giovedì 23 ottobre 2014

Trenitalia: la sanzione per chi sale senza biglietto o non lo timbra da 25 a 50 euro

Inoltre per chi non concilia nell’immediato, tale sanzione può raddoppiare e pure quadruplicare nel giro di poche decine di giorni, fino a 224 euro. A mio parere, comunque una sanzione inaccettabile per la sproporzione che crea tra colui che non paga 3 euro di biglietto e la sanzione inflitta.
Nel frattempo le biglietterie vengono chiuse, molte emettitrici ed obliteratrici di biglietti sono guaste, Oltre a ciò molti esercizi commerciali, che sfruttano il movimento di clienti originato dalle stazioni, si rifiutano di vendere i biglietti, i punti vendita sono spesso lontani e, come è ovvio, nelle ore serali e nei giorni festivi sono chiusi. In sostanza molti cittadini onesti dovranno pagare multe salatissime senza colpa. Tutto ciò è sbagliato e controproducente. Bisogna distinguere tra chi non vuole e chi non può acquistare il biglietto.
Trenitalia, prima di applicare le nuove norme, avrebbe dovuto accertarsi che i treni e le stazioni funzionassero al meglio e avrebbe dovuto confrontarsi con i pendolari ed i consumatori sulla reale possibilità di accedere alle biglietterie.
Per questi motivi Federconsumatori Toscana chiede, insieme alle associazioni nazionali, la sospensione delle sanzioni previste e l’apertura immediata di un tavolo con i rappresentanti dei consumatori: "Analoga contestazione l'abbiamo già presentata all'Ataf -spiega Romeo Romei Presidente Federconsumatori Toscana- dove, il cittadino che ritiene ingiusta la multa poichè ha delle motivazioni che a parere suo sono sufficenti per motivare la mancanza del biglietto, può ovviamente fare ricorso. Il ricorso è deciso dall'Azienda stessa. Quello che appare inaccettabile è il fatto che, se l'utente fa ricorso ed il ricorso viene respinto (come succede nella stragande maggioranza dei casi), anche se la risposta arriva prima dello scadere dei sessanta giorni e pertanto avrei il tempo per pagare gli 85 euro, mi viene impedito di pagare, devo aspettare che mi arrivi l'ordinanza ingiunzione e pagare una cifra che può arrivare fino a 240 euro più le spese. Tale norma appare ingiusta, penalizzante per chi ritiene di avere delle ragioni, è squilibrata e scoraggiante nei confronti di un cittadino che tenta di far valere le proprie ragioni".

Redazione Nove da Firenze