​Lavoratori aggrediti in Toscana: chiedevano di essere pagati

Episodi che riportano d'attualità il tema del lavoro nero


 Due lavoratori aggrediti ed uno gettato in mare. Due gli episodi sui quali si concentrano le reazioni politiche e sindacali: uno a Livorno e l'altro a Castelfranco di Sotto. In entrambi i casi gli operai, migranti in Toscana, sarebbero stati impiegati a nero. 

"Un episodio che non pensavamo potesse accadere nella nostra Toscana. Aggredire lavoratori extracomunitari che chiedono di essere pagati rappresenta una escalation di violenza inammissibile. La UIL Toscana non può che esprimere la massima solidarietà ai lavoratori extracomunitari e la ferma condanna contro chi sfrutta il lavoro nero. La Toscana non può e non deve tollerare episodi che mortificano e umiliano il mondo del lavoro" sostengono Angelo Colombo, responsabile UIL Toscana Costa e Annalisa Nocentini, Segretario Generale UIL Toscana

“Ci è capitato troppe volte, purtroppo, di leggere di episodi di violenza o caporalato, ma sembra quasi impossibile che accadano anche vicino a noi, in un territorio che siamo abituati a pensare civile e moderno. Il Distretto del Cuoio si caratterizza per operosità, capacità imprenditoriale, qualità delle produzioni e del lavoro, non è ammissibile che si verifichino fatti come quelli che ci hanno descritto nelle ultime ore: ragazzi pestati furiosamente perché chiedevano rispetto e dignità. Faccio mio e rilancio con convinzione l’appello dei Sindaci di Santa Croce e Castelfranco: solidarietà agli operai e ferma condanna rispetto a quanto avvenuto” così Alessandra Nardini, Consigliera regionale, commentando la notizia del pestaggio dei giovani senegalesi avvenuto nei giorni scorsi a Santa Croce sull’Arno.

“Chi soffia sul vento dell’intolleranza e della paura vorrebbe farci credere che la causa della crisi economica e sociale che stiamo attraversando siano gli immigrati – prosegue Nardini –, invece sono proprio questi comportamenti incivili, come anche quello riportato stamani sulla cronaca locale del proprietario del peschereccio livornese che ha costretto un ragazzo a buttarsi in mare perché a suo servizio senza contratto né assicurazione, che dovremmo condannare tutti insieme, non discriminare chi cerca una vita migliore, o semplicemente una vita degna di questo nome".

Redazione Nove da Firenze