Sanità Toscana, la sfida: un buon servizio con poche risorse

Al centro del Forum della Leopolda sulla Sanità l'aspetto economico ha pesato su numerose discussioni


Gli Stati Generali della Sanità si sono dati appuntamento alla Stazione Leopolda di Firenze dove in varie zone sono stati affrontati gli argomenti che caratterizzano il servizio sanitario nazionale. Una occasione per tracciare un bilancio e guardare al futuro con lo sguardo tecnico di chi lavora tutti i giorni sul campo.

L'apertura dei lavori è stata affidata, probabilmente non a caso, a Carla Collicelli, advisor scientifico della Fondazione Censis che ha messo in risalto molti aspetti reali del sistema sanitario come ad esempio il fatto che la crisi economica comporta l'esigenza della sostenibilità di un sistema che si trova a dover servire un numero crescente di anziani e nel medio periodo avrà come utenti famiglie sempre più piccole dove figli e parenti non saranno più di aiuto come lo sono stati in passato.
Non è tutto: peseranno sempre più i mancati redditi dovuti alle assenze da lavoro, un tempo garantiti da contratti indeterminati, così come costi diretti ed intangibili quali visite mediche o farmaci e stress da sovraccarico assistenziale non avranno sufficiente sostegno da parte del pubblico.
Le famiglie vedono nel servizio sanitario, un tempo sacro al motto "Se c'è la salute c'è tutto", una spesa che va ad intaccare consumi e risparmi e per questo rinunciano sempre più ad approfondimenti e terapie.
Sempre Collicelli indica nella prevenzione la vera spesa da incrementare da parte del soggetto pubblico ed al tempo stesso evidenzia come 26 milioni di italiani siano già propensi all'acquisto di una Polizza Sanitaria o Fondi Integrativi.

Emblema della Sanità del futuro è per la Toscana la Estar, nucleo dell'intero sistema quale supporto alle aziende sanitarie ed ospedaliere attraverso concorsi, gare, approvvigionamento, logistica, progetti di sviluppo tecnologico ed ancora informazioni, aggiornamenti su concorsi e Bandi di gara, acquisti telematici, informazioni per azioni mirate ad efficienza, efficacia, economicità fino alla nuova frontiera digitale con una intranet dedicata a condividere informazioni e documenti.

A capo di tutto questo troviamo Nicolò Pestelli al quale senza girarci intorno domandiamo: "In questo momento la vera sfida è mantenere insieme un buon servizio con pochi mezzi?".
Pestelli risponde: "La grossa sfida è proprio questa e ci stiamo lavorando perché non è facile perché l'innovazione costa dai farmaci ai dispositivi e quindi le risorse non sono mai sufficienti. Il nostro ruolo di soggetto aggregatore è di fare acquisizioni secondo una programmazione che punti all'efficienza del sistema eliminando quello che può essere considerato spreco.. anche se in Toscana è un fenomeno dai livelli molto bassi.. sfruttando la standardizzazione possiamo arrivare ad avere prodotti di maggiore qualità a costi contenuti. Per migliorare il lavoro delle aziende poi forniamo servizi che migliorino i processi informatici e sanitari che consentano di risparmiare".

Cosa fa l'Estar per l'innovazione? "Oltre a fare gare ed acquisire farmaci o occuparci della logistica forniamo i servizi di information technology oltre ai servizi al personale. Il nostro contributo è quello di produrre un risparmio non solo con la riduzione dei prezzi, ma migliorando le attività sanitarie".

Ma cosa devono aspettarsi i cittadini? "L'obiettivo è quello di gestire le information technology garantendo un accesso alla sanità sempre più facile in maniera interattiva.. ed il campo della sanità è ancora arretrato perché ci sono code agli sportelli per prenotare, ritirare referti o pagare. C'è un problema; la Sanità Toscana ha un numero di utenti rappresentato da una gran quantità di persone con difficoltà nell'approcciarsi all'informatica e le aziende alle quali proponiamo i servizi ce lo fanno notare, se parliamo di App o Smartphone o della Tessera Sanitaria Elettronica o altri strumenti, riscontriamo spesso perplessità. E' anche vero che queste stesse persone in altri settori certe tecnologie le utilizzano.."
Forse la Sanità è un settore delicato e si ha più paura? "Assolutamente.. ci sono adempimenti e precauzioni che valgono per la sanità, ad esempio la privacy. Il nostro apporto sarà quello di facilitare l'accesso ai servizi, mantenendo però anche le modalità più consone all'utenza più anziana".

Il Fascicolo Sanitario Elettronico è il nostro futuro? "Il progetto che portiamo avanti è la digitalizzazione delle cartelle cliniche, utilizzando un prodotto sviluppato da noi con la collaborazione dell'Università di Pisa che stiamo implementando e questo consentirà al medico di avere un quadro clinico in tempo reale e consentirà a medici, infermieri o specialisti in qualsiasi posto siano di verificare lo stato del paziente e scambiarsi valutazioni. In ambito ospedaliero migliorerà le fasi di accoglienza, ma lo step successivo sarà quello della consultazione diretta da parte del paziente stesso".

Una delle ultime critiche sollevate riguarda la presenza di software vari in diverse strutture, in pratica i presidi ospedalieri non si scambiano dati perché parlano linguaggi diversi
"Nella genesi dell'Ente unico c'è la standardizzazione di tutti i sistemi e dobbiamo arrivare proprio ad avere una informatizzazione uguale per tutti, così come avremo presto un CUP Unico. Il sistema sarà equamente organizzato ed abbiamo un progetto che si concluderà entro la primavera del 2017 per una Agenda Unica di prenotazione in modo che il cittadino possa prenotare da qualsiasi punto di accesso una prestazione specialistica in tutta la regione, e questo rientra ovviamente nell'obbiettivo della riduzione delle liste di attesa"

Alcuni medici ospiti del Forum hanno puntato il dito sull'eccessiva presenza di prescrizioni inutili o che tali si dimostrano essere. Con il medico elettronico cosa si rischia? "L'evoluzione della dematerializzazione della ricetta o ricetta elettronica prosegue e l'idea è quella di far interagire paziente e medico senza bisogno di recarsi fisicamente in ambulatorio, è chiaro che per alcune situazioni il contatto diretto è comunque auspicabile e necessario. La presenza di una cartella clinica visionabile, la ricezione della ricetta online, l'invio di esiti di visite tra medici e laboratori ed al paziente.. tutte queste cose insieme porteranno a migliorare anche questo aspetto del servizio".
 

Antonio Lenoci