​Firenze a vocazione turistica: nuovi flussi economici e sociali

Crescono le presenze turistiche che stanno cambiano la Città Metropolitana


 Firenze sta registrando flussi importanti, producono sviluppo economico ma trasformano la città. Negli ultimi anni il centro storico sembra essersi modellato sull'offerta turistica, non solo sotto l'aspetto dei pernottamenti in strutture sempre più extralberghiere ma anche con una proposta enogastronomica che occupa i vertici nella spesa turistica subito dopo il soggiorno e la ristorazione e se la gioca con la spesa per la cultura.

Da anni le categorie economiche segnalano il problema dei flussi mentre i dati non mancavano in tempi non sospetti quando già presentati alle prefetture sorprendevano per la mole di persone concentrate in determinate zone della città. Ma erano viste come rosee previsioni. 
Dopo anni di spinta del brand e comunicazione per accrescere l'appeal siamo arrivati ad uno status definito per certi aspetti "irreversibile" dove è scattato l'allarme sulla gestione del sistema.

Il presidente di Confesercenti Claudio Bianchi presentando un Convegno fiorentino ideato per approfondire la tematica confessa "Non mi piace parlare di turismo come fattore negativo perché in piena crisi economica noi abbiamo retto grazie a questo settore che vede Firenze tra le mete che riscuotono maggiore apprezzamento" però qualche riflessione occorre farla e per questo, ancor prima di mettere mano ai numeri la sensazione è quella di una estrema libertà di azione che andrebbe "regolamentata e governata" per gestire questa entrata e non subirla con un contraccolpo sul tessuto sociale.
Aumentano i trolley, ma diminuiscono i residenti. A dirlo sono i dati forniti da Alessandro Tortelli del Centro Studi Turistici che mette in evidenza nuove abitudini "Aumentano le presenze in città - spiega Tortelli - soprattutto tra maggio e settembre con un picco tra luglio ed agosto, esattamente in concomitanza dello svuotamento dovuto all'esodo verso località di mare e montagna". Una città che si scambia la popolazione con il resto del mondo.

Come arrivano? Al primo posto c'è il mezzo proprio, seguono il treno, bus turistici e camper. Nell'immediato futuro saranno interessanti i dati forniti dai parcheggi scambiatori e dai nuovi attrattori del trasporto extraurbano come ad esempio l'HUB Foster.
Sono quasi 6 milioni i pernottamenti stimati in strutture ricettive non ufficiali per l'anno 2016. Ma un dato curioso che sembra essere anche una tendenza è il pernottamento fuori dal capoluogo "I turisti vivono Firenze dopo aver sistemato i bagagli nei comuni dell'hinterland, nelle zone turistiche decentrate". 
 Quando sono a Firenze cosa fanno? I dati estratti dalla geolocalizzazione degli apparecchi smartphone (Vodafone) delineano percorsi che si attestano attorno a Duomo ed Uffizi, per poi comprendere Accademia, Palazzo Vecchio e Palazzo Pitti con i percorsi spesso 'obbligati' che queste mete richiedono da Ponte Vecchio a via Martelli, via Ricasoli.
Un grande successo lo hanno ottenuto negli ultimi anni i Musei Civici Fiorentini che hanno visto aumentare il numero di biglietti staccati.

Le prenotazioni che avvenivano attraverso agenzie ed associazioni sono oggi all'80% totalmente autonome attraverso le piattaforme digitali di riferimento e proprio l'era digitale ha portato in città la Sharing Economy.
Su Booking nel 2017 sono censite 3657 strutture di cui 457 hotel, 337 B&B e 2719 appartamenti oltre residence, ostelli, ville ed agriturismi.
Le proposte Airbnb sono raddoppiate dal 2014 arrivando a toccare i 9000 annunci tra appartamenti e stanze private. Su 8887 annunci sono oggi 52 le stanze condivise presenti sul mercato turistico fiorentino, ovvero 52 host propriamente detti.

Il mercato immobiliare suscita perplessità a presidente e vice presidente di Confesercenti, Bianchi punta l'attenzione sulla fuga dei residenti anche in aree come Le Cure e Campo di Marte "Che stanno diventando come il centro storico" e Cristina Pagani, presidente Assohotel auspica una maggiore attenzione al fenomeno dell'investimento sugli affitti brevi.
Si tratta infatti di un trend che vede interessati non solo i fiorentini che una volta liberati gli immobili non affittano più con contratti 3+2 o 4+4 e si gettano sul mercato turistico ma anche gli investitori stranieri attratti dalla possibilità di acquistare appartamenti caratteristici da trasformare in camere con bagno.
Gli addetti del settore alberghiero si sentono così stretti nella morsa, sottoposti alle incombenze dovute alle strutture organizzate subiscono oggi la concorrenza degli host e degli affittacamere. Secondo Tortelli "Se non vediamo più una o due stelle è perché quelle strutture hanno preferito trasformarsi in affittacamere".

Attorno al turismo ruota l'economia degli esercizi commerciali dove l'offerta si sta sempre più trasformando per andare incontro alle esigenze di chi frequenta realmente le strade fiorentine ovvero chi proviene da fuori e soggiorna brevemente in città con il desiderio di vivere una esperienza. 
Ma c'è anche l'economia pubblica con una voce di Bilancio arrivata a quota 33 milioni di Euro, è la Imposta di Soggiorno che se da una parte serve per restituire servizi alla città, e dunque ai turisti, dall'altra è vista come un sostegno alla cittadinanza poiché abbassa le aliquote fiscali.

Confesercenti stimola con un Convegno riflessioni e proposte, che provengono da chi vive ed opera quotidianamente in città, con l’obiettivo di coniugare crescita, organizzazione, legalità e qualità della presenza turistica sul territorio. Alla tavola rotonda hanno preso parte: Anna Paola Concia, Assessora al Turismo del Comune di Firenze, Marco Carrai, Presidente Toscana Aeroporti Spa, Francesco Tapinassi, Dirigente alle politiche del Turismo del MIBACT, Antonio Bugatti, Fondazione Architetti Firenze, Cristina Pagani, Presidente Assohotel Firenze.

Antonio Lenoci