Tav, Conti: senza deroga alle norme sullo smaltimento dello smarino il sottoattraversamento di Firenze è irrealizzabile


"Per un patto sulle infrastrutture in Toscana" era l'invito rivolto ieri sera al ministro Altero Matteoli da Riccardo Conti, nella doppia veste di Assessore al Territorio della Regione Toscana e promotore dell'associazione Romano Viviani. Il Ministro dei Trasporti ha aderito all'invito ed è venuto al Teatro dell'Affratellamento, in una calda serata fiorentina, affollata di pubblico e di amministratori.
L'obiettivo era appunto parlare di progetti e investimenti e assumere pubblicamente impegni. L'Assessore regionale ha ricordato che il precedente governo Berlusconi limitò moltissimo le risorse destinate alla Toscana, eccezion fatta per l'ospite, allora Ministro per l'Ambiente. Parlando della propria idea di futuro, Conti ha prospettato una sfida di progettazione, di tecnologia e di riorganizzazione delle città toscane, per arrivare a trasportare giornalmente 500.000 passeggeri sulle rotaie della regione. Perciò serve un terreno di confronto per finanziare e gestire ferrovie e porti: "A fine anno la UE ci invita ad abbandonare il sistema delle concessioni per la navigazione locale -ha spiegato l'Assessore- ma l'ente regionale non è adatto alla gestione delle compagnie di navigazione pubbliche, se non temporaneamente". Come dire, ognuno faccia la sua parte.
Il Ministro di AN non si è sottratto all'invito, e con schiettezza, nel corso del proprio intervento, ha spiegato che lo sviluppo del paese passa attraverso la capacità di realizzare le infrastrutture. "Nei giorni scorsi -ha puntualizzato Matteoli- ho partecipato all'assemblea di Confindustria Firenze dove ho ascoltato qualche espressione di provincialismo. Penso ad esempio alla sottovalutazione del porto di Livorno. Io non accetto una logica di contrapposizione pregiudiziale, nemmeno se viene dall'imprenditoria. Come invito gli enti locali toscani e umbri a sciogliere il nodo di Sansepolcro che blocca la strada Grosseto-Fano". Per parte sua il Ministro ha vantato il proprio intervento per limitare i tagli al trasporto locale delle FS, la volontà di riformare la Legge 84 sui porti e di favorire la realizzazione di termovalorizzatori, per scongiurare il rischio che altre regione come Lazio e Sicilia scivolino nell'emergenza campana.
In conclusione, forse invogliato dal clima disteso, il padrone di casa ha lanciato un appello a Matteoli: "Stiamo progettando di riempire le ex cave di lignite di Santa Barbara (nel comune di Cavriglia) con il terreno di risulta estratto dallo scavo del tunnel della ferrovia AV che sottoattraverserà per sette chilometri la città di Firenze -ha affermato Conti- Ma i tempi stretti di spostamento imposti dai vincoli di legge rendono molto difficile muovere questa enoreme massa di smarino senza correre il rischio di far dichiarare il materiale come rifiuto pericoloso, rendendolo inutilizzabile a Cavriglia". Un invito piuttosto esplicito al ministro toscano a "sporcarsi le mani", ridimensionando i vincoli di legge, per evitare che chi gestisce il progetto TAV incorra in sanzioni di legge.
Intanto in sala, attivisti dell'associazione antiTAV Idra distribuivano ai presenti una sintesi della risoluzione dell'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici sui lavori, servizi e forniture dei cantieri TAV in corso. Un monito a non ripetere gli stessi errori che a conclusione del processo penale per i danni provocati dai cantieri TAV in Mugello potrebbero costare alla collettività un miliardo di euro di risarcimenti.
N. Nov.

Redazione Nove da Firenze