​Sclerosi multipla, progetti di ricerca sotto finanziati

La ricerca, considerata sotto finanziata in Italia rispetto alla media europea


(DIRE) ROMA –  Ne ha parlato Angela Martino, presidente nazionale dell’Associazione italiana sclerosi multipla, in occasione del congresso scientifico annuale di Aism, e della sua fondazione, la Fism.
“Il compendio della ricerca Fism- ha detto la presidente Martino- ci dice che abbiamo ricercatori d’eccellenza e che vengono presentati molti progetti di eccellenza. L’anno scorso il comitato scientifico avrebbe valutato eccellenti progetti per 11 milioni di euro, siamo riusciti a finanziarne solo per 3 milioni“.
Questo, continua Martino, “significa che siamo tutti impegnati sul fronte della ricerca perché è la ricerca scientifica che ci darà domani una risposta risolutiva e dirà stop alla sm. Intanto però oggi la ricerca e i ricercatori di eccellenza sono nostri alleati, siamo copiloti, insieme progettiamo dei percorsi di vita quotidiana. La cura arriverà, ogni persona con sm ha il diritto di vivere l’oggi in maniera qualitiativamente accettabile”.
Premio Rita Levi Montalcini a ricercatrice: “Onorata”“Onorata, un bellissimo regalo di compleanno”. È un sorriso pieno di emozione quello di Benedetta Bodini, ricercatrice romana che vive e lavora a Parigi, presso Institut du Cerveau et de la Moelle epiniere, ICM – Hopital Pitie Salpetriere. “Ho cominciato con la Fism, che mi ha permesso di artire nel 2007 per Londra- ha detto Bodini in occasione della cerimonia di consegna del premio, avvenuta durante l’annuale congresso scientifico di Aism e Fism– Da allora non sono mai più tornata, da Londra sono andata a Parigi. E 10 anni dopo mi ritrovo qui per il premio”.

La Fism, la Fondazione italiana sclerosi multipla, “ha avuto un ruolo chiave nella mia storia professionale. Ora questo premio è il completamento della mia storia iniziata 10 anni fa- ha spiegato-. Ho scelto di occuparmi di sclerosi multipla perché colpisce i giovani, colpisce le donne. Ha toccato da subito la mia sensibilità. È stato naturale occuparmene dal punto di vista della ricerca”.

“Il mio obiettivo- ha concluso Bodini- è quello di occuparmi di comprendere le basi fisiopatologiche della malattia per poterla un giorno curare. Se mi sento un cervello fuga? No, ho scelto l’estero per provare esperienze diverse, però sono una persona che desidera tornare fortemente in Italia. Magari grazie alla Fism ci riuscirò“. Il Premio Rita Levi Montalcini è stato assegnato per la prima volta nel 1999 a Gianvito Martino, allora giovane ricercatore. Oggi è Direttore Scientifico dell’Ospedale San Raffaele e capo Unità di ricerca in Neuroimmunologia, come è stato annunciato lunedì al Congresso FISM, ha iniziato in questi giorni il primo studio clinico per il trattamento della sclerosi multipla con infusione di cellule staminali neurali.
Anche in questo 2017 con il Premio, AISM e la sua Fondazione premiano chi lavora per arrivare a capire e curare la sclerosi multipla seguendo strade sinora sconosciute. Premia le scelte di coraggio e impegno dei giovani ricercatori che ogni anno dedicano se stessi al raggiungimento di nuovi traguardi scientifici, che vogliono capire da vicino come curare la sclerosi multipla. Stando dalla parte delle persone.

Premio per il miglior poster ‘Giovani ricercatori’ a biologo: “Gioia e sorpresa”“Questo premio è una gioia, una sorpresa e una gratificazione a due anni di lavoro, che ho potuto fare a San Francisco, in California, in cui ho effettuato il progetto, partito nel 2014 con la vincita di una borsa Fism per ricercatori senior”. Lo ha detto Alessandro Didonna, classe 1982, biologo che lavora presso l’università della California di San Francisco con una borsa di studio della Fism. Il giovane ricercatore pugliese ha vinto la terza edizione del Premio per il miglior poster ‘Giovani ricercatori’, istituito da Aism per incentivare la ricerca sulla sclerosi multipla.
“La Fism ci ha dato una grande opportunità finanziando giovani ricercatori- ha aggiunto- e questo in Italia può portare a risultati importanti. Sono contento perché è stato riconosciuto il valore innovativo dell’approccio di ricerca che ho scelto”.

Redazione Nove da Firenze