Manovrina: novità per affitti brevi, multe sul bus, stadi e trasporti

Anche i fiorentini si interrogano sulle novità inserite nella manovra proposta dal Governo Gentiloni


Il decreto economico finanziario dello Stato con 68 articoli che trattano i temi più diversi cercando di raccogliere fondi per aiutare le casse statali è la cosiddetta "manovrina da 3,4 miliardi" che in queste ore sta tenendo con il fiato sospeso categorie economiche e cittadini.

Tra gli articoli sotto osservazione in queste ore da parte di addetti ai lavori, utenti e consumatori ci sono soprattutto:

Arriva la cedolare secca per gli affitti brevi pari al 21% e verrà applicata dal 1° giugno 2017 a redditi da affitti stagionali.
Detta anche norma Airbnb perché i portali faranno da sostituto d'imposta trattenendo le tasse, recita la bozza "I soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, anche attraverso la gestione di portali online, mettendo in contatto persone in ricerca di un immobile con persone che dispongono di unità immobiliari da locare, trasmettono i dati relativi ai contratti conclusi per il loro tramite pena una sanzione fino a 2000 euro.

Prevista inoltre una Maxi multa fino a 200 Euro per chi viene fermato sui mezzi pubblici sprovvisto di biglietto.
I gestori del servizio potranno "affidare prevenzione, accertamento e contestazione delle violazioni alle norme di viaggio anche a soggetti non appartenenti agli organici, qualificabili come agenti accertatori"

C'è anche la norma sugli Stadi che viene inquadrata in Italia in una realtà esclusivamente romana, ma anche a Firenze è in corso una progettazione in merito ad un nuovo impianto sportivo e non solo sportivo. 
L'articolo regolamenta demolizioni e cessioni di superficie, ma anche la realizzazione di immobili non sportivi, concedendo il diritto allo sfruttamento commerciale dell'area limitrofa per gli eventi di particolare rilievo.
Demolizioni e ricostruzioni con volumetria e sagoma diverse dall'originale saranno più facilmente realizzabili. Il soggetto pubblico proprietario dell'area può prevedere una cessione a titolo oneroso della superficie per 90 anni e 30 anni di usufrutto.
 Inoltre lo studio di fattibilità può riguardare la costruzione di immobili con destinazione d'uso diversa dal settore sportivo e può essere presentato da una società sportiva, anche in consorzio con terzi.
Per impianti superiori ai 20.000 posti  da cinque ore prima dell'inizio delle gare a tre ore dopo la conclusione entro 300 metri, l'occupazione di suolo pubblico per attività commerciale può essere consentita in esclusiva alla società. 

Il Codacons chiama in causa i Prefetti sugli Autovelox perché "spunta la norma pro-autovelox, che permetterà alle amministrazioni delle grandi città di disseminare le strade di autovelox e utilizzare i proventi delle multe elevate da tali strumenti per fare cassa e coprire i buchi di bilancio" denuncia il Codacons, che chiede l’intervento dei Prefetti e si dice pronto ad impugnare la norma nelle sedi opportune per tutelare gli automobilisti.

L’art. 61 recita: «Per gli anni 2017 e 2018, le città metropolitane, in deroga alla legislazione vigente, possono utilizzare le quote di cui all' articolo 142 del decreto 285 del '92 (codice della strada, ndr) per il finanziamento degli oneri riguardanti funzioni di viabilità e polizia locale».

Così la spiega il Codacons "Le città metropolitane potranno ricorrere alle multe inflitte dall’autovelox per autofinanziarsi e pagare gli stipendi ai vigili urbani e realizzare opere stradali, senza alcun limite e «in deroga alla legislazione vigente», ossia non dovendo rispettare i vincoli previsti dall’articolo 208, comma 4 del Codice della strada che impone di devolvere una quota non inferiore a un quarto dei proventi alla sicurezza stradale (segnaletica, cartellonistica, ecc.).

“Per pagare straordinari e stipendi dei vigili e realizzare opere stradali i cittadini pagano già le tasse – afferma il Codacons – Per questo i Prefetti devono vigilare approvando la collocazione degli autovelox solo dove realmente necessario, assicurandone un uso conforme all’interesso pubblico. Da parte nostra siamo pronti ad impugnare il provvedimento nelle sedi opportune, allo scopo di evitare che si legittimi la trasformazione degli automobilisti in bancomat”.

Redazione Nove da Firenze