Costa toscana: dalla crisi alle strategie di sviluppo

La realizzazione della Tirrenica rappresenterebbe un punto di svolta per l'intera economia costiera


PIOMBINO - "Sono troppe le scelte strategiche che languono. Pur apprezzando il lavoro fatto per l'addendum, credo che complessivamente non ci sia la dovuta attenzione né per Aferpi né per la costa toscana. E senza una piattaforma unitaria e condivisa sulla quale tutte le forze toscane puntino di comune accordo, non riusciremo a cavarne le gambe" questa la sintesi e l'appello finale che il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha rivolto ai partecipanti alla cabina di regia territoriale per la realizzazione dell'Accordo di programma per Piombino, convocata stamattina presso la presidenza della Regione.
Numerose le questioni al centro dell'incontro al quale, presenti gli assessori regionali Cristina Grieco e Vincenzo Ceccarelli, oltre al consigliere del presidente, Gianfranco Simoncini, hanno partecipato, tra gli altri, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, quello di Collesalvetti, Lorenzo Bacci, l'assessore di Rosignano Piero Nocchi, e Jari de Filicaia consigliere della provincia di Livorno, l'Autorità portuale e le organizzazioni di categoria, oltre al consigliere regionale, il livornese Francesco Gazzetti.

Il presidente ha ripercorso le principali questioni sul tappeto, a partire da quella dell'addendum al contratto del 2015 siglato pochi giorni fa tra Aferpi e il liquidatore. Rossi ha detto di non essere ancora in possesso del testo sottoscritto dalle parti e di volergli dedicare una riunione specifica non appena tutti avranno avuto l'opportunità di leggerlo.

Ha comunque ribadito il suo giudizio positivo sulle parti di cui ha avuto notizia perché permette di "fare punto e a capo" e dà prosepettive ai lavoratori e date certe a cui far riferimento, augurandosi che le banche italiane concedano finalmente i finanziamenti attesi dall'imprenditore algerino Rebrab. Ha detto poi che la prossima settimana ha in programma una riunione in Regione con il Comune e Aferpi per esaminare il progetto aziendale di pulizia e disinquinamento delle aree.

"C'è poi – ha proseguito Enrico Rossi - la partita che stiamo giocando con Bruxelles – alla Commissione aiuti di stato. Vale 30 milioni di euro e forse riusciremo a sbloccarli visto che quello per la realizzazione del forno elettrico è un progetto prototipale".

Quella con Fidi Toscana è invece una partita da 20 milioni di euro, che potrebbero contribuire ad accrescere il circolante a disposizione di Aferpi, che ha da poco annunciato lo sblocco di altri 50 milioni di euro destinati a questo scopo.

Vale invece 70 milioni di euro la questione bonifiche, che Regione e Comune hanno sbloccato. Ad ottobre si concluderà l'iter della variante e nel 2018 dovrebbero partire i lavori.

Appaiono buone le prospettive annunciate dalla Neri San Giorgio quanto al bacino di carenaggio, mentre Rossi ha detto di voler sollecitare fin dalla riunione di domani al Mise il ministero ad accelerare sullo smantellamento delle 20.000 tonnellate di navi militari.

Sempre domani il presidente chiederà se finalmente il Governo ha staccato l'assegno da 25 milioni di euro destinato a finanziare la cosiddetta bretella.

"Anche alla luce degli ultimi avvenimenti - questa la valutazione finale a conclusione delle riunioni dedicate oggi a Livorno e Piombino - resto più che mai convinto che anche per Piombino, come per l'intera costa toscana, serve una piattaforma unitaria e condivisa da tutti i soggetti in campo su cui tutti, ciascuno nel proprio ambito e secondo i propri ruoli e le proprie competenze, possa lavorare e premere per la sua realizzazione".

"Chiedo che sulle vicende portuali non si perda ulteriormente tempo, anche perché ne abbiamo atteso fin troppo. Vorrei che tra quindici giorni le questioni sul tappeto fossero chiarite tutte e ci dotassimo di un cronoprogramma attraverso il quale permettere ai cittadini di prendere visione dello stato in cui si trovano le varie questioni e a noi di poterne monitorare i tempi di attuazione" con questa dichiarazione di intenti che il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha concluso i lavori della cabina di regia.

La gara per la piattaforma Europa è stata prorogata al 30 settembre a causa delle numerose richieste pervenute e dell'interesse mostrato da vari soggetti. Rossi ha detto che per la realizzazione dello scavalco siamo alla fase conclusiva e che sono stati presi accordi con Rfi perché i lavori partano nel 2018 anche a seguito di un protocollo generale sulle ferrovie in Toscana da firmasi entro l'estate.

E' stata data informazione che è in atto una verifica del progetto alla luce delle nuove normative per quanto riguarda il tema dei dragaggi. Rossi ha ricordato come la Regione abbia messo a disposizione da tempo 25 milioni per la realizzazione dell'opera, di cui 12,5 già nel bilancio 2017 e che, nel prendere atto di una decisione di project review questa debba concludesi senza intollerabili slittamenti di tempi.

"Sul riconoscimento della zona franca doganale – ha osservato il presidente Rossi – stiamo segnando il passo. Si tratta di una possibilità prevista dall'articolo 4 dell'Accordo di programma, ma non siamo stati in grado di compiere progressi. Domani, alla riunione che avrò al Ministero dello sviluppo economico, chiederò la convocazione a breve del tavolo nazionale su questo punto insieme ad una verifica con il ministero dei trasporti su piattaforma Europa".

Uno dei temi sollevati nel corso dell'incontro è stato quello dell'ospedale. Rossi ha detto che si preoccuperà di dare una risposta definitiva e in tempi rapidi perché "la strada della ristrutturazione non è quella migliore per dare ai livornesi ciò di cui hanno diritto: un ospedale moderno e adeguato alle loro esigenze, come accade nel resto della Toscana".

"Ce ne facciamo carico. – ha promesso il presidente – Faremo incontri con il Comune per risolvere la questione e dare ai livornesi risposte definitive e corrette. E' stata infine affrontata la questione del bacino di carenaggio, rispetto alla quale è stato deciso il coinvolgimento di Comune e Provincia, chiamati insieme all'Autorità portuale a fare in modo di sbloccare la questione attraverso la rimozione della nave che attualmente lo occupa.

Intanto sono 96 le Unità di lavoro aggiuntive (ULA) previste a Livorno nel caso in cui tutti i progetti presentati lo scorso 30 giugno dalle aziende per ottenere i finanziamenti previsti dai protocolli di insediamento risultassero ammesse a contributo.
Al momento sono in corso le firme dei contratti relativi ad 8 progetti presentati lo scorso 31 ottobre e già approvati, per un contributo regionale a fondo perduto pari a 3,8 milioni di euro, che non esaurisce la disponibilità che era di 10 milioni.

Cinque giorni fa è scaduto il termine per la presentazione delle altre domande che concorrono all'assegnazione dei circa 6,2 milioni di euro ancora disponibili. E sono state 13 le domande giunte agli uffici regionali, per un totale di contributi richiesti pari a oltre 8 milioni, che le valuteranno.

Le risorse disponibili al momento non sarebbero sufficienti a finanziare tutte le nuove domande, ma, come detto, se tutte potranno essere accolte e finanziate, genereranno occupazione aggiuntiva per 96 posti di lavoro.

Redazione Nove da Firenze