddetti ex centri di accoglienza, adesso centri di identificazione ed espulsione. E quindi il ragionamento riguarda qualsiasi area del nostro territorio. Nello specifico di questa individuazione dobbiamo dire che appare ben singolare che un Governo, il quale ha nel suo programma l’attuazione del federalismo, intenda prendere una decisione senza informare il Comune interessato, la Provincia interessata, la Regione interessata e senza che ne sapesse assolutamente nulla il Prefetto di Firenze. Quell’area, fino a pochi anni fa facente parte del demanio militare, era utilizzata come poligono di tiro ed è stata individuata da alcuni anni tra i beni da sottoporre a vendita, quindi a valorizzazione economica. E’ in questo contesto che il Comune ne ha richiesto l’acquisizione dell’area per destinarla a cassa di espansione per l’Arno”. Per Lensi (FI): “Non è nemmeno un’ipotesi allo stato dell’arte, quella del Cie nel territorio di Campi Bisenzio. Se ne è parlato per qualche giorno fra fine luglio e inizi agosto, in base a indiscrezioni che sono uscite dal Ministero della Difesa. Quando c’è una decisione da prendere c’è stata una elaborazione decisionale che porta anche a una concertazione con gli Enti Locali. A quel punto anche il Consiglio provinciale è obbligato a far valere la propria decisione; in questo caso si discute del nulla. Non c’è niente, tranne che una indiscrezione esplorativa che è rimbalzata velocemente a Firenze”. Per Sensi (AN): “La Regione Toscana avrebbe sicuramente fatto una sua proposta per una localizzazione adeguata del Cie, facendo una concertazione con gli Enti Locali, e avrebbe svolto il suo compito federale. Ma siccome la Giunta Martini si occupa di tutto tranne che di questo, chiaramente non c’è nessuna proposta. Poi arrivano i Della Valle e propongono lo stadio a Castello, altra zona verde, e la politica fiorentina si mette in braghe di tela”. Marconcini (PDCI) ha ribadito che: “Non lo vogliamo il centro di permanenza temporanea e se si dovrà fare la destra deve togliersi dalla testa che la Sinistra e il PD possano contribuire a fare passare una decisione del genere per il bene comune. Questa logica per la quale. o mangiare questa finestra o saltare dalla finestra noi non la possiamo accettare mai”. Per Avezzano Comes (FI): “Sull’istituzione di un centro di permanenza temporanea, che si va a definire come centro di identificazione di espulsione, era stata ventilata la possibilità di fare una seduta del Consiglio Provinciale. Mi sembrava un’occasione di dibattito che valesse la pena perseguire invece di presentare documenti che non fossero bene inquadrati in una discussione completa del problema. Il fatto che nella nostra Regione non ci sia un centro di permanenza temporanea ha comportato per le forze di sinistra, in questi anni, disagi e disguidi nel momento in cui c’è da accompagnare un immigrato. Occorre prendere inevitabilmente atto che la sicurezza è diventata oggettivamente una preoccupazione e per questo il problema va affrontato”. Gori (PD) ha infine ricordato che: “Gli attuali CPT sono un luogo assolutamente fuori dal circuito civile, per lo stato di degrado, per la mancanza di igiene, per la condizione di isolamento a cui viene sottoposto chi è ospite. Quindi noi abbiamo già detto che l’attuale configurazione dei CPT richiede una revisione della funzione e della struttura. La funzione deve essere certamente quella di identificare chi non è in possesso di adeguati documenti nel nostro Paese ma il Governo ancora non ha chiarito nulla sul numero dei nuovi centri, sulla collocazione e sulla funzione che verranno a svolgere. Niente sappiamo sulla popolazione deputata ad andare in questi centri ed i limiti della permanenza in questi centri. Questo è un orizzonte che ancora non c’è dato sapere con precisione. Si dice che ci vorrebbe un approfondimento sul tema della sicurezza certo, lo abbiamo proposto noi, ma vogliamo capire le proposte che il Governo farà e dopo, certamente, andremo a discutere”.

Redazione Nove da Firenze