Funicolare di Firenze da Ponte Vecchio al Forte Belvedere

Il progetto potrebbe diventare fattibile grazie all'intervento dei privati interessati al recupero della collina


Risalire la collina di Firenze con una funicolare da Ponte Vecchio al Forte di Belvedere: solo una idea fino a ieri ma potrebbe essere praticabile. 
Un disegno architettonico che farebbe la gioia di fiorentini e turisti desiderosi di godersi lo spettacolo senza dover arrampicarsi per Costa San Giorgio o affrontare i Bastioni da San Niccolò.

Corrono brividi al solo pensiero di uno studio di fattibilità all'interno del contesto urbanistico fiorentino che lascia ben pochi spiragli all'innovazione, ma l'offerta non solo turistica ne gioverebbe.
Non a caso la proposta viene rilanciata in occasione della riqualificazione dell'immenso immobile che occupa gran parte della collina.

A rilanciare un progetto appena accennato dall'ex assessore ed oggi presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani sarebbe stata la famiglia Lowenstein che ha acquisito la ex Caserma di Costa San Giorgio e si prepara adesso al restauro conservativo ed alla realizzazione della nuova struttura ricettiva di lusso che sorgerà sulla riva sinistra dell'Arno. L'investimento economico è già considerevole, ma la presenza dello sponsor privato può scalfire quel velo d'immobilismo che spesso cela "l'imbarazzo" amministrativo davanti a decisioni importanti e costose.

Durante la presentazione dei progetti da parte degli studi di architettura che si sono cimentati nella reinterpretazione degli spazi urbani è mancato il riferimento ad un simile escamotage quale mezzo di trasporto, ma non sono mancati invece i tentativi di aprire un percorso continuo tra Ponte Vecchio ed il Forte che sovrasta il capoluogo toscano.

In occasione della presentazione del restauro la famiglia argentina ha chiesto aiuto ai fiorentini affinché il recupero possa essere funzionale ed utile a tutti: un aiuto che inizia con le limitazioni dovute alla cantierizzazione ma che si apre alle modifiche strutturali quali l'apertura, appunto, di un tracciato fruibile a tutti che colleghi la sponda d'Arno con la salita al Belvedere passando per il Giardino di Boboli.
Una visione d'insieme che chiama in causa Regione, Comune, Ministero dei Beni Culturali e Sovrintendenza, ma che soprattutto mette ancora una volta Firenze davanti alla scelta di chi vuole essere da grande.

Antonio Lenoci