Rubrica — Agroalimentare

Pesca: nuovo testo unico approvato alla Camera

Ma Coldiretti Impresa chiede più tutele per il pesce a “miglio zero”


Mentre sta per scattare il fermo pesca per le marinerie toscane (si fermeranno dal 2 al 31 ottobre), per il mondo dei pescatori professionali una buona notizia viene dal via libera al Testo unico sulla pesca, approvato alla Camera, adesso passera al Senato, che rappresenta una boccata d’ossigeno per un settore che negli ultimi anni in toscana ha visto scomparire un peschereccio su due passando da 1200 a 600 imbarcazioni registrate.

Ad affermarlo è la Coldiretti Impresapesca in occasione dell’approvazione alla Camera della proposta di legge che contiene interventi per il settore ittico, oltre alle deleghe al Governo per il riordino normativo, per la semplificazione amministrativa per un settore importante anche per la nostra regione con un pescato di 7400 tonnellate ed un fatturato di 42 milioni di euro”.

“La norma – sottolinea Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti Toscana - va a regolare molti aspetti del comparto ittico, con deleghe che lasciano al Governo ed al confronto con il sistema associativo spazi importanti di definizione della riforma. Completa inoltre la norma delle sanzioni, che accoglie in parte la rivisitazione richiesta dal comparto”.

Quindi dopo il fermo pesca riprenderanno la via del mare con qualche speranza in più i pescherecci a Monte Argentario, Castiglion della Pescaia, Piombino, Livorno e Viareggio.

“Uno dei problemi del settore – continua Marcelli - è la concorrenza sleale del prodotto proveniente dall’estero e spacciato per italiano soprattutto nella ristorazione ma anche a causa dell’eccessiva burocrazia, oltre che all’introduzione di regole eccessivamente penalizzanti per le imprese ittiche.

Nel 2017 gli arrivi di pesce fresco e congelato dall’estero hanno raggiunto le 554 mila tonnellate, con un balzo in avanti del 10% nel primo semestre rispetto allo stesso periodo del 2016, secondo un’elaborazione Coldiretti Impresapesca su dati Istat. Il risultato è che ben tre pesci su quattro venduti nel nostro Paese provengono dall’estero, pronti per essere serviti come tricolori nella ristorazione, dove non c’è l’obbligo dell’indicazione d’origine.

“Quello della pesca è un settore importante anche per la Toscana, secondo gli ultimi dati di Infocamere in leggera ripresa – commenta Antonio De Concilio, direttore regionale Coldiretti - che alimenta un giro d’affari che coinvolge un indotto significativo che ruota intorno ai tre mercati principali che sono quelli di Monte Argentario, Livorno e Viareggio. Coldiretti Impresapesca - continua De Concilio - è impegnata per garantire la trasparenza dell’informazione ai consumatori dal mare alla tavola anche con progetti che riguardano la ristorazione, dove si sta diffondendo la “carta del pesce” per distinguere il prodotto made in Italy mentre enormi passi in avanti sono stati fatti sull’etichettatura nei banchi di vendita”.

Per effettuare acquisti di qualità al giusto prezzo il consiglio di Coldiretti Impresapesca è di verificare sul bancone l’etichetta, che per legge deve prevedere l’area di pesca (Gsa). Le provenienze da preferire sono quelle dalle Gsa 9 (Mar Ligure e Tirreno), 10 (Tirreno centro meridionale), 11 (mari di Sardegna), 16 (coste meridionali della Sicilia), 17 (Adriatico settentrionale), 18 (Adriatico meridionale), 19 (Jonio occidentale), oltre che dalle attigue 7 (Golfo del Leon), 8 (Corsica) e 15 (Malta). Ma si può anche rivolgersi alle esperienze di filiera corta per la vendita diretta del pescato che Coldiretti Impresapesca ha avviato presso la rete di Campagna Amica.

Redazione Nove da Firenze