Firenze, da Canapone alla locomotiva: piazze e giochi tra Amici (Miei)

Amici miei - Atto II -

​Ogni città ha i suoi spazi da riempire. Firenze è riuscita a farlo rispondendo alle necessità dei ragazzi? 


La gestione dei parchi pubblici non è facile come poteva essere un tempo quando i ragazzi si appropriavano liberamente di qualsiasi nicchia.
C'è chi ricorda i grossi tubi di ghisa sdraiati all'Orticoltura e chi le gabbie degli animali allo Zoo delle Cascine tra scimmie e pavoni: spazi diversi, entrambi "fuori moda" per ragioni di sicurezza o perché la mentalità è cambiata.
Quello che fu lo Zoo di Canapone, così si chiamava il dromedario che attirava l'attenzione dei ragazzi, è adesso un giardino pubblico all'ombra delle Cascine: oggi la fontana e la scultura che ricorda il villaggio degli animali sono state danneggiate e transennate in attesa di ripristino.
"L’ex zoo ospiterà ancora gli animali, ma solo quelli nostrani e domestici" recitava a Palazzo Vecchio una promessa del Gennaio 2004.

Abbiamo chiesto al nuovissimo Ufficio turistico della Cascine se qualcuno conoscesse l'esistenza di un vecchio Zoo: no, hanno dovuto cercarlo su Google, senza esito. Peccato.

Piazza D'Azeglio è, in ordine cronologico, l'ultimo intervento effettuato sul verde pubblico e destinato ad area ludica: 460mila euro per un anno di lavori. Il 26 giugno scorso, la piazza dove è stato appena inaugurato il nuovo campetto, è stata oggetto di un atto vandalico che ha preso di mira scivoli ed altalene. "Episodio gravissimo - ha comentato l’assessore all’Ambiente, Alessia Bettini – ai vandali non piace che i più piccoli possano giocare e divertirsi ma non l’avranno vinta. Piazza d’Azeglio è un pezzo della storia della città e da questo giardino sono passati migliaia di bambini, intere generazioni di fiorentini. Ce la metteremo tutta per riparare i danni il prima possibile".

Non è facile pensare come ragazzi o sottrarre gli spazi dell'infanzia all'egoismo dei grandi, ne sa qualcosa Leonardo Bieber, presidente della Commissione Urbanistica del Comune di Firenze: "Penso che a Firenze, come in altre città, l'urbanistica sia cambiata negli ultimi 40 anni senza essere pensata con gli occhi dei bambini. Abbiamo rimodellato le città sulle esigenze degli adulti e non seguendo i bisogni legati alla presenza di asili nido o parchi giochi. La grande sfida dell'urbanistica è questa oggi: ritrovare luoghi di aggregazione in cui riscoprire lo stare insieme e potrebbero essere spazi come piazze o aree verdi. Il nuovo regolamento urbanistico punta a rivedere spazi dismessi offrendoci l'opportunità di ripensare i contenitori ed ecco che il ruolo dell'infanzia può essere preponderante. Biblioteche, Asili Nido e parchi giochi possono potenzialmente essere individuati nelle grandi aree abbandonate: penso agli ex Lupi di Toscana come alla Manifattura Tabacchi".

Il presidente Renzi, da sindaco, consegnò le chiavi del giardino di Santa Rosa alle mamme del quartiere: "A me questa idea piacque molto. Quando il cittadino si riappropria dello spazio pubblico non c'è soltanto un rinnovato senso di appartenenza, ma anche di rispetto, sentire quello spazio come qualcosa di proprio fa si che vi sia anche una diversa attenzione. Molto spesso si tende a pensare che tanto c'è chi se ne occupa: dalla carta gettata per terra alla lattina abbandonata. Ancora più che le mamme potrebbero essere i nonni i detentori di queste chiavi, già adesso volontariamente si mettono a disposizione della collettività. Piccoli strumenti permetterebbero di far sentire propri i giardini urbani".

I genitori hanno paure infondate sui luoghi pubblici? "Da genitori chiediamo sempre grande attenzione per quelle aree destinate ai nostri figli: dal gioco rotto agli atti di vandalismo, anche da qui deriva la necessità di trovare forme di cogestione attraverso la disponibilità della collettività al fine di gestire al meglio le strutture, ma non solo per i nostri figli anche per i tanti turisti che vengono a trovarci".

Leonardo Bieber aveva un suo giardino? "Sono molto legato al Giardino dell'Orticoltura ed ho un gran bel ricordo della leggendaria locomotiva che si trovava nel piazzale in terra battuta. Dovete sapere che giocavo spesso a quel gioco "pericolosissimo" che oggi non esiste più ed ho avuto la fortuna di partecipare come comparsa ad una scena di una delle più grandi saghe del cinema italiano: Amici Miei Atto II. Giovedì sera verrà proiettato in Santo Spirito l' Atto I di quella che è la straordinaria rappresentazione del nostro essere toscani. Una bella avventura, tante amicizie ed un posto in cui ancora oggi torno con i miei figli".

Ma cosa occorre ad una città per essere urbanisticamente giovane? Lo abbiamo chiesto ad Egidio Raimondi, presidente dell'Ordine degli Architetti di Firenze: "Il Comune ha fatto parecchio lavoro sulle piazze, penso a piazza D'Azeglio, a piazza Tasso o all'Anconella dove si è tenuto conto dello spazio per l'aggregazione. Non sono fiorentino ma sono qui da 30 anni ed ho visto cambiare la città, penso a piazza della Repubblica quando ci passavano le macchine nel mezzo: devo dire che sono molto favorevole alle pedonalizzazioni, i commercianti purtroppo la apprezzano successivamente, ma con il tempo la apprezzano anche loro".

Nuovi giardini coincidono con nuovi spazi giochi? "Sì, anche se non so quanto questi spazi siano accessibili e fruibili durante tutto l'arco della giornata o anche durante tutto l'anno, magari servirebbero più spazi costruiti per tutte le stagioni. Penso alle ludoteche che dovrebbero sopperire alla carenza delle strade sterrate e libere dalle auto che avevano i nostri genitori. Mi vengono in mente i Salesiani, strutture così dovrebbero essere incrementate. Spazi chiusi restituiti alla funzione sociale: faccio l'esempio delle Oblate dove lo spazio è a disposizione dei bambini e dei ragazzi per la lettura, la visione dei film ed altro".

Le chiamiamo aree attrezzate, non sono semplicemente spazi ridotti? "Sono tra coloro che sarebbero per lasciare più libertà. Non inserirei necessariamente lo scivolo e l'altalena per fare un giardino, o elementi artificiali sui quali potersi arrampicare. In fin dei conti con il pallone si giocava ovunque. La classificazione, la zonizzazione, l'abbiamo recepita dall'urbanistica contemporanea che ci ha costretti a guardare a: zona verde, zona parcheggio ecc. Discorso legato anche ad una normativa specifica che ad esempio impone di inserire una pavimentazione in gomma anticaduta dove giocano i ragazzi. Sarei per elaborare un mix di funzioni ed utilizzare di più il legno: penso al Boschetto, alla Limonaia di Villa Strozzi, dove ci sono alcuni giochi che non sono sagomati alla maniera industriale, ma realizzati in legno e ricordano un treno, un aereo e sono stimolanti dal punto di vista creativo rispetto alle classiche casette dove ci si arrampica".

Veniamo ad un caso pratico: piazza Annigoni, è una piazza oppure il tetto di un parcheggio? "Firenze sta investendo molto sulle piazze, guardiamo all'Isolotto ad esempio. Detto questo, piazza Annigoni come è ora è il tetto di un parcheggio. Occorrerebbe pensare le piazze come fossero salotti ed arredarle di conseguenza: tenerle libere facilita l'uso perché puoi metterci ciò che vuoi, ma basterebbe poco per renderle vivibili. Restando su piazza Annigoni, pensiamo al percorso che c'è verso le Murate: una pavimentazione ondulata, alberi e panchine. Basta poco per rendere viva una piazza, servono le persone".
Ci sono "non piazze" che piacciono molto. "Esistono piazze dette "di risulta" che sono di avanzo rispetto all'urbanizzazione, eppure sono molto vissute perché probabilmente sono più accoglienti perché hanno uno scorcio suggestivo o si presentano in un certo modo. Serve soprattutto riconquistare il rapporto umano tra le persone ed i luoghi, con i cellulari siamo connessi con il mondo, ma non lo siamo più con i nostri luoghi".

Antonio Lenoci