Fenomeno Blue Whale in Toscana, indagini a Siena

​Sarebbero stati segnalati a Siena e in provincia nei giorni scorsi alcuni episodi sospetti 


Secondo la Questura di Siena alcune segnalazioni giunte dalla provincia toscana sarebbero "riconducibili al fenomeno denominato Blue Whale” per questo gli agenti hanno affrontato assieme a docenti e genitori alcuni approfondimenti interrogando i ragazzi coinvolti.
Il fenomeno suscita reazioni contrastanti sul web, l'eccessiva esposizione mediatica rischia di alimentare il passaparola, al tempo stesso parlarne, per alcuni, è il primo passo per far conoscere agli interessati i rischi cui vanno incontro.

Il tema è molto delicato anche da un punto di vista giornalistico tanto che l'Ordine regionale della Toscana pone molta attenzione in sede di formazione obbligatoria a quelle che sono le dinamiche che portano o meno a divulgare informazioni in merito ai casi di cronaca, questo perché il rischio di emulazione è alto anche per chi racconta il fenomeno. 

Di cosa si tratta? "Nato in Russia - ricordano gli inquirenti senesi - il pericoloso “gioco” velocemente diffusosi attraverso il web, prevede che un adolescente, segua un percorso consistente in una escalation di atti di autolesionismo, seguita a distanza da un curatore, sino a giungere al suicidio".
La Polizia di Stato racconta i fatti attraverso un post su Facebook: "Si sono registrati, in effetti, soprattutto nell’ultimo mese, numerosi suicidi o tentativi di suicidio posti in essere da ragazzi proprio per aver aderito al Blu Whale. In particolare, sono giunti all’attenzione anche della Questura di Siena almeno due episodi, in uno dei quali è apparso subito evidente che una minorenne era rimasta coinvolta nel gioco mortale”.

Un dirigente scolastico e un insegnante di una scuola secondaria della provincia hanno segnalato alla Polizia di Stato il caso di una ragazza di 13 anni, che era stata notata a scuola con dei tagli sull’avambraccio sinistro e sul palmo di una mano "La ragazza, si era procurata un’incisione con la scritta F57 e una lacerazione riproducente la parola Yes sulla coscia destra. Immediatamente sono stati allertati i genitori dell’adolescente e i servizi assistenziali, cui è seguita la segnalazione alle altre autorità competenti".

Nel corso delle indagini la giovane ha riferito agli inquirenti che, "tramite telefono cellulare, ha avuto contatti sulla rete e ha iniziato a seguire il percorso Blue Whale, sia perché attratta dal crescente interesse sul tema e sia perché stava attraversando un periodo di forte crisi individuale, tipico dell’età adolescenziale. Il pronto intervento della Polizia di Stato, supportato dai docenti scolastici, ha evitato che la ragazza potesse continuare in un percorso che, come la cronaca di questi giorni dimostra, già si è rivelato letale in tante altre occasioni. Il telefono cellulare della ragazza è stato sequestrato e sono in corso ulteriori indagini allo scopo di individuare il curatore”.

Anche un altro giovane, che presentava dei tagli superficiali sugli avambracci, è stato segnalato alla Polizia di Stato "Le immediate indagini, avviate anche con la preziosa collaborazione dei genitori, hanno portato ad escludere che il minore, sebbene a conoscenza del “gioco”, vi avesse aderito. Il telefono cellulare del ragazzo è stato comunque consegnato ai poliziotti spontaneamente per i successivi approfondimenti".

Redazione Nove da Firenze