Terremoti in Italia: rischio sismico elevato, c'è troppa ignoranza?

I geologi italiani intervengono a seguito del sisma che ha colpito le località del Lazio e delle Marche al confine tra Umbria e Abruzzo


Allertati e pronti ad intervenire sui luoghi colpiti dal sisma i geologi con abilitazione di 1° e 2° livello, per fornire un supporto tecnico alla Protezione Civile ed ai Servizi Regionali di protezione civile, ma i geologi italiani intervenendo sulle radio e televisioni non hanno lesinato avvertimenti quali "Una percentuale tra il 20 e il 50% dei decessi, in questi casi, è causata da comportamenti sbagliati".

Dopo il disastro, mentre continua la conta dei morti arrivati ora a 247, la macchina dei soccorsi è in piena attività con aiuti che convergono sulle zone colpite da tutta Italia ed alle lunghe code ai centri trasfusionali e di raccolta del sangue si sommano ora le catene di solidarietà con beni primari da destinare alle comunità che ne hanno bisogno.
Questo non ha impedito alcune riflessioni, secondo alcuni fuori luogo, come l'intervento del divulgatore scientifico e già Presidente del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano, Mario Tozzi che ha sottolineato come un fenomeno di eguale entità sulla scala sismica possa risultare più o meno devastante a seconda della qualità dei fabbricati. In più occasioni è stato detto "Il terremoto non uccide, sono i fabbricati a schiacciare le persone".

Ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta, durante una puntata criticata sui Social perché avrebbe affrontato anzitempo il tema della ricostruzione, il sindaco de L'Aquila Cialente rivolto al Ministro Delrio ha esclamato "Graziano, è arrivato il momento di fare qualcosa. Noi siamo abituati a scegliere le case per il panorama e per il parquet o la cucina, ma non sappiamo nulla sui criteri di costruzione o sulla sua stabilità o la dotazione energetica"

Gli esperti tornano a sottolineare che “Almeno 24 milioni di italiani in aree ad elevato rischio sismico. Necessario Fascicolo del Fabbricato sugli edifici e cultura geologica nelle scuole. Tra il 20 e il 50% dei decessi, in questi casi, è per comportamenti sbagliati dei cittadini durante l’evento sismico” come ha dichiarato Francesco Peduto Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi.

Vari rappresentanti della categoria hanno, durante il corso della giornata del sisma, segnalato la scarsa considerazione che le istituzioni rivolgerebbero al ruolo del geologo, su Sky Tg 24 il dito è stato puntato sulla scarsa presenza di geologi al fianco delle amministrazioni locali, in special modo nei Borghi caratteristici dello stivale, una dichiarazione che ha visto il conduttore aprire immediatamente al diritto di replica, qualora vi fossero smentite da presentare.

Risulta evidente, a prescindere dalle valutazioni tecniche anche un mero giornalista se ne può accorgere, che numerose località definite "caratteristiche" proprio perché si presentano come borghi in pietra arroccati sull'Appennino, sono raggiungibili spesso attraverso una unica strada o previo attraversamento di una unica galleria scavata nella roccia. Questa tipologia che rappresenta "Il classico stile italiano" e così infiocchettata viene proposta al turista ed allo straniero invitato ad investire per ripopolare il borgo antico, nasconde la faccia oscura della medaglia: il rischio
E' giusto rifletterci solo davanti ad una alluvione, una frana oppure un terremoto? 

 Il presidente dei geologi è chiaro nella sua relazione "La zona dell’Italia centrale colpita è riconosciuta come ad alto rischio sismico del resto come la quasi totalità della catena appenninica da nord a sud. Si è mossa una faglia appenninica di tipo distensivo. Ma l’Italia intera è ad alto rischio, proprio perché è un paese geologicamente giovane e di frontiera. In generale il rischio è più spinto lungo l’Appennino e poi meno eclatante man mano che ci si allontana da esso. Ma non ci sono territori totalmente esenti. Noi geologi da anni diciamo che in Italia siamo ben lontani da una cultura di prevenzione".

Cosa occorrerebbe? "Innanzitutto sarebbe necessaria una normativa più confacente alla situazione del territorio italiano. Noi proponiamo un fascicolo del fabbricato con una classificazione sismica degli edifici. Fondamentale anche un piano del Governo per mettere in sicurezza tutti gli edifici pubblici.
Perché cresca la coscienza civica dei cittadini nell’ambito della prevenzione sismica bisognerebbe cominciare a fare anche una seria opera di educazione scolastica che renda la popolazione più cosciente dei rischi che pervadono il territorio che abitano . Non dimentichiamo che, secondo alcuni studi, una percentuale tra il 20 e il 50% dei decessi, in questi casi, è causata da comportamenti sbagliati dei cittadini durante l’evento sismico”.

Antonio Lenoci