Pd: Matteo Renzi oggi al circolo Vie Nuove

Con 130 militanti al pranzo per la "festa" di fine tesseramento. 40.000 iscrizioni registrate in Toscana. Campo Progressista ha già 500 aderenti a livello regionale. Un rebus aleggia nelle stanze della Regione Toscana


(DIRE) Firenze, 28 feb. - "Quello di oggi", il pranzo con i militanti nel giorno che chiude il tesseramento 2016 del Pd, "piu' che altro e' stato un inizio partendo da casa, quindi e' stato molto bello. Non e' stato un ritorno al passato, ma un appuntamento che guarda al futuro. Pero' ogni tanto tornare a casa e' piacevole". Lo sottolinea il tesoriere del Partito democratico Francesco Bonifazi all'uscita del circolo Vie Nuove di Firenze, dove Matteo Renzi ha pranzato con i tesserati 'dem'.

In vista del lancio ufficiale, al teatro Brancaccio l'11 marzo, Campo Progressista mette radici anche in Toscana. Ad oggi, risultano gia' 500 gli aderenti a livello regionale e fra questi si contano l'ex assessore comunale a Pisa, Dario Danti, l'ex consigliere comunale di Firenze, Giovanni Fittante (gia' Idv) e la senatrice fuoriuscita dal Movimento 5 Stelle, Alessandra Bencini. Ma non sono le adesioni eccellenti il vero obiettivo dell'aggregazione politica nata su iniziativa di Giuliano Pisapia. A spiegarlo alla 'Dire' e' Diego Blasi, fra i referenti toscani di Campo Progressista. "Puntiamo a costruire uno spazio politico assolutamente plurale che tenga dentro dalle esperienze piu' civiche e moderate a quelle piu' radicali, in modo da allargare il perimetro della sinistra- sostiene-. Un tema da mettere in agenda e' quello della discontinuita' con le politiche di questi anni. Occorre un progetto che sia alternativo a quello di Matteo Renzi del quale non siamo la stampella". Personalmente, chiarisce Diego Blasi, che a Prato e' animatore dell'associazione Left Lab e che proviene da Sel, "mi sto adoperando per allargare il progetto alle persone normali, alle associazioni. Perche', Cp non e' ne' un luogo per riciclarsi ne' un motore di raccolta del ceto politico". Proprio per questo, Blasi pur osservando con simpatia la scissione consumata da parte della sinistra bersaniana dal Partito Democratico, intravede nell'esponente di punta di questa rottura, il governatore Enrico Rossi piu' un avversario che un interlocutore. "Credo che sia un fatto positivo da cogliere chiunque esca dal Pd per proporre un'alternativa. Tuttavia- punta il dito-, Rossi credo che dovrebbe essere conseguente con la propria scelta. Va in ogni parte d'Italia a raccontare alcune cose sulla rivoluzione socialista, ma non puo' contemporaneamente fare della Toscana il laboratorio del Jobs Act". Allo stesso modo, continua Blasi, "anche sulle grandi opere pubbliche, ad esempio sull'aeroporto di Peretola, Rossi dovrebbe agire coerentemente. Almeno dal nostro punto di vista, che e' quello di chi ha come pallino la discontinuita'". Il cambio di rotta secondo l'esponente di Campo Progressista dovrebbe riguardare la realizzazione effettiva del Parco della Piana e un cambiamento radicale di politiche sulla sanita'. "Se Rossi cambiasse rispetto alle azioni di questi anni potrebbe essere un nostro interlocutore- avverte-, ma in questa fase non mi pare che voglia ritrattare alcunche'". Pertanto, ad avviso di Blasi, "Rossi dovrebbe rinnegare anni e anni di politiche portate avanti, e non basta a questo proposito cantare 'Bandiera rossa'. Rossi in Toscana ha compromesso i rapporti con la sinistra. Invece, bisogna produrre politiche diverse anche qui". La prima battaglia di contenuto riguardera', a tal proposito, l'introduzione partendo dalla realta' regionale di un reddito minimo garantito. "Dobbiamo prendere per mano coloro che non sono rappresentati neanche nelle associazioni, come i precari e i lavoratori autonomi- pone la questione Blasi-. La nostra idea e' che su questa proposta per prima cosa ci debbano essere delle coperture e soprattutto che ci debbano essere determinate fasce sociali che ne hanno diritto". Una differenza sostanziale, dunque, col reddito di cittadinanza ideato dal Movimento 5 Stelle. Insomma, fra le critiche a Rossi per il suo renzismo in Giunta regionale, e l'attenzione ad avere un dialogo con la sinistra uscita dai dem, Campo Progressista si presenta come "una proposta non estremista, ma neanche governista". La prima prova saranno le elezioni amministrative di primavera, per le quali ancora non e' noto se ci sara' il simbolo del movimento sulla scheda. Piu' probabile, invece, come racconta Diego Blasi, che Campo Progressista decida di sostenere liste civiche.

Enrico Rossi non ha ancora lasciato il gruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale. Non solo. Nessun esponente dei dem risulta, al momento, fuoriuscito. A dirlo e' il presidente dell'assemblea toscana, Eugenio Giani rispondendo a una sollecitazione del capogruppo di Fratelli d'Italia, Giovanni Donzelli che e' a sua volta membro dell'ufficio di presidenza. Per il consigliere di Fdi e' importante "sapere cosa accade, e se il presidente della Regione Toscana e' andato nel gruppo Misto, in un nuovo gruppo o se e' restato nel Pd", dichiara in aula. Questo alla luce della nascita di Democratici e Progressisti, la formazione che raccoglie a livello nazionale i fuoriusciti dal Partito Democratico, fra i quali lo stesso governatore Rossi. "Ha naturalmente la facolta' di chiedere questo- spiega Giani rivolgendosi al consigliere del movimento di Giorgia Meloni in apertura della seduta di oggi-, lo capisco, rappresenta anche un dovere di correttezza. Come presidente dovrei per regolamento essere il primo ad averne notizia. Devo dire rispondendo, astenendomi da ogni valutazione politica allo stato attuale- aggiunge-, che non sono stato informato di alcunche'". Andando oltre, fa sapere, "nessun consigliere regionale, anche alla luce di quello che leggiamo sui quotidiani, mi ha informato sulla costituzione di nuovi gruppi. Da un punto di vista istituzionale nulla e' cambiato in questo Consiglio regionale. Ne daro' immediata notizia appena accadra' qualcosa di differente".

La formula che potrebbe risolvere il rebus che aleggia nelle stanze della Regione Toscana, tra palazzo Strozzi Sacrati e il palazzo del Pegaso, la suggerisce alla 'Dire' Eugenio Giani, il presidente del Consiglio regionale toscano: tra Enrico Rossi, che ha chiuso con il Partito democratico per dar vita al movimento Democratici e Progressisti, e il Partito democratico serva una "convivenza politica". Giani, pero', va oltre e ipotizza anche la durata di questo accordo, immaginando l'orizzonte della legislatura. Si', perche' suggerisce un'intesa strutturata sul programma di governo "da portare avanti quanto meno da qui alle elezioni". Non quindi fino al 2020, a scadenza naturale del mandato. "Non certo per noi", il Pd, ragiona il presidente dell'aula. "Rossi pero', che oggi ha come principale preoccupazione quella di animare il suo nuovo movimento politico, puo' darsi voglia concentrarsi su questo. Allora per lui- spiega a margine del pranzo tra gli iscritti al Pd e Matteo Renzi al circolo Vie Nuove di Firenze- sara' inevitabile rassegnare le dimissioni e presentarsi in Parlamento a Roma". Per ora, tuttavia, "anche grazie al nostro senso di responsabilita', preferiamo verificare se questo programma di governo, che avevamo concordato insieme poco piu' di un anno fa, va avanti". Giani non nasconde "il grande disagio" e un "sentimento di amarezza" per la scelta formalizzata da Rossi, ma "prima vengono gli interessi dei cittadini, e' questa la necessita' ora". Certo, conclude raccontando il clima, "qualche nostro consigliere come battuta istintiva dopo le vicende romane era venuto a dire, 'adesso lo mettiamo in minoranza'. Pero' poi la grande maggioranza di noi ha deciso in modo diverso".

Nel giorno che chiude il tesseramento 2016 al Partito democratico, e' il vicesegretario del Pd toscano Antonio Mazzeo che alla 'Dire' fa un primo bilancio regionale: "In Toscana chiuderemo in linea con lo scorso anno", oltre cioe' le 40.000 iscrizioni registrate nel 2015. "Entro il 6 marzo- continua a margine del pranzo organizzato al circolo Vie Nuove di Firenze con Matteo Renzi- avremo il dato definitivo". In questi ultimi giorni, spiega, "abbiamo avuto un'impennata di richieste, soprattutto online". Soddisfatto anche Massimiliano Piccioli, il segretario del Pd fiorentino: "Il tesseramento 2016? In citta' sta andando molto bene visto che si dovrebbero sfiorare le 3.000 tessere, circa il 15% in piu' del 2015", quando gli iscritti sono stati circa 2.600. (Dig/ Dire)

Redazione Nove da Firenze