La sicurezza dei pedoni: indagine fra storia e ingegneria

Lo studio ricercatori dell’Università di Pisa è stato pubblicato sull’International Journal of Sustainable Development and Planning


Camminare è un'attività umana fondamentale, un atto antico e naturale e tuttavia non privo di difficoltà e pericoli dovuti ai motivi più diversi. A far luce con una ricerca del tutto originale sul tema della sicurezza pedonale sono stati due ingegneri, Elvezia Maria Cepolina e Alessandro Marradi, e una storica, Denise Ulivieri, dell’Università di Pisa. I risultati dello studio, finanziato nell’ambito dei Progetti di Ateneo 2015, sono stati appena pubblicati sull’«International Journal of Sustainable Development and Planning».

“Il semplice camminare all’aperto negli spazi pubblici, almeno fino alla prima metà del 18° secolo, era spesso molto disagevole - spiega Denise Ulivieri - utilizzare questi luoghi con facilità e libertà dipendeva, ad esempio, dal sesso o dalla classe sociale, basta pensare alle differenze stilistiche e tipologiche tra scarpe da uomo e da donna, senza dimenticare la condizione delle strade, spesso sporche o fangose, o il tipo di pavimentazione, fattori così importanti da essere minuziosamente regolamentati nei centri urbani sin dal Medioevo”.

Dopo una prima rassegna storica sulle leggi in materia di costruzione e manutenzione delle strade e sulla mobilità pedonale, fogge di scarpe incluse, lo studio ingegneristico ha quindi analizzato gli aspetti di sicurezza in termini di scivolosità e attrito sia in condizioni di asciutto e bagnato. Come banco di prova i ricercatori hanno utilizzato la “panchina”, cioè la tipica pavimentazione del centro storico di Volterra, sulla quale sono stati testati i materiali storicamente utilizzati per le scarpe o per il trasporto, come legno di abete e di noce, pelle, ferro e gomma.

Gli esperimenti, condotti nei laboratorio dell'Università di Pisa, hanno mostrato che il legno, con cui ad esempio erano fatti un tempo gli zoccoli, è il materiale che garantisce meno aderenza e che, in tutti i casi, le pietre “subbiate”, cioè in linea con le norme storiche di manutenzione stradale, garantiscono una migliore resistenza allo scivolamento.

“Anche i dati empirici suggeriscono che per garantire una mobilità sicura nei centri storici è molto importante controllare i cambiamenti della macrorugosità superficiale della pavimentazione - concludono Elvezia Maria Cepolina e Alessandro Marradi – monitoraggi che oggi è possibile eseguire con strumenti avanzati come laser e telecamere a scansione lineare”.

Articolo scientifico: https://www.witpress.com/elibrary/sdp-volumes/12/3/1493 DIDASCALIE IMMAGINI 1 “Registro dei Lavori di Lastrici e Selciati che si eseguiscono nel Circondario di Volterra”, Archivio Storico del Comune di Volterra, Biblioteca Guarnacci. 2 Foto storiche del centro storico di Volterra, Biblioteca Guarnacci di Volterra. 3 Pavimentazioni del centro storico di Volterra, stato attuale. 4 I quattro campioni di pietra panchina volterrana usati per i test tecnologici di resistenza allo scivolamento. 5 Apparecchiatura a pendolo per la prova di attrito radente, Laboratorio Sperimentale Stradale, Università di Pisa 6 Misura della resistenza allo scivolamento su uno dei campioni di pietra panchina e pattino di legno, Laboratorio Sperimentale Stradale, Università

Redazione Nove da Firenze