Disabili, sciopero della fame a Palazzo Vecchio

Questa mattina un presidio di protesta in piazza della Signoria da parte di alcuni disabili gravi


"Il Comune di Firenze eroga finanziamenti largamente insufficienti a persone disabili che hanno bisogno di molta assistenza" così l'Associazione Vita Indipendente ONLUS.

Questa mattina un disabile grave ha minacciato di intraprendere lo sciopero della fame, sotto Palazzo Vecchio è arrivata l'assessore al Welfare Sara Funaro per incontrare l'uomo.

"Non può camminare, non può usare le mani, parla con grande difficoltà ed è solo al mondo. Il Comune di Firenze gli ha tolto il finanziamento perché non riesce a rendicontare tutti i numerosi assistenti a cui è costretto a fare ricorsoQuesto disabile sta subendo la condanna a morte perché ha commesso il “reato” di nascere e perché non ce la fa materialmente a rendicontare tutte le ricevute. E altri disabili gravi stanno per fare la stessa fine" spiegano dall'associazione.

"disabili gravi sono costretti a ricorrere a tanti assistenti diversi per tappare i vari buchi nel corso della giornata. Improvvisamente, il Comune di Firenze pretende la rendicontazione di questa spesa. Se il Comune di Firenze ci desse finanziamenti sufficienti per assumere regolarmente a tempo pieno un numero adeguato di assistenti personali, sarebbe giustissimo rendicontare tutta la spesa".

L'assistente a volte arriva per una emergenza improvvisa o per poche ore "per un disabile grave è impossibile rendicontare tutto questo con tutti gli adempimenti fiscali e dell’Inps. Non è certo per cattiva volontà, ma è che il Comune non può chiedere l’impossibile".

In conclusione "Il Comune di Firenze ha sospeso brutalmente i finanziamenti per l’assistenza personale indispensabile per vivere viceversa, fra l'altro, i parlamentari e i consiglieri regionali ricevono consistenti finanziamenti per le loro spese senza dover rendicontare niente

Il Consigliere regionale Mauro Romanelli e il Consigliere comunale Tommaso Grassi, presenti stamani al presidio: "Pensiamo a cosa significhi per un disabile che ha bisogno di una assistenza continua vedersi interrompere il contributo mensile con cui paga i propri assistenti e quale possa essere la reazione di fronte all'improvvisa interruzione della certezza di poter contare su questo piccolo ma determinante sostegno da parte del Comune. Capiamo - dicono i Consiglieri Grassi e Romanelli - come in casi di disabilità grave possa essere difficile mettere in lista tutte le spese sostenute per le persone che si occupano di rendere possibile la vita quotidiana a chi non è autosufficiente e ci chiediamo, pur nel momento di difficoltà economica dell'ammistrazione, come mai si sia scelto di andare all'improvviso a colpire una fascia debole senza aprire, nella legittima analisi delle procedure, una discussione con i diretti interessati e con le associazioni dei disabili"

Redazione Nove da Firenze