libertà di stampa - no alla legge bavaglio, no alle querele facili, sì alla libera informazione - nove da firenze

Notizie da Firenze e dalla Toscana: News di Cronaca, Sport, Turismo, Cultura, Economia...
giovedì 9 settembre 2010 - 17:00

LIBERTÀ DI STAMPA

No alla legge bavaglio, no alle querele facili, sì alla libera informazione

Venerdì 9 luglio 2010, 14:34 | Cronaca | Commenta



No alla legge bavaglio, no alle querele facili, sì alla libera informazione
di Nicola Novelli,
Direttore responsabile di Nove da Firenze,
Presidente di Comunicazione Democratica, associazione di promozione sociale


FIRENZE - Nove da Firenze aderisce alla campagna nazionale contro l'approvazione della così detta Legge Bavaglio. Il provvedimento legislativo al vaglio della Camera dei Deputati è un'iniziativa che maschera questioni private da interessi collettivi, è forse incostituzionale e provocherebbe effetti lesivi della capacità di indagine degli organi di polizia e della magistratura. Violerebbe poi la libertà di stampa e la capacità di esprimere in Italia, in maniera serena, opinioni e giudizi politici.

Paradossalmente non tutelerebbe davvero la riservatezza delle vittime di campagne diffamatorie. I più recenti e gravi episodi di “dossieraggio” politico a mezzo stampa, penso al caso dell'ex presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, e dell'ex direttore del quotidiano Avvenire, Dino Boffo, non sono originati da inchieste giudiziarie, ma da materiali prodotti e venduti da ambienti di intelligence, e pubblicati proprio dai giornali del Presidente del Consiglio per dubbie finalità politiche.

La tutela della riservatezza è un'esigenza fondata, ma nell'ultimo decennio la violazione della privacy è alimentata da una sorta di mercato all'ingrosso del dossier, realizzato da una congerie di professionisti interni/esterni ai servizi segreti, specialisti di intercettazioni telefoniche al soldo del migliore offerente, paparazzi e agenzie fotografiche, redazioni giornalistiche senza scrupoli, agenti teatrali con annesso di veline e prostitute (o trans), che producono quel “supermercato della schedatura” a cui in questi anni ha attinto chiunque avesse possibilità economiche e il desiderio di screditare avversari politici, piuttosto che sociali, o culturali.

Con questa emergenza la Legge Bavaglio non c'entra nulla e, anzi peggiora la situazione. Come documentano autorevoli studi di organismi indipendenti, la libertà di stampa nel nostro paese scarseggia. L'Italia nel mondo libero occupa posizioni di bassa classifica e ogni anno che passa retrocede. Mai come oggi abbiamo un disperato bisogno di giornalismo di inchiesta. Basta pensare ai nuovi meccanismi corruttivi disvelati dalle recenti indagini della Procura della Repubblica di Firenze. Quanto sono diffuse le modalità spartitorie della “cricca”? Lasciamo la risposta a questa domanda ai soli magistrati?

C'è chi confida nella comunicazione on line quale innovativa risorsa di libertà. E da questo punto di vista ci preme mettere in guardia da facili ottimismi. Il giornalismo on line, in particolare per quel che ci riguarda, il web giornalismo locale ha fatto passi da gigante dagli anni '90 ad oggi. Anche in Toscana si sono potute esprimere realtà indipendenti, che hanno consolidato nel tempo la loro posizione e il gradimento di un enorme pubblico che quotidianamente attinge centinaia di migliaia di notizie e informazioni dai nostri archivi, come da quelli di Sienanews, Altracittà, o Fiorentina.it (solo per citare le esperienze più antiche).

Ma la dimensione economica non ancora matura, certo tipica delle piccole aziende italiane, espone queste imprese editoriali al pericolo continuo che qualche soggetto che si senta preso di mira dalle nostre testate, con il semplice annuncio di querela possa farne vacillare l'esistenza. E' giusto che il primo articolo sgradito possa significare la scomparsa di esperienze sociali che sono miracoli culturali?

Penso al caso recente dell'amico Stefano Prizio, giornalista sportivo, che su Fiorentina.it ha pubblicato un corsivo pepato sulla difficile condizione della principale società calcistica cittadina. Ho letto il suo articolo, che è pieno di amarezza per come vanno le cose a Firenze, non solo nello sport. Non vi trovo alcun elemento lesivo di onorabilità, o rispetto personale, o qualità imprenditoriale. Ma ugualmente il Presidente dall'A.C. Fiorentina ha annunciato querela per diffamazione, quantificando in €500.000,00 la sua pretesa di risarcimento.

E' quanto basta. Non importa se il Tribunale di Firenze archivierà l'insussistenza della denuncia. La quantificazione della pretesa risarcitoria è già sufficiente per mettere in difficoltà la piccola impresa editoriale che pubblica la testata sportiva. E mette a rischio il lavoro del giornalista. Perché palesa il divario di forze tra i soggetti in campo. Come se Andrea Della Valle dicesse a Stefano Prizio: “Voi state zitti, prima ancora che per avere torto, perché siete poveri e io sono ricco!”. E' un atteggiamento frequente negli ultimi anni in Italia e che accomuna imprenditori e soggetti politici più, o meno potenti. E che ha effetti dirompenti sull'agibilità quotidiana del fare informazione e comunicazione, soprattutto dove, come nell'on line, la dimensione d'impresa è talmente precaria da infliggere alle testate danni insostenibili in conseguenza di una inchiesta a qualcuno sgradita.

E non c'è giornale locale on line che sia esente da simili esperienze. Anche quando basterebbe una telefonata, o una email per chiedere cancellazione, rettifica, o diritto di replica, ormai pare più semplice far recapitare una raccomandata dell'avvocato di turno, che preannuncia querela. Tutto legale e a termini di legge, s'intende. Ma attenzione: contrapponendo tutela dell'interesse privato a libertà di stampa, alla fine ne paga le conseguenze il diritto collettivo ad essere informati e il valore sociale di questi enormi archivi digitali on line, che sono i nostri giornali locali. Sterminate risorse culturali (nel nostro caso quasi 100.000 notizie messe in rete in 13 anni di lavoro da una redazione di volontari costituita in associazione di promozione sociale) realizzate senza aiuto pubblico (che piuttosto gli enti locali han preferito sperperare in claudicanti tentativi giornalistici istituzionali, del tutto autoreferenziali) e con sporadica attenzione da parte di quegli organi, ad esempio l'Ordine dei Giornalisti, che avrebbero dovuto esprimere interesse a nostra tutela.

In conclusione dunque un auspicio, rivolto a tutte le testate giornalistiche locali on line. L'invito a promuovere in proprio e collettivamente l'immagine e la funzione sociale e culturale che i nostri siti internet svolgono da tanti anni nell'interesse della comunità, dell'economia e del territorio. Se, per ignoranza, o tornaconto, non ha alcuna intenzione di farlo chi dovrebbe istituzionalmente, è arrivata l'ora che ci rimbocchiamo le maniche e ci difendiamo da soli.

Testate on line di tutta la Toscana, pretendete più rispetto dai vostri interlocutori. Lettori dell'informazione toscana on line, ricordate sempre quanto utili siano i quotidiani che consultate tutti i giorni e curate della loro sopravvivenza.

Questo fenomeno sociale apre un'epoca nuova della comunicazione. Siate orgogliosi di farne parte.





Scrivi un commento Scrivi un commento   Leggi i commenti Leggi i commenti Bookmark and Share


Commenti

Commento Caro Direttore,

riflettevo sul come uno dei passaggi iniziali di Nove fosse proprio legato ad un episodio in qualche modo assonante rispetto a quelli ricordati, e chissà cosa sarebbe successo se l'allora sindaco di Greve avesse sporto a suo tempo denuncia... Inoltre, l'Ordine dei giornalisti non ha semplicemente dimostrato scarsa attenzione, ma addirittura una certa ostilità!
Ma il punto più significativo che ritengo di segnalare è la particolare debolezza di questo DDL in relazione alla diffusione delle notizie attraverso la rete: che cosa accadrebbe se io, giornalista, avessi un cugino a New York e lo convincessi ad aprire un blog dal titolo ipotetico di Italian Affairs, e se ad un certo punto egli mi permettesse di scriverci attraverso la sua firma. Cosa accadrebbe poi se, al cospetto di una notizia non pubblicabile in osservanza alla legge bavaglio io mi prendessi la briga di pubblicarla comunque su Italian Affairs e che quindi pubblicassi sulla mia testata italiana la notizia che un blog newyorkese ha pubblicato una notizia secondo cui... Mh... se non ho letto male il DDL mi potrebbero fare ben poco, anzi nulla!
Il vero scandalo è che il nostro parlamento è stato obbligato, in tempi difficili, a discutere una legge che è liberticida, anticostituzionale e, soprattutto, per la parte che limita la libertà di stampa, praticamente inutile ai i fini censòri per cui è pensata.


perdona la pedanteria


Un caro saluto


Stefano

SMBettega - Direttore ISIA, venerdì 9 luglio 2010, 14.37

Commento Caro direttore,

sono contenta che abbia scritto una tale riflessione. Anche io come lei sento l'esigenza di palesare il disappunto verso norme che non fanno altro che tutelare 'i ricchi' o i potenti.

Vanessa

Vanessa, venerdì 9 luglio 2010, 14.38

Commento Caro Nicola

condivido l'adesione alla giornata contro la legge bavaglio del nostro giornale. Mi complimento per l'editoriale che metterai on-line. La vicenda Prizio, cui fai rifai un dovuto riferimento, è emblematica dal clima repressivo e intimidatorio contro una libertà di stampa che è esercizio di libertà di opinione e di critica.

Per parafrasare Giorgio Gaber "temo il berlusconi che è in me" e in questa società che uccide l'opinione pubblica.

Alessandro

Alessandro, venerdì 9 luglio 2010, 14.39

Commento Caro Direttore,

ho letto il pezzo e lo trovo molto appassionato e sentito, se non ti conoscessi già direi comunque che si tratta di qualcuno che ha creduto veramente nel progetto ben prima che nascesse, che lo ha realizzato con il cuore lanciato oltre l'ostacolo e, forse, talmente avanti che ancora lo rincorre cercando di migliorarsi ogni giorno intravedendo tra i lettori il senso positivo dell'intera storia. Come dire che se c'è chi legge vuol dire anche che qualcuno capisce, e se così può essere intesa, condivido pienamente.
In tutta sincerità sono un po' scettico sull'aiuto che può scaturire dall'interno, valoroso, sistematico, continuativo. Credo di più nell'avvicinarsi degli sconosciuti, dei passanti, per quanto distratti o paraocchiati che non da chi già mastica o ha masticato alcuni argomenti, ma magari sbaglio io e per carattere tendo a non esaltarmi dei sussulti di lotta corporativa preferendo le comitatesche 'scampagnate tematiche' che mettono insieme esperienze diverse e diverse attitudini per un fine comune spesso passeggero ma profondamente vissuto.
Sulla vicenda di Stefano Prizio, ad esempio, temo che non tutti i giornalisti riusciranno ad impegnarsi in un atto comune. Son queste le cose che frenano la gioia di vivere in un mondo più libero, la consapevolezza che esista chi ha capito come funziona il meccanismo alternativo, quello delle Probabilità (si sarebbe detto al tempo del Monopoli) e lo preferisce a quello degli Imprevisti di percorso. Il sapere che qualcuno, come è stato anche detto "ci sarà sempre in conferenza stampa anche con lo sciopero" alimenta tante perplessità su lotte giuste come questa per la libertà di stampa dove occorre rischiare di perdere qualcosa per esser liberi.. ed è difficile trovare ancora chi sia disposto a farlo.
Ammiro i tuoi ideali, spero di poter avere presto fiducia verso un sistema revisionabile dall'interno, magari affondando le mani nel bagaglio personale di esperienze sempre più carico. Concludo il lungo commento, e me ne scuso se ti ho preso tempo, con un auspicio alla curiosità collettiva, perché credo che solo questa dote possa aiutare a scavare nelle cose apparenti, a scostare il sipario disegnato ad arte, a voler scavalcare la catena degli addetti ai lavori, per mettere insieme i fatti, per unire i pezzi e vedere con i propri occhi l'effetto che fa essere vivi.

Antonio

Antonio, venerdì 9 luglio 2010, 14.45

Commento Io infatti sono orgogliosa di consultare spesso e diffondere Nove da firenze (oltre al fatto che spesso ci sono pubblicati i com. stampa di Italia Nostra).
Il nostro blog
più volte vi ha fatto da cassa di risonanza.
Caro Nicola, continuate così, sono assolutamente d'accordo con la vostra lettera e e la vostra linea.
Diamoci una mano a difendere la sacrosanta libertà di stampa, posso pubblicare la lettera sul nostro blog?

Mariarita Signorini

membro della Giunta
e del gruppo di lavoro energia
del Consiglio nazionale d'Italia Nostra

Mariarita Signorini, venerdì 9 luglio 2010, 14.49

Commento ottimo.
considerazioni:

1. non posso che essere d'accordo
2. aggiungerei la campagna contro del turco, rivelatosi poi innocente ma intanto la regione se la sono presa loro
3. la pagina dovrebbe essere condivisa da chi ha un account facebook, twitter etc etc
4. magari sarebbe bello che chiunque della redazione possa apporre in calce al tuo ottimo contributo la sua firma

Dr. Aldo Piombino, venerdì 9 luglio 2010, 14.52

Commento Considerazioni personali di una delle "postine" dei Comitati della Piana:
Premesso che Il Coordinamento dei Comitati della Piana condivide le preoccupazioni per la Legge bavaglio e si unisce agli appelli per la libertà di stampa la cui limitazione sarebbe oltremodo deleteria per le realtà di movimento oltre avere le altre più eclatanti conseguenze da più parti denunciate, io, Mariangela Sirca, mi trovo a dover dire dopo ampia verifica, che siamo noi Comitati e Associazioni, spesso fra l'incudine e il martello e che le nostre istanze non trovano il più delle volte spazio nemmeno quando si tratterebbe di diritto di replica a fatti o esternazioni su cui abbiamo da replicare perchè ci toccano direttamente o riteniamo stravolgano la verità dei fatti su argomenti di interesse generale.

Oggi io ho lo stesso dovuto "aggiornare" il sito www.noinceneritori.org e sono al computer a divulgare finito il lavoro che mi da da mangiare, perchè non possiamo permetterci di rallentare sul tentativo di recuperare la scarsissima visibilità a cui i media tradizionali, ci condannano, con poche eccezzioni.

Non mettete il bavaglio ai comitati, per favore!

Cordiali saluti, Mariangela Sirca

Mariangela Sirca, venerdì 9 luglio 2010, 19.30

Commento La libertà di stampa si difende anche dando voce a tutti, in maniera indipendente e non solo con (giustissime) lotte che, altrimenti, rischiano di rimanere fine a se stessi.
Grazie infinite,
Riccardo Saller

Riccardo Saller, domenica 11 luglio 2010, 23.27


Il sito di Nove da Firenze è sviluppato da Aperion.it - Web agency fiorentina specializzata in realizzazione e promozione siti web