Via Chiantigiana, dal terribile schianto nulla è cambiato

Il tratto di strada non è in sicurezza "basterebbe un cordolo" dice oggi Marco Laschi a tre anni dall'incidente


A tre anni dall'incidente che ha coinvolto il noto dj fiorentino Marco Laschi procurandogli l'amputazione della gamba, il gruppo di Forza Italia è tornato su quel tratto di strada dove via Duca di Calabria interseca l'autostrada A1, per denunciare la permanente e immutata situazione di estrema pericolosità.

Erano presenti i consiglieri comunali Jacopo Cellai e Mario Razzanelli, Gaia Serri del Quartiere 3, il responsabile regionale della sicurezza Claudio Scuratti e Massimo Laschi, padre di Marco Laschi, responsabile Sport e Cultura per Forza Italia Firenze.

Assente invece Marco Laschi, che però ha dichiarato: "Proprio oggi sono dovuto andare a Budrio per sostituire ancora una volta la protesi che si è rotta. Ma ogni volta che passo per quell'incrocio è un dolore che si rinnova. Tanti, troppi incidenti in motorino continuano a verificarsi per l'inettitudine di chi deve decidere. La rabbia più grande è che la mia storia o peggio quella di chi è rimasto ucciso in quel tratto di strada sembrano non aver insegnato nulla. Eppure per scongiurare altre tragedie basterebbe un cordolo, lo stesso che è stato piazzato appena 500 metri più avanti di fronte alla Coop".

"Da cittadino e da padre non tollero più questa situazione - continua il padre, Massimo Laschi : sono bastati 20 minuti per assistere ad almeno sei inversioni a U assolutamente vietate. In questi anni il sindaco Nardella e l'assessore Giorgetti hanno continuato a rimpallarsi le responsabilità. Nel frattempo nulla è cambiato e un'altra tragedia, in quel tratto di strada, è solo questione di tempo. E' una vergogna".

“Due anni fa scrivemmo una lettera al Prefetto per denunciare questa situazione che quotidianamente mette a rischio chi transita in quella zona di Ponte a Ema - aggiungono Jacopo Cellai e Mario Razzanelli-.Nella lettera e poi con una domanda d'attualità in consiglio denunciammo le troppe manovre irregolari degli automobilisti che in uscita dal casello di Firenze Sud e diretti verso Grassina, quando si accorgono di avere sbagliato direzione, anziché arrivare alla rotonda della Chiantigiana di Ponte a Ema e tornare indietro, effettuano una inversione ad U per immettersi direttamente sul raccordo autostradale che porta in Viale Europa. Non è tollerabile che il Comune non intervenga. L'ipotesi di un cordolo è stata respinta dall'attuale amministrazione per paura di eventuali ricorsi. Come se lasciare la situazione così com'è non fosse già estremamente pericoloso. Tanto più che l'inserimento di cordoli in altre strade a scorrimento veloce è stato deciso e attuato da questa stessa Giunta. Ricordiamo che l'episodio di Marco Laschi fu preceduto da un incidente che vide un ragazzo perdere la vita per gli identici motivi. Se succedesse ancora, le responsabilità politiche sarebbero chiare".

Redazione Nove da Firenze