Rubrica — In cucina

Refugee Food Festival a Firenze

Dal 26 al 30 giugno cinque ristoranti aprono le loro cucine agli chef rifugiati


Dopo il successo delle due edizioni tenutesi in Francia nel 2016, il Refugee Food Festival, promosso dall'associazione francese Food Sweet Food e l’Agenzia ONU per i Rifugiati, arriva quest’anno in 13 città europee, tra le quali Firenze dal 26 al 30 giugno 2017. Refugee Food Festival Firenze è un'iniziativa che parte dai cittadini e viene organizzata localmente da Festina Lente, associazione culturale. L'iniziativa, scommettendo sul potere universale del cibo, ha l'obiettivo di promuovere il superamento di ogni stereotipo e barriera nell'accoglienza. Nella proposta partecipata di menu di qualità ispirati alle cucine del mondo, l'occasione di un’esperienza di condivisione e conoscenza per il pubblico e l'avvio di una rete di opportunità lavorative tra gli chef selezionati ed i ristoranti partecipanti.La formula è semplice: durante la manifestazione i ristoranti e gli chef locali elaborano menu contaminati da ricette di altri paesi con gli chef rifugiati. Per questa prima edizione i ristoranti partecipanti sono cinque.

Food Sweet Food, l'associazione francese dietro il Refugee Food Festival realizza progetti utilizzando il cibo come una porta d’accesso verso gli altri e verso il mondo. Avendo condiviso il cibo con decine di uomini e donne nei loro viaggi intorno al mondo, Marine Mandrila e Louis Martin hanno capito quanto questo sia un modo incredibile per creare legami e scoprire altre culture. Hanno progettato il Refugee Food Festival insieme ad altri cittadini con l'obiettivo di ricordare alle persone che il cibo può abbattere le barriere e aiutarci a superare le nostre percezioni sbagliate. Condividere una pietanza significare condividere qualcosa di unico e universale al tempo stesso: è una porta aperta verso gli altri. Marine e Louis sono anche le menti dietro la serie di documentari “Very Food Trip”, la cui seconda serie andrà in onda il 12 maggio su Planète +. I due hanno anche pubblicato il libro "Very Food Trip", edito da Éditions de la Martinière.

“Siamo molto felici di partecipare al Refugee Food Festival di Firenze – sottolinea Cristina Franchini dell’UNHCR. Quella in Toscana è solo l’ultima tappa di un percorso gastronomico che ha toccato diverse citta’ italiane e che ha visto protagonista il binomio cucina e integrazione e che ha evidenziato come la passione per il cibo possa essere un efficace strumento per superare qualsiasi barriera. Mai come in questo momento – conclude Franchini - è necessario stare dalla parte dei rifugiati, persone che non hanno scelto di lasciare il proprio paese e che affrontano una pesantissima sfida, quella di ricominciare da zero in un ambiente nuovo, talvolta diffidente e, nel peggiore dei casi, ostile. Il cibo e’ condivisione, un modo per conoscersi e per stare insieme. E’ un modo per cambiare la percezione sui rifugiati e per scoprire il loro talento”.La guerra e la violenza costringono 65,6 milioni di rifugiati e sfollati in tutto il mondo a vivere lontani dalle proprie case, il livello più alto mai registrato. In media, nel mondo, 1 persona ogni 113 è sfollata – vale a dire un numero maggiore del 21esimo paese più popolato al mondo, il Regno Unito. Come emerge dal rapporto Global Trends presentato ieri dall’UNHCR, nel 2016 sono stati 10,3 milioni i nuovi migranti forzati, circa due terzi di loro - 6,9 milioni - sono fuggiti all’interno dei confini nazionali. Questo significa che nel mondo ogni 3 secondi 1 persona è costretta ad abbandonare la propria casa. I bambini costituiscono la metà dei rifugiati del mondo e continuano a sopportare sofferenze enormi, soprattutto a causa della loro situazione di maggiore vulnerabilità.
All’indomani della seconda guerra mondiale, movimenti forzati di popolazione senza precedenti nella storia del XX secolo ridisegnano il volto degli Stati. Per tali motivi, il 14 dicembre 1950 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite istituisce l’Ufficio dell’Alto Commissariato per i Rifugiati (UNHCR), un’organizzazione sovranazionale le cui attività non hanno alcun carattere politico ma fini umanitari e sociali. L’UNHCR inizia ad operare il 1° gennaio 1951, pochi mesi dopo viene approvata la Convenzione di Ginevra sullo Status dei Rifugiati, pilastro normativo sul quale si fonda il sistema di protezione internazionale dei rifugiati. Nonostante l’impegno profuso in questi lunghi anni di attività - in riconoscimento del quale l’Agenzia ha ricevuto due Premi Nobel per la Pace nel 1954 e nel 1981 - il numero dei rifugiati non ha accennato a diminuire e l’UNHCR continua a rispondere a nuove situazioni di crisi.Compito dell’Agenzia, ieri come oggi, è di fornire protezione internazionale alle persone in fuga, facilitarne il rimpatrio volontario nei loro paesi d’origine o la loro integrazione nelle comunità ospitanti. In ragione del mutato contesto in cui si è trovato ad operare nel corso della sua storia, l’Alto Commissariato ha garantito protezione ed esteso il proprio mandato originario a nuove categorie di persone. L’Agenzia, infatti, non si occupa solo di rifugiati ma anche degli apolidi e degli sfollati interni. In oltre 60 anni di storia, l’UNHCR ha aiutato decine di milioni di persone a ricostruire le proprie vite, assistendole nel ritorno a casa o nel reinsediamento in nuovi paesi.

Redazione Nove da Firenze