Prostituzione: l'ordinanza fiorentina fa scuola

Ma l'amministrazione comunale deve affrontare il primo ricorso


(DIRE) Firenze, 25 set. - "Molti Comuni, di tutta Italia, ci stanno chiedendo l'ordinanza" che colpisce i clienti delle prostitute "perche' la vogliono applicare". Lo rivela il sindaco di Firenze Dario Nardella che, soffermandosi sui primi risultati dell'ordinanza, aggiunge: "A distanza di due settimane cominciamo gia' a vedere primi risultati, le strade delle nostre periferie sono piu' libere". Detto questo, pero', "non dobbiamo abbassare la guardia perche' il fenomeno e' molto drammatico, vasto e non basta combatterlo soltanto con le ordinanze dei sindaci". Anche perche' "c'e' troppo silenzio, troppa omerta' e indifferenza. Stiamo parlando di donne schiavizzate, trattate come oggetti, costrette a stare sulle strade con il freddo, la notte, per vendersi per 10, 20 euro". Inoltre "il 25% sono minorenni. E allora a chi dice che cosi' violiamo la liberta' del cliente, noi diciamo che prima di tutto e' in gioco la dignita' delle persone, di queste donne, rispetto alla quale tutti noi con coscienza dobbiamo dare una risposta".

Sull'ordinanza anti prostituzione firmata dal sindaco di FirenzeDario Nardella, che mira a colpire la domanda denunciando la clientela, pende un ricorso al Tar presentato da Francesco Bertini, avvocato fiorentino, come rivelato da La Nazione. Secondo l'avvocato, infatti, la misura sarebbe incostituzionale (perche' le questioni di sicurezza e ordine pubblico sono materie squisitamente dello Stato) e contraria anche al decreto Minniti, a cui si rifa' Palazzo Vecchio. L'azione, pero', non scuote Nardella: "Il Comune ogni anno affronta decine e decine di ricorsi su tutti i provvedimenti. La trovo una cosa normale e prevedibile". Sulla misura, conclude, "noi abbiamo fatto un ottimo lavoro". (Dig/ Dire)

Redazione Nove da Firenze