web - firenze internet-less: a noi ci ha rovinato bin laden

Notizie da Firenze e dalla Toscana: News di Cronaca, Sport, Turismo, Cultura, Economia...
mercoledì 8 settembre 2010 - 13:12

WEB

Firenze internet-less: a noi ci ha rovinato Bin Laden

Domenica 25 luglio 2010, 20:42 | Cronaca | Commenta



<a href='/' style='text-decoration: none; font-size: 9px; color: #7C7698'>Firenze</a> internet-less: a noi ci ha rovinato Bin Laden
di Nicola Novelli
Direttore di Nove da Firenze
Presidente di Comunicazione Democratica


FIRENZE- Abito in una zona non densamente popolata e con uno scarso transito pedonale. La mia abitazione è dotata di una rete wireless domestica come quella dei miei vicini. L'accesso a ciascuna è scrupolosamente bloccato con login e password, nel rispetto delle norme di sicurezza prescritte dalla legge. Infatti se lasciassimo libero accesso ai nostri router di casa subito pericolosi terroristi internazionali, od organizzazioni pedofile, si inerpicherebbero sulla collina di Firenze per approfittare della nostra connettività incustodita.

I terroristi non sono i soli ad aver bisogno di accesso a internet in città. Ci sono anche i giovani, gli studenti univeristari e le fasce deboli di Firenze, a cui una connettività senza fili, diffusa nell'area urbana, farebbe tanto comodo per crescere, progredire culturalmente, o recuperare il divario sociale. Ma tant'è, a Firenze preferiamo disporre di connettività privata, a pagamento, sovrabbondante e inutilizzata, mentre la connettività pubblica e gratuita è scarsa. Ne è una conferma l'appello dei giorni scorsi degli alloggianti delle case dello Studente, che a Firenze devono spendere 10 euro al mese ciascuno per poter andare in rete dall'edificio in cui abitano.

E ormai si può affermare che anche l'a lungo annunciato “Firenze Wireless”, il progetto sbandierato da Matteo Renzi nei mesi scorsi per offrire il web in dieci piazze cittadine, ha riscosso esiti modesti (e sono a disposizione, nell'aspicio sereno di ricevere una pubblica smentita). Dieci piazze in cui si può navigare gratis e senza fili, ma solo per un'ora al giorno e previa trafila burocratica per l'autorizzazione e l'autenticazione dell'utente. E forse va bene così. Perché se il progetto avesse successo poi gli utenti chiederebbero di moltiplicare i punti di accesso, generando una spesa insostenibile per le casse comunali.

Ma siamo davvero sicuri che a Firenze non si spenda già molto per accedere in rete? Ragioniamo.

Se le piazze del progetto comunale sono dieci e la banda realmente utilizzata è, diciamo 20 mega, abbiamo un totale di 200 mega di accessibilità gratuita offerta dall'amministrazione comunale. Quanto pensiamo che costi alla città di Firenze? Certamente meno di quello che spendiamo tutti insieme collettivamente per avere accesso on line dalle nostre case, o attività economiche.

Circoscriviamo le nostre ipotesi al centro storico ed escludiamo le attività economiche. Nell'area risiedono circa 45 mila persone. Ipotizziamo che i residenti abbiamo sottoscritto 10 mila contratti di telefonia fissa e di questi, almeno il 20% comprendano la fornitura di una linea ADSL. Possiamo dedurre che la connettività potenziale nelle sole abitazioni private del centro di Firenze ammonta a circa 5/10 Giga di banda. E' una connettività potenziale perché per gran parte del giorno nelle case private nessuno si collega a internet: su questo contano le telecom nazionali che incassano per questa fornitura potenziale centinaia di migliaia di euro l'anno dagli utenti fiorentini. Almeno la metà di queste sono reti senza fili, ma per la stragrande maggioranza sono criptate e non accessibili agli altri cittadini.

Internet è uno strumento fondamentale per l'economia, la cultura, lo studio e l'approfondimento personale. Ma a Firenze una parte della città ne ha in sovrabbondanza e non lo utilizza appieno, mentre il resto della città, proprio quella che ne avrebbe bisogno non riesce ad accedervi. E gli enti pubblici, parlano, parlano ormai da un decennio, ma di risolvere il problema non si fanno carico. Come sorprendersi se la nostra città, insieme al resto del paese, versa in evidente stato di crisi? Crediamo ancora di poterci permettere il lusso di un simile spreco di risorse e intelligenza.





Scrivi un commento Scrivi un commento   Leggi i commenti Leggi i commenti Bookmark and Share


Commenti

Commento Caro Nicola,
il tuo ottimo articolo mette in evidenza quella che è la prassi consolidata del mondo occidentale: risorse per pochi che hanno la possibilità economica e la restante maggioranza impossibilitata ad accedere ad un bene di prima necessità come è oramai il web. Tutto questo a vantaggio come al solito delle lobby delle telefoniche che si spartiscono il mercato a suon di offerte sulle chiavette USB per la connessione wifi. Dietro la questione giuridica si celano gli interessi enormi di società che ti costringono a pagare ancora cifre alte per la connessioni via gps/umts. Senza contare il fatto che le connessioni wifi protette sono bucabili abbastanza facilmente da hacker anche non super professionisti. Un buon lavoro si sta facendo a Milano dove il comune ha stanziato 5 milioni di euro per cablare usando le pensiline dei mezzi pubblici e i palazzi di proprietà del comune l'intera città. http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/07/22/news/la_rete_delle_5_000_antenne_wi-fi_per_connettere_senza_fili_tutta_la_citt-5763043/
La buona notizia è che si parte dalla periferia, con i quartieri Ortica e Barona.

umberto tesoro, domenica 25 luglio 2010, 23.59

Commento Riapriamo le "Home" chiuse! Verrebbe da esclamare dopo aver letto questa veritiera e verace riflessione. Si parla tanto di sfruttare la tecnologia e poi ci si perde tutti (e tutto) sul più bello. Per il semplice fatto di trovarmi qui a leggere e commentare già mi schiero dalla parte dei fruitori di internet, internauta convinto per necessità e per virtù, ma che ancora confida nel futuro migliorabile. Su un ottimo prodotto giornalistico non posso che postare il mio umile commento in linea con il vostro target informativo citando il sindaco di Firenze che ha riaperto gli accessi di Palazzo Vecchio, casa di ogni fiorentino, e tolto i metal detector dicendo: "Un tempo abbiamo avuto paura e ci siamo rinchiusi qua dentro, adesso a ragion veduta riteniamo giunto il momento di eliminare le barriere e riaprire le porte" aprirsi al mondo per entrare nel mondo.. world web compreso

Federico Felino, lunedì 26 luglio 2010, 00.33

Commento Promuovere l'utilizzo di reti wireless senza password è come consigliare di lasciare di casa sempre aperta e sperare che nessuno venga mai a rubare... o peggio.

Non è solo questione di leggi, ma anche di buonsenso! Un chiunque malintenzionato potrebbe sfruttare la vostra rete wifi per compiere un qualsiasi atto illecito senza essere rintracciato, ed i responsabili sareste voi !

Un'autenticazione ci vuole e ci vorrà sempre. Esistono servizi di wireless condiviso gratuito come FON, che si basano proprio sulla filosofia del condividere una parte della propria banda con altri utenti FON, che comunque si identificano sempre con il proprio user id.

Le reti pubbliche sono ben altra cosa... fatevi un giro per le città Europee un minimo più avanti di noi...

Alessandro Grechi, lunedì 26 luglio 2010, 00.56

Commento Io che abito a 15 Km dal centro di Firenze in una zona senza la copertura ADSL sento le problematiche evidenziate dal dibattito come lontane. Mi piacerebbe poter scegliere ed acquistare la connettività in base alla tecnologia e alle offerte dei gestori, penso che il dovere dell'istituzione pubblica sia di mettere a disposizione di tutti la rete infrastrutturale, questa sì bene pubblico. La connettività la ritengo invece un bene a fruizione individuale e non mi scandalizzo se è a pagamento; mi sembra nel complesso il sistema più efficiente, in cui la concorrenza raggiunge i risultati migliori rispetto a un sistema in cui il pubblico offre la connettività gratis. Gratis per modo di dire, poichè ci sarà sempre qualcuno (I soliti che pagano le tasse?) che si farà carico del servizio fruito gratuitamente da altri .

Roberto Onorati, martedì 27 luglio 2010, 12.48

Commento Condivido l'intervento di Onorati... pensiamo intanto a coprire TUTTI, poi ragioniamo sul tipo di servizio offerto. Le mancanze infrastrutturali sono prioritarie e le cose gratis funzionano raramente.

Granocchio Verde, mercoledì 28 luglio 2010, 20.43

Commento E' già!
I territori sono tutti uguali. O la wi-fi si assicura a tutti, oppure a nessuno. L'area collinare fiorentina dove abitano 15 mila persone ha gli stessi diritti del centro urbano, dove ha sede una università degli studi con 15 iscritti.
Non a ciascuno secondo bisogno e capacità, ma a tutti indistintamente: wi-fi a pagamento, magari previa concessione di pensione di invalidità, o di anzianità.
E mi raccomando: usate la rete solo per intrattenimento, non ci avesse a far crescere culturalmente, o socialmente...

Giuseppe Curatolo, venerdì 30 luglio 2010, 14.20

Commento Sto rileggendo questo mio articolo dall'Aeroporto di Capodichino a Napoli grazie ad un accesso wi-fi privo di password.
Viva la sicurezza!
Nicola Novelli

Nicola Novelli, venerdì 30 luglio 2010, 17.01


Il sito di Nove da Firenze è sviluppato da Aperion.it - Web agency fiorentina specializzata in realizzazione e promozione siti web