​Parcheggio a Firenze: tra ricorsi alle multe e moneta elettronica

Quando l’adeguamento tecnologico è presente il cittadino lo utilizza, altrimenti vince il ricorso contro la multa


Sono state diverse le controversie generate dal dibattito circa la legittimità o meno di non pagare la sosta in caso di parcometro sprovvisto di bancomat e i conseguenti episodi di ricorso per eventuali sanzioni, l’ultimo proprio a Firenze ad inizio maggio.
Ad impugnare la multa, un avvocato che aveva parcheggiato l’auto sulle strisce blu non lontano dal suo studio, ubicato nei pressi di Piazza della Vittoria.
La multa non è stata pagata, il ricorso è stato vinto con una sentenza del Giudice di Pace secondo il quale il cittadino, in determinate situazioni, può ritenersi autorizzato a parcheggiare gratis in caso di mancato adeguamento dei parcometri, come previsto dalla Legge di Stabilità 2016.

Interessati dell'argomento in Consiglio comunale gli assessori Stefano Giorgetti e Federico Gianassi hanno ammesso il gap cittadino ricordando però che esiste una App Tap&Park che fa capo al reparto Servizi alla Strada e consente il pagamento elettronico.

  "Se la digitalizzazione è presente, si vede e, soprattutto, viene utilizzata dagli utenti" sottolinea lo staff di Citytech l'incubatore di idee e progetti per le città del terzo millennio, le cui parole chiave sono: mobilità nuova, progettazione urbanistica, riqualificazione, condivisione, collaborazione, infrastrutture, tecnologie e sostenibilità. 

 Lo dimostrerebbe la percentuale di utilizzo superiore al 10% del valore della sosta transato sui parcometri che accettano carte bancarie a soli 6 mesi dall’adeguamento (Fonte SAS Firenze).

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Nel capoluogo fiorentino i 443 parcometri abilitati ai pagamentI elettronici sono solo una parte dei 951 installati. Un numero totalmente in linea con la più generale situazione italiana dove, su 25.000 parcometri presenti, circa il 50% è abilitato a tali operazioni (Fonte Parkeon). Eppure la Legge di Stabilità 2016 è entrata in vigore già dal primo luglio del medesimo anno, imponendo a tutti i Comuni delle città italiane l’adeguamento ai pagamenti elettronici dei parcometri già installati. Adeguamento subito realizzato da varie Amministrazioni ma che, in molti casi, si lascia attendere, a volte giustificato da una “oggettiva impossibilità tecnica” alla quale alcuni Comuni hanno deciso di appellarsi" spiegano da Citytech.

Il ricorso accolto a Firenze segue a distanza di poco tempo un episodio analogo accaduto lo scorso febbraio a Fondi (Latina), in cui un Giudice di Pace aveva citato la Legge di Stabilità 2016.
 "Tali casi segnano una inevitabile tendenza a seguire i dettami della legge da parte della magistratura competente e potrebbero determinare un approccio nuovo alla problematica da parte sia delle amministrazioni pubbliche che dei privati che operano nel settore. Questa tendenza potrebbe sposarsi sempre di più con l’incremento dell’offerta di servizi disponibili nei sistemi di gestione della sosta, i cui produttori hanno tracciato ormai da tempo il percorso verso un utilizzo integrato delle opportunità offerte dall’infrastruttura esistente. L’auspicio è quello che, a fronte di tali sentenze pregresse, i Comuni si attivino presto al fine di adeguarsi completamente alla normativa vigente, offrendo ai cittadini un servizio più funzionale e mettendo in regola tutti i parcometri presenti nelle nostre città" concludono da Citytech.

Redazione Nove da Firenze