​Incendio nel laboratorio-mansarda: servono le segnalazioni

Cgil: “Urge riflessione, la frontiera dell’illegalità si sposta sempre più avanti, la comunità cinese abbia un ruolo di integrazione. Serve lo sforzo di tutte le parti”. Enrico Rossi: "Solo la mobilitazione collettiva può sconfiggere illegalità e ingiustizie nei luoghi di lavoro"


FIRENZE- Le forze sindacali lanciano un appello in relazione al rogo di Vaiano in cui hanno perso la vita due giovani cittadini cinesi.

"E’ una fase, il controllo nelle aziende, che è stata ed è ancora importante ed ha dato risultati utili, ma questo episodio ci dimostra che la frontiera dell’illegalità si sposta sempre più avanti, trova nuove modalità, nuovi spazi, luoghi diversi in cui operare -interviene con un documento anche la Filctem CGIL di Firenze- Se l’illegalità riesce ad operare con modalità nuove anche il contrasto, la difesa del diritto e della legge devono spostarsi in avanti, trovare nuovi modi di esprimersi, di combattere la propria battaglia. Il governatore Rossi e il responsabile del Piano per il Lavoro Sicuro Berti hanno parlato giustamente di coinvolgimento dei cittadini: è impensabile un controllo capillare del territorio solo con sistemi di polizia, senza l’aiuto e la collaborazione di chi quel territorio lo abita, lo vive, ne partecipa. A questa richiesta deve altresì corrispondere una risposta rapida e decisa delle Istituzioni e delle Autorità chiamate a farsene carico. E andando avanti su questa linea della responsabilità attiva, noi riteniamo che la stessa comunità cinese debba essere spinta a ragionare maggiormente sulle proprie modalità di lavoro, di vita, sul proprio essere parte di una città di un Paese in cui non si trova più ormai a transitare occasionalmente, ma di cui è parte importante, per quantità e qualità di presenza. Occorre che la comunità cinese di Prato abbia un ruolo attivo di integrazione nel contesto sociale e politico della comunità locale. Partendo da questo, da uno sforzo di tutte le parti in questa direzione, si potrà costruire - sicuramente con difficoltà, ma con mutamenti forti - quella coscienza di sé come parte di una comunità più ampia, che dovrà arrivare a considerare in modo diverso il proprio sistema di operare, soprattutto nel lavoro".

"Condivido pienamente l'appello delle forze sindacali per la lotta all'illegalità sul lavoro e per la necessità di condizioni più umane per tutti i lavoratori". interviene il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi "La sicurezza nei luoghi di lavoro e la separazione dei luoghi e dei tempi di vita da quelli del lavoro è una condizione imprescindibile", continua Rossi. "La legalità è dunque una componente fondamentale. L'altra componente chiave è quella dei diritti. Oggi ci misuriamo con forme di capitalismo senza regole, capaci di regredire su terreni primitivi di oppressione. Su questo fronte garantire la sicurezza e l'incolumità dei lavoratori significa lottare contro striscianti fenomeni schiavili di sfruttamento, economia sommersa e lavoro nero, che in questa regione non avranno mai apologeti e teorici". "Nei prossimi giorni - aggiunge il presidente della Regione - prenderò parte e promuoverò io stesso ogni forma di mobilitazione, la più ampia possibile, per sensibilizzare i cittadini, il territorio, gli amministratori e le categorie produttive. Solo la mobilitazione di tutta la società potrà assicurare che non ci siano zone d'ombra, di compromissione, né isole di extraterritorialità". "E' compito del sindacato - conclude Enrico Rossi - promuovere la sindacalizzazione di tutti i lavoratori impiegati nel distretto pratese delle confezioni. Solo con questo sforzo collettivo potrà nascere una soggettività politica e civile in grado di affrontare e sconfiggere questa piaga".

Redazione Nove da Firenze