Sblocco edilizia nel centro di Firenze: rimane l'amarezza per i danni economici

Comanzo (Cna) commenta così l'importante sentenza del Tar: "Vicenda assurda che non doveva mai iniziare. Non solo per le imprese e per l'occupazione ma anche per tutti i cittadini che hanno pagato rate di mutuo senza poter eseguire i lavori". La replica di Italia Nostra


“Siamo soddisfatti per lo sblocco dei cantieri nel centro storico di Firenze. Un respiro di sollievo per un comparto già duramente provato da un decennio: basti pensare che dal 2009 al 2019 il settore costruzioni nella Città Metropolitana di Firenze ha perso il 13.2% delle proprie imprese e addirittura il 17,4% il solo artigianato. Certo, rimane amarezza per i danni economici provocati da questa assurda vicenda che non avrebbe dovuto mai prendere inizio: non solo per le imprese, ma anche per l’occupazione e per tutti quei cittadini che hanno finora pagato rate di mutuo senza poter eseguire i lavori per cui lo avevano acceso". Giuseppe Comanzo, portavoce Edilizia di CNA Firenze Metropolitana, commenta così la decisione di ieri del Tar, che ha respinto ieri il ricorso di Italia Nostra. "Non si può in alcun modo affermare che il Comune abbia dato il via libera ad una indiscriminata operazione di liberalizzazione degli interventi sul patrimonio edilizio del centro storico, esorbitando dai confini (peraltro ampi) della propria discrezionalità", scrivono tra l'altro nella sentenza i giudici del Tar.

"Con la sentenza del TAR Toscana sono soccombenti non Italia Nostra, ma le ragioni e i principi costituzionali della tutela di un centro storico di inestimabile valore culturale, riconosciuto come bene non solo dei fiorentini ma dell’Umanità -commentano da Italia Nostra Firenze- Con la sentenza del TAR sono vincenti le ragioni del mercato, di un’economia di rapina e di rendita di posizione che guardano solo all’oggi, al contingente, agli interessi lauti di pochi -Queste sono le prime valutazioni della Presidenza della sezione fiorentina- Basta leggere gli articoli che hanno dato ampio e grande rilievo alle proteste e lamentele degli ordini professionali ormai solo e a nostro avviso ciecamente arroccati nella difesa di interessi di categoria, di immobiliaristi che, per loro natura, hanno come obbiettivo la rendita e la speculazione immobiliare, si è sempre parlato solo di soldi, di perdita di profitti, di posti di lavoro, di crisi di aziende in termini sempre generici e mai una vera giustificazione (le perdite presunte, appunto, sarebbero oscillate da 20 a 50 milioni!). Mai una parola o un vago riferimento alla tutela del centro storico di Firenze, che pare sentito solo come un impedimento ed un ostacolo e non un obbiettivo primario di civiltà. A fronte di questa Santa Alleanza, così prontamente sostenuta sia dai media che dal Sindaco Nardella, Italia Nostra è un’associazione ambientalista che vive da oltre 60 anni solo sul volontariato degli associati e che ha come missione primaria la tutela e la salvaguardia del patrimonio culturale del nostro paese. Proprio perché non abbiamo interessi economici da difendere ma solo un patrimonio che non riteniamo nostro ma dell’umanità e delle generazioni future, valuteremo con la dovuta attenzione la sentenza del TAR e vorremmo ricordare che nel nostro sistema giuridico è una sentenza di primo grado che presuppone anche la possibilità di appello ad un giudizio superiore".

"E' un giorno importante per tutta la città- hanno detto ieri il sindaco Dario Nardella e l'assessore all'Urbanistica Cecilia Del Re - e per i tanti cittadini e lavoratori che aspettavano una svolta dopo essersi visti bloccare i lavori per effetto del ricorso di Italia Nostra e della relativa ordinanza del Consiglio di Stato".

“Siamo soddisfatti e sollevati, finalmente si sblocca il settore dell’edilizia nel centro storico. Il comparto casa ha già subito un forte freno e un ulteriore stop rischiava di mettere in seria difficoltà le imprese e i lavoratori” - è il commento di Jacopo Ferretti, segretario Confartigianato Imprese Firenze.

Esultano anche gli architetti ("adesso, finalmente, si potranno legittimamente riprendere tutte quelle attività che sono state inutilmente tenute ferme per mesi") e gli ingegneri ("sbloccata una situazione di sospensione che ha paralizzato per oltre sei mesi le attività del settore immobiliare, dell’edilizia e imprenditoriali anche con pesanti risvolti sull’occupazione".

Redazione Nove da Firenze