Giornata della legalità: bandiera a mezz’asta a palazzo del Pegaso

Per non dimenticare il 23 maggio 1992, la strage di Capaci. Alessandro Draghi (Fratelli d'Italia) porta un fiore al Ponte di Rovezzano. Emanuele Cocollini (Vice presidente Consiglio comunale): “Il sacrificio di Giovanni Falcone sia da monito per le nuove generazioni”. La Lega nel Cdx: "Ricordare e tramandare"


Il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani ricorda quella data, rimasta tragicamente impressa nella memoria. “Quel 23 maggio ci scosse più di qualsiasi tragedia. In quella macchina non c’erano semplici persone ma donne e uomini che incarnavano lo Stato. Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta rappresentavano l’Italia impegnata nella lotta alla mafia”. “Ricordo bene – afferma Giani – quando con Antonino Caponnetto andavamo nelle scuole a parlare ai giovani e lui si commuoveva parlando dell’impegno e della straordinaria personalità di Falcone”. “Oggi - aggiunge Giani - dobbiamo dire grazie a chi in Toscana come Don Andrea Bigalli con Libera Contro le Mafie permette ai giovani di incarnare quel valore di legalità che spinse giudici come Falcone e Borsellino a lottare contro la criminalità”. “Adesso - conclude il presidente – anche se non sentiamo gli spari, spetta a noi vigilare perché la mafia si nasconde ovunque”. Il presidente ricorda che in Toscana “ci sono circa 561 beni confiscati” e auspica che presto “vengano riassegnati affinchè diventino luoghi di legalità”.

Stamattina il capogruppo di Fratelli d'Italia Alessandro Draghi ha appeso un mazzo di fiori al cartello che indica il Ponte Falcone (rampa di discesa del viadotto di Varlungo) alla cui iniziativa ha partecipato anche il vice presidente del consiglio comunale Emanuele Cocollini.

"Ho avuto occasione - ricorda Alessandro Draghi capogruppo di Fratelli d'Italia - di visionare la fiat croma sventrata che adesso è custodita nella scuola della Polizia Penitenziaria di Roma, le stele della repubblica, il monumento a Giovanni Falcone e agli altri caduti che si staglia all'orizzonte quando si percorre l'autostrada A29 fra Trapani e Palermo. Quell'obelisco testimonia che lo stato c'è e ci sarà sempre; invito ad andare in questa giornata a riflettere difronte alle targhe di tante strade e di tante scuole che le città italiane hanno dedicato al giudice antimafia. E' grazie a persone indomite come i giudici Falcone e Borsellino che dell'abnegazione e del senso del dovere hanno fatto la ragione di vita ed essa l'hanno persa nel mentre del loro incommensurabile lavoro, se la criminalità organizzata ha perso terreno negli ultimi decenni. Il momento attuale necessita maggior allerta-conclude Draghi: la crisi sanitaria che ha causato una dilagante crisi economica anche a Firenze può agevolare le organizzazioni malavitose nel rastrellare le attività in difficoltà e può spingere alcuni imprenditori in difficoltà nel baratro dell'usura, smettiamo di vedere le cosche mafiose come un fenomeno meridionale. Non trascuriamo questo aspetto. Non abbiamo Paura".

“Oggi ricordiamo la figura di Giovanni Falcone, trucidato 28 anni fa. Lo abbiamo ricordato, insieme al capogruppo di Fratelli d’Italia Alessandro Draghi, anche a Firenze, nel Ponte che gli è stato dedicato – spiega il vice presidente del Consiglio comunale Emanuele Cocollini – con un gesto simbolico. Il sacrificio di Giovanni Falcone, come quello di tanti altri servitori dello Stato, ha fatto crescere nella società italiana la consapevolezza che la mafia era ed è un male da sradicare. Il suo sacrificio sia da monito per le nuove generazioni che magari ancora non conoscono il suo operato e non sono a conoscenza del prezioso lavoro svolto per combattere la criminalità organizzata. La sua figura, a 28 anni dalla strage di Capaci, infonde ancora coraggio e provoca nelle persone volontà di giustizia e di legalità. Mai dimenticare figure simbolo come lo sono state Giovanni Falcone e Paolo Borsellino – conclude il vice presidente del Consiglio comunale Emanuele Cocollini – eroi dei nostri tempi”.

"Oggi è doveroso ricordare la strage di Capaci in cui persero la vita Giovanni Falcone insieme alla moglie Francesca Morvillo, magistrato anche lei, e gli agenti della scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani. Doveroso tramandare la sua memoria, i suoi valori e le sue speranze e chi le ha condivise ai giovani": lo dichiarano congiuntamente i consiglieri metropolitani leghisti Alessandro Scipioni e Filippo La Grassa "Giovanni Falcone e Paolo Borsellino rappresentano uno dei più begli esempi di senso dello Stato ed amore per la giustizia che questo Paese sia mai riuscito ad esprimere - sottolineano Scipioni e La Grassa - In questo momento nel quale molti dei valori più importanti del paese vacillano, esempi come questi sono un faro per illuminare le nuove generazioni sul giusti cammino".

Redazione Nove da Firenze