Elezioni comunali 2024 a Firenze: le chiavi di Sara Funaro

L’assessora a Educazione, Welfare ed Immigrazione del Comune è la candidata sindaca della coalizione di centrosinistra

Nicola
Nicola Novelli
25 dicembre 2023 18:23
Elezioni comunali 2024 a Firenze: le chiavi di Sara Funaro

FIRENZE- E’ l’assessora a Educazione, Welfare ed Immigrazione del Comune di Firenze, Sara Funaro, la candidata sindaca del PD per la coalizione del centrosinistra alle elezioni amministrative del 2024. La psicoterapeuta, grazie all’appoggio della segretaria Elly Schlein e del presidente della Regione Eugenio Giani, è anzi la favorita nella corsa elettorale del 9 giugno.

L'assemblea cittadina del Pd a San Bartolo a Cintoia ha ratificato, nelle settimane scorse, la decisione con 137 voti favorevoli su 177. Funaro non si sottoporrà neanche alle primarie, come stava chiedendo l’ex collega di Giunta e compagna di partito, Cecilia Del Re.

Merito della nuova segreteria Pd, che ha resistito alla tentazione di rifiutare la proposta avanzata dal sindaco uscente, al congresso sostenitore di Stefano Bonaccini. Funaro è espressione della politica degli anni passati, ma non è nemmeno un salto nel vuoto, come avrebbe rischiato di significare l'indicazione da Roma di un nome nuovo, oppure una candidatura "più di sinistra", magari concordata con il Movimento 5 Stelle, che aveva "offerto" un nome eclatante, ma destinato a una sconfitta certa e altrettanto roboante, quello dello storico dell'arte Tomaso Montanari.

Allo stato dei fatti Funaro è la favorita alla corsa per Palazzo Vecchio. Le basterà non disperdere lo zoccolo duro, che i sondaggi le accreditano, semplicemente evitando di commettere errori in campagna elettorale. Vediamo perché.

Approfondimenti

La candidata

Sara Funaro ha il pedigree giusto per sedere nella sala di Clemente VII. E’ fiorentina (nata il 12 maggio 1976), nipote dello storico sindaco Piero Bargellini che governò la ricostruzione dopo l'alluvione del 1966. E’ laureata in psicologia clinica e di comunità all'Università di Firenze. Ha una famiglia per metà ebrea e per l’altra cattolica, in una città in cui il consenso elettorale della curia ha ancora il suo peso.

Nella seconda consiliatura del sindaco Nardella, dirige l'assessorato al Welfare e Sanità, Accoglienza e Integrazione, Casa e Pari Opportunità. In questo ruolo ha sviluppato un buon rapporto con l’ambiente del terzo settore e delle cooperative (più bianche che rosse) ed è conosciuta anche nell’ambito delle associazioni categoria professionale e imprenditoriale.

E’ noto il suo sincero impegno per il sociale e i diritti umani, non soltanto in quanto cugina di Lorenzo Bargellini, leader del movimento di Lotta per la casa, recentemente defunto. Ma anche per essersi distinta personalmente dopo l'omicidio di Idy Diene del marzo 2018, nel reindirizzare l’opinione pubblica cittadina, che nei giorni successivi tendeva a derubricare il delitto, dimenticandone il rilievo razzista. In politica ha avuto un atteggiamento saggio e paziente, qualità mancate ad alcune colleghe di Giunta, poi “punite” da Nardella, a causa della loro autonomia.

Dunque tutto già deciso? Funaro non corre alcun rischio?

Lo slogan

La sua esperienza di giunta è un vantaggio e allo stesso tempo un ostacolo. In campagna elettorale Funaro dovrà riuscire a sganciarsi dall’inerzia amministrativa di un quarto di secolo di governo cittadino targato Pd. I concorrenti potrebbero imputarle gli errori delle giunte comunali che la precedono, da Mario Primicerio a Dario Nardella.

Qualche esempio? 25 anni per realizzare soltanto la metà del progetto tranviario e solo su un lato della città, lasciando l’altro completamente sguarnito. Oppure il garbuglio politico in cui si è cacciato l’attuale sindaco con la pervicace volontà di ristrutturare lo stadio Franchi in proprio, senza disporre delle adeguate risorse finanziarie. O ancora l’interminabile cantiere di restauro del ponte Vespucci, iniziato dopo il crollo del ponte Morandi. Se non ché a Genova ne hanno inaugurato da tempo uno nuovo, mentre in riva d’Arno non si intravede la fine dei lavori.

La lista potrebbe continuare a lungo: ci fermiamo qui per carità di patria. Del resto la Funaro non è responsabile che in minima parte delle scelte accentratrici di Nardella. Ma la candidata sindaca del Pd dovrà sapere smarcarsi dall’identificazione con il suo predecessore.

Come? Tracciando nelle prossime settimane un programma innovativo di governo e dando risposte alle domande irrisolte di Firenze: crede davvero nel progetto miliardario di sotto-attraversamento ferroviario? E invece non crede nell’assai più facile (ed economico) allungamento della pista aeroportuale di Peretola? Riesce a promettere un’accellerazione dei cantieri tranviari per realizzare la nuova rete, prima che la rivoluzione tecnologica (il combinato disposto di trazione elettrica, vetture a guida autonoma e car sharing) rendano l’infrastruttura ingombrante e obsoleta, grazie al conseguente dimezzamento del parco circolante?

Dunque urge un programma forte, non per la città del 2030, ma quella del 2050, una visione di lungo periodo che tracci, almeno idealmente, il percorso politico di Funaro e dei suoi successori nella trasformazione urbanistica. Allora lo slogan potrebbe giocare con l’assonanza tra il nome della candidata e il suo protendersi al futuro, tipo “Firenze Sarà”. Sara ha buone idee? E’ arrivato il momento di tirarle fuori.

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