Sangue, serve una programmazione: dura solo 42 giorni

L’assessore risponde all’interrogazione di Andrea Quartini (M5S) su un eccesso di donazioni in occasione del grave sisma che ha colpito il Centro Italia lo scorso agosto


La grande disponibilità e generosità dei toscani, accorsi in massa a donare sangue in aiuto delle popolazioni colpite dal grave sisma il 24 agosto scorso deve essere incanalata in una “corretta programmazione”.
“Il sistema sangue è coordinato a livello nazionale e regionale. Lo scorso 7 luglio, la conferenza Stato Regioni ha approvato il Piano strategico nazionale per il supporto trasfusionale nelle maxiemergenze che le regioni devono recepire entro il prossimo ottobre. Il documento prevede che le regioni costituiscano una scorta di sangue e plasma da mantenere costante e da mettere a disposizione delle esigenze nazionali”. Così l’assessore alla Sanità, Stefania Saccardi, ha risposto all’interrogazione presentata da Andrea Quartini (M5s) anche sull’eccesso di donazioni in occasione del grave sisma che ha colpito il Centro Italia.

L’assessore ha dato i numeri della solidarietà dei toscani ricordando che, a fronte di 556 donatori il giorno prima del terremoto, il 24 agosto si sono presentati in 642 e il giorno successivo 1.173. “Le aperture straordinarie – ha chiarito – sono state decisioni autonome delle aziende”. Saccardi ha anche ricordato che il sangue ha una scadenza di 42 giorni, passati i quali non è più utilizzabile. “In occasione del grande afflusso di donatori, il messaggio veicolato è stato quello che il sangue non può essere immediatamente utilizzato in quanto necessita di tempi tecnici per la validazione biologica” ha aggiunto confermando come il sistema “non rinuncia alla qualità a favore della quantità”.

Ringraziamenti per la risposta sono stati espressi dal consigliere Quartini: “Donare il sangue è come donare un organo. Sprecarlo o gettarlo è inaccettabile”. “L’interrogazione – ha continuato – ci consente di ringraziare, una volta di più, i nostri cittadini”.
“Ben venga il progetto sulle maxiemergenze” ha concluso osservando che “sprecare la generosità sarebbe molto grave”.

Redazione Nove da Firenze