Regione: il dibattito sull'addizionale Irpef da 200 mln.

Gli interventi dei consiglieri in aula online sul canale youtube del Consiglio regionale

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
20 dicembre 2023 23:01
Regione: il dibattito sull'addizionale Irpef da 200 mln.

Firenze– Ancora dibattito, in Consiglio regionale, sul pacchetto finanziario composto dalla Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza regionale, alla legge di stabilità 2024, al collegato alla legge di stabilità ed al Bilancio di previsione finanziario 2024 - 2026.

Forza Italia ha presentato oggi un atto (tecnicamente un sub emendamento) che chiede di annullare in toto, senza compromessi o mediazioni, l'aumento di 200 milioni di euro dell'addizionale Irpef deciso dal presidente Eugenio Giani, per coprire in parte i 400 milioni di euro di sforamento del bilancio della sanità toscana. Il provvedimento si abbatte sui i cittadini di reddito superiore ai 28.000 euro e andrà a pesare per oltre 350 euro sul bilancio annuo delle famiglie toscane.

Lo ha annunciato il capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella, mentre è in corso in aula il dibattito sul bilancio della Regione Toscana: "In questi anni il Pd e la sinistra hanno accumulato un debito gigantesco in sanità, e ora - osserva Stella - non sanno come fare per rimediare questa cattiva gestione. Non sapendo come uscire dall'impasse, si comportano come sempre, ovvero aumentando le tasse, in questo caso aumentando l'addizionale Irpef. Noi diciamo no a qualsiasi aumento della tassazione, e chiediamo il taglio delle spese clientelari e improduttive e di tutti gli sprechi che nel sistema sanitario toscano, purtroppo, abbondano".

Approfondimenti

Marco Casucci (Lega) ha definito la manovra “imbarazzante, pericolosa, cieca nella prospettiva programmatica”. Quanto al tema del payback, “aumentare le tasse ai cittadini toscani – ha affermato - significa danneggiare la nostra economia, ridurre i consumi interni in un momento in cui l’export è in difficoltà. Occorre invece agire ripensando il sistema di governance, riducendo gli sprechi e razionalizzando la spesa”.

Massimiliano Riccardo Baldini ha evidenziato che “ci troviamo in una situazione in cui, per far fronte a un sistema sanitario regionale che non riesce a trovare un equilibrio economico, si è arrivati a mettere le mani nelle tasche dei toscani pesando sulla classe media, sulle partite iva e sui piccoli commercianti, mentre non si interviene sugli stipendi dei tanti dirigenti ai vertici delle aziende sanitarie regionali”.

Stefano Scaramelli (Iv) ha sottolineato come “il concetto della tassazione preventiva ipotizzata esonera da una parte le case farmaceutiche, che non si impegneranno più a pagare quelle risorse, e dall’altra il Governo ad assumersi le proprie responsabilità”. “Non voteremo dunque questo aumento di tassazione – ha aggiunto - ma sono convinto che in queste ore si possa tornare indietro e trovare per il bilancio della sanità altre soluzioni”.

Il dibattito sulla manovra è proseguito con l’intervento di Silvia Noferi (Movimento 5 Stelle) che ha criticato la programmazione di una Giunta che “riduce gli stanziamenti per i centri anti-violenza e per l’edilizia scolastica e stanzia 900 mila euro per l’adeguamento di un campo da golf” e sull’aumento dell’addizionale regionale Irpef ha parlato “di un aumento delle tasse al ceto medio che ne erode il potere d’acquisto, con il provvedimento che potrebbe essere replicato fino al 2025”.

La consigliera Anna Paris (Pd) parlando del payback sanitario ha spiegato che “con questi soldi la Regione ha pagato letti, cerotti e protesi. L’addizionale Irpef non è portata al massimo per i ceti più deboli e con questa manovra coraggiosa chiediamo a chi ha di dare qualcosa a chi non ha, per poter accedere a un servizio sanitario unico e universale”.

Giovanni Galli (Lega) ha parlato “di grande fallimento per il Partito democratico per una riforma, quella della sanità, fatta nel 2015, che non ha funzionato e non ha dato i risultati attesi. Il rischio è che tra 12 mesi dovremo trovare altri 190 milioni di euro per far quadrare i conti della sanità toscana”.

“Il Presidente Giani come il buon Conte Mascetti in ‘Amici Miei’ ha fatto una ‘supercazzola’ per 20 giorni al Consiglio regionale e a tutti i toscani. Ha presentato un bilancio mentre in realtà preparava un maxi-emendamento (una manovra nella manovra) da 200 milioni che andrà a gravare sui redditi superiori ai 28 mila euro imponendo un aumento dell’Irpef. Questo perché Giani e la sua Giunta non sono in grado di controllare la spesa sanitaria. Tutto ciò è inaccettabile avendo riconosciuto a fine novembre al direttore regionale della Direzione Sanità un aumento di 20 mila euro di stipendio.

Abbiamo sollevato diverse perplessità in merito alle procedure adottate per la discussione del bilancio stesso. Il Consiglio regionale non è stato messo nelle condizioni di affrontare un bilancio da 12 miliardi di euro con una manovra nascosta in appena sette giorni” lo dichiara il consigliere regionale di Fratelli d’Italia e Presidente della Commissione Controllo Alessandro Capecchi.

La seduta del pomeriggio si è chiusa con gli interventi di Luciana Bartolini (Lega), Francesco Gazzetti (Pd), Diego Petrucci (FdI), Elena Rosignoli (Pd).

Luciana Bartolini (Lega), dopo aver richiamato l’importanza dei temi della cultura e dell’edilizia scolastica, con un rapido cenno alle problematiche dei servizi a beneficio degli studenti universitari, ha contestato al Governo regionale di non aver provveduto per tempo ad immaginare soluzioni alternative rispetto all’aumento dell’imposizione fiscale. La conclusione è stata perentoria: “No a qualsiasi prelievo nelle tasche dei cittadini e sì ad una radicale razionalizzazione in sanità; basta con le regalie”.

Secondo Francesco Gazzetti (Pd), di fronte “all’atteggiamento del Governo nazionale, che mostra accanimento nei confronti della Toscana, delle toscane e dei toscani, c’è il Partito democratico che intende metterci la faccia, che vuole difendere la sanità pubblica, assumendosi la responsabilità e l’onere di scelte anche impopolari”.

 “Fuori tempo massimo: apprendiamo che Giani ha intenzione di costituire una task force con l’assessore Bezzini e il direttore Gelli per abbattere gli sprechi del SSR. Noi chiediamo una seria riforma della struttura organizzativa da oltre due anni, se il Presidente ci avesse ascoltato a quest’ora non penderebbe la Giani Tax sulla testa dei toscani. Siamo pronti a votare il loro piano di razionalizzazione se saranno capaci di elaborarlo.

L’aumento delle tasse in Toscana è unicamente responsabilità di coloro che governano ininterrottamente la nostra Regione dal 1970, cioè la sinistra. Il Governo Meloni è l’esecutivo che ha investito più di tutti in quest’ambito, ne è la riprova il fatto che nel 2023 sono arrivati 1,1 miliardi di euro in più nelle casse toscane rispetto al 2019, cioè l’ultimo anno pre-covid.

La Giunta Giani esige i rimborsi payback, ma come tutti noi sapeva da tempo che questi soldi sarebbero potuti non arrivare. Inoltre ci crea preoccupazione la dichiarazione di Pmi Sanità per la quale ‘le imprese fornitrici di dispositivi medici non hanno debiti con la Regione Toscana’.

La verità è soltanto una. Il Pd non è capace di gestire il servizio sanitario toscano e ha fatto un buco di bilancio di 400 milioni di euro che adesso vuole coprire tassando i toscani.

Se Giani e Bezzini si stanno muovendo ora per elaborare un piano di razionalizzazione, noi ci stiamo muovendo da anni. Per domani, infatti, abbiamo chiesto di incontrare la intersindacale medica e i sindacati degli infermieri con i quali ci confronteremo su questo tema” lo dichiara il consigliere regionale di Fratelli d’Italia e componente della Commissione Sanità Diego Petrucci.

Elena Rosignoli (Pd) ha invece affrontato il tema dell’aumento delle imposizioni effettuato dalla legge di bilancio nazionale, facendo puntuali esempi di maggiorazione dell’Iva su alcuni prodotti di largo consumo, per affermare con forza che la Regione Toscana si è trovata a dover fronteggiare lo squilibrio di bilancio in sanità, senza alcun sostegno da parte del Governo centrale, per mantenere lo stesso standard qualitativo e quantitativo dei servizi sanitari regionali.

Il dibattito è poi ripreso alle 21:00 per terminare alle 23:00, con una replica dell'Assessore Bezzini.

“La Giani Tax segna il capolinea della sinistra toscana. Questa Giunta ha fatto un buco di bilancio da 400 milioni di euro in sanità, cioè nel 2023 ha speso più di quanto doveva, e per ripianarlo ha fatto la scelta peggiore che potesse: tassare di più i cittadini. Il Pd si rivela ancora una volta per l’unica cosa che è capace di fare: mettere le mani in tasca ai cittadini.

Questo aumento dell’Irpef andrà a toccare il ceto medio, chi guadagna 1500 euro al mese. Il Pd ha il coraggio di dire che chi guadagna 1500 euro al mese è un privilegiato e fortunato? Ma gli esponenti democratici sanno quanto costa il pane o un cartone di latte e che 1500 euro non sono sufficienti a mantenere una famiglia?

È una manovra che tocca tutti! In politica non esistono scelte obbligate e non si può sentire un governatore dichiarare di ‘essere stato costretto ad alzare le tasse’. Le alternative potevano essere trovate nei mesi in cui è stato fatto il buco di bilancio, invece Giani e Bezzini si sono limitati a chiedere più fondi a Roma.

Ascoltare l’on. Fossi puntare il dito contro il governo nazionale, tentando di accomunare le vicende sanitarie a quelle drammatiche dell’alluvione è a dir poco squallido. Ma ad Emiliano Fossi ormai perdoniamo tutto: del resto, come non perdonare uno dei principali artefici del ‘fenomeno Schlein’? Una cosa però ci teniamo a farla presente al segretario regionale del Pd: questo governo non ce l’ha con la Toscana, ma con chi è abituato a governare, sperperando i soldi pubblici, per poi chiedere aiuto al governo nazionale o - peggio - alle tasche dei cittadini” dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio regionale toscano Francesco Torselli.

"Il Pd scrive un nuovo capitolo nel proprio diario quotidiano di strumentali attacchi al Governo Meloni: quello del vittimismo. Non sapendo più a cosa appellarsi per distogliere l'attenzione dalle proprie responsabilità di anni di malgoverno, non avendo saputo come gestire i denari per la sanità, adesso si attacca ad un ipotetico accanimento del Governo contro la Toscana. Ricordiamo ad Emiliano Fossi e al suo partito che questo esecutivo ha stanziato il più alto investimento mai previsto per la sanità pubblica e che il payback è una legge del governo Renzi.

Il vittimismo anche per giustificare l'ingiustificabile aumento dell'Irpef, attraverso l'adagio del 'non si poteva fare altrimenti', è solo l'ennesima presa in giro dei cittadini. Siamo davvero ansiosi di scoprire quale nuova falsità, domani, ci riserverà il Pd, che sa solo nascondersi dietro a un dito per non fare i conti con la realtà". Lo scrive, in una nota, il deputato e coordinatore regionale di Fratelli d'Italia Fabrizio Rossi.

“La sanità pubblica, universalistica, è una priorità assoluta per la Regione Toscana. Se si scardina il nostro Servizio Sanitario Regionale, si demolisce uno dei pilastri su cui si fonda il patto che lega le forze democratiche e di sinistra alle cittadine e ai cittadini toscani. In questi ultimi anni, dopo l’impegno straordinario sul fronte della lotta al Covid e la necessità di dare una svolta all’organizzazione della sanità territoriale, è diventato a tutti evidente che occorreva un intervento importante dello Stato per sostenere la sanità pubblica, e che in mancanza di questo intervento le Regioni avrebbero avuto il dovere di fare quanto era nel loro potere per evitare il collasso.

Per questo, già in occasione della legge di bilancio dello scorso anno, chiedemmo al presidente Giani di assumersi le proprie responsabilità di governo e di intervenire urgentemente con una manovra fiscale per salvare la sanità regionale, rendendo chiara ai cittadini questa essenziale finalità; salvato il Servizio Sanitario Regionale con la proprie forze, la Toscana avrebbe avuto più credibilità nel sostenere lo scontro con il governo, e reclamare e ottenere le risorse che le spettano.

Alla nostra richiesta fu risposto con un fuoco di fila, soprattutto da parte di Italia Viva. Si rinunciò così a fare un discorso di verità sulla sanità pubblica, e si commise un grave errore. Ora si rischia di arrivare tardi a discutere di un aumento dell'addizionale regionale Irpef per salvare i servizi ed evitare il commissariamento. La manovra va fatta con la consapevolezza che le risorse dovranno essere gestite con grande oculatezza e senso di responsabilità, non per riempire la manovra di bilancio con micro interventi diffusi sul territorio e dal vago sapore propagandistico.

Con la manovra fiscale a difesa del Servizio Sanitario Regionale la Regione Toscana dovrà fare una svolta, in nome della capacità di governo e della piena assunzione di responsabilità politica” rende noto Sinistra Civica Ecologista.

Foto gallery
Notizie correlate
In evidenza