Razionalizzazione società termali, proroga per Montecatini, Casciana e Chianciano

Il piano di razionalizzazione straordinaria prevede lo scioglimento e la messa in liquidazione o la cessione delle società


 Via libera dal Consiglio regionale alle modifiche del piano di razionalizzazione delle società termali di Montecatini, Casciana e Chianciano. Come illustrato dal presidente della commissione Affari istituzionali e bilancio, il piano di razionalizzazione straordinaria prevede lo scioglimento e la messa in liquidazione delle società Terme di Chianciano Immobiliare Spa e Terme di Casciana Spa e la cessione, mediante una gara pubblica, della partecipazione azionaria della società Terme di Montecatini Spa. Nel dettaglio, si concede ora una proroga al 31 maggio prossimo dei termini inizialmente fissati al 31 dicembre scorso; viene inoltre fissato al 31 dicembre 2018 il termine per l’incorporazione delle società energetiche nell’Agenzia regionale di recupero risorse.

Giacomo Bugliani ha ricordato anche che la delibera interviene sulla definizione delle modalità di cessione della partecipazione azionaria della società Terme di Montecatini Spa: per questa operazione, la gara sarà preceduta da un accordo col Comune di Montecatini in merito alla definizione di alcuni pre-requisiti da richiedersi per l’ammissione alla gara pubblica, in relazione alla concessione per lo sfruttamento dell’acqua termale; la gara terrà inoltre conto della necessità di salvaguardare la proprietà pubblica dello stabilimento ‘Tettuccio’, in applicazione di un ordine del giorno del Consiglio regionale, al fine di salvaguardare il suo alto valore artistico e storico.

Nel caso di esito negativo della gara per la cessione della partecipazione azionaria della società Terme di Montecatini, infine, si procederà alla valutazione dell’ipotesi di conferimento della partecipazione ad un fondo comune di investimento immobiliare chiuso e a tale scopo potrà essere aperta una richiesta di manifestazione di interesse.

Nel corso del dibattito Gabriele Bianchi ha annunciato il voto negativo del proprio gruppo; secondo il consigliere siamo di fronte a calcoli ragionieristici incapaci di delinerare una chiara pianificazione. Stessa espressione di voto anche per Tommaso Fattori e Monica Pecori, che si sono soffermati soprattutto sulla mancanza di strategia per un settore che potrebbe essere un fiore all’occhiello, affermando che non esiste una politica termale della Regione toscana. Astensione critica, invece, per Marco Casucci, per l’incapacità della Regione di mantenere gli impegni presi, nei confronti di un settore che potrebbe fare da volano determinante per l’economia turistica. Fuori dal coro il consigliere Simone Bezzini, che a nome del proprio gruppo ha espresso condivisione e apprezzamento per la delibera e per la politica della Giunta in tema di Terme. E per dare un indirizzo politico strategico al termalismo, Bezzini ha illustrato una mozione collegata che si impegna ad attivare e approfondire strumenti conoscitivi sul sistema termale toscano; impegna la Giunta ad invitare Governo e Parlamento a mettere in campo misure urgenti per le città termali; ad istituire un tavolo di lavoro, a livello regionale, per il rilancio del sistema.

L’aula ha approvato a maggioranza sia la delibera che la mozione presentata da alcuni consiglieri del gruppo del partito democratico.

Redazione Nove da Firenze