Santa Maria Novella, inseguimento all'alba seguito sui Social

I Comitati cittadini in presa diretta dal territorio


Aggressioni, inseguimenti, scippi, atti vandalici, tutto in diretta. Il passaparola virtuale è destinato a rappresentare il futuro nei rapporti di vicinato?
Dalla periferia al centro storico tramite Gruppi Facebook e Whatsapp i cittadini oramai segnalano i fatti in presa diretta, tra loro come avviso e monito ed agli organi competenti per sollecitarne l'attivazione.

Dopo la loro scomparsa, tra il 2009 ed il 2013, sono tornati attivi numerosi comitati di vicinato nel capoluogo toscano con varie segnalazioni virtuali destinate spesso ad alimentare discussioni fino a rappresentare "il fatto del giorno".
Questo è accaduto ad esempio nei giorni scorsi per la foto degli abusivi presenti in piazza Duomo che ha suscitato clamore fino a promuovere la decisione di "un presidio fisso interforze" contro l'abusivismo in area Unesco.

L'ultimo episodio in ordine cronologico. "Inseguimento e arresto in via Maso Finiguerra, adesso. Qualcuno ha dettagli? Da una volante della Polizia in fondo a Santa Lucia un agente, non potendo risalire via Palazzuolo contromano, scende e si fa prestare la bicicletta da un ragazzo, schizzando poi verso il luogo del fermo" postano gli attivisti - residenti dell'area Borgo Ognissanti Palazzuolo.

L'evoluzione Social dell'attività svolta dai Comitati di zona offre a Firenze un monitoraggio h24 sulla vivibilità urbana ed un esempio eccellente lo fornisce Palomar Palazzuolo il Gruppo nato virtualmente e costituitosi formalmente a pochi passi da Santa Maria Novella per segnalare episodi di violenza, illegalità e degrado tra la monumentale piazza Santa Maria Novella, l'omonima Stazione Centrale, Porta al Prato e le spallette dell'Arno che guardano verso la riva sinistra di Oltrarno.
Altri esempi sono La voce del Quartiere Comitato San Jacopino e Il Grillo Parlante Fiorentino costantemente aggiornati grazie all'apertura della bacheca che consente di inviare testi e foto da parte degli utenti ovunque essi si trovino e dunque dal luogo in cui si verificano i fatti.

Non esiste sosta nell'attività di monitoraggio, dal cuore della notte alla mattina inoltrata, dal pomeriggio alla tarda sera l'attività di "controllo" propone continuamente sguardi sulla strada che spesso sfociano in ringraziamenti alle Forze dell'Ordine e non lesinano critiche quando le istituzioni non rispondono all'appello.
Via Palazzuolo così come San Jacopino, via Baracca o Le Piagge si confermano hot point, ovvero i luoghi più sensibili alla raccolta di immagini e testi che passano dal telefono di un passante a quello di chi cura il profilo del Gruppo (equiparabile oramai ad un desk redazionale) per avviare l'opera di divulgazione online.

Molte le domande che sembrano porsi i lettori a giudicare dalle reazioni. Si tratta di uno strumento efficace quello dell'occhio sociale? Una informazione senza filtri può scatenare la deriva sociale verso l'affermazione della protesta a tutti i costi? 
Esistono controindicazioni, ad esempio la quantità di volti e targhe automobilistiche, non oscurate o riguardo al paventato danno d'immagine cui hanno fatto riferimento alcuni commercianti?
La rete è un enorme Data Base che fa curriculum anche per le località turistiche, benché pregiate ed amate.

Il futuro, data la facilità d'uso degli strumenti tecnologici, sembra proiettare il capoluogo toscano verso una condivisione sempre maggiore delle vicende di strada.

Antonio Lenoci