Rubrica — Spettacolo

Cinema: ‘Zoroastro', anteprima a La Compagnia

Appuntamento con ‘La magnifica ossessione del volo: Zoroastro’ di Giuseppe Ferlito, domenica 26 novembre alle 21 a La Compagnia


Firenze– Appuntamento con ‘La magnifica ossessione del volo: Zoroastro” di Giuseppe Ferlito, domenica 26 novembre alle 21 a la Compagnia (via Cavour 50/r, Firenze). Il film, che verrà presentato in anteprima, s’ispira alla storia vera di Tommaso Masini, detto Zoroastro di Peretola, pioniere del volo. L’ingresso è gratuito. Ad introdurre sarà il presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani; saranno presenti il regista e il critico Giovanni Bogani.

‘Zoroastro’ era il nome “d’arte” che si era scelto Tommaso Masini, nato nel 1462, personaggio appassionato di magia e occultismo ma anche esperto di pittura e di meccanica. Amico e complice inseparabile di Leonardo da Vinci, Zoroastro sperimentò la macchina del volo che Leonardo aveva concepito, lanciandosi dalla parete di roccia del monte Céceri, presso Fiesole. Planò per almeno mille metri, prima di schiantarsi.

Nel film un ventenne di oggi – Lorenzo Provvedi – sogna di ripercorrere quel volo, e costruisce due grandi ali identiche a quelle disegnate da Leonardo. Una ‘magnifica ossessione’ che mette in crisi la relazione con la fidanzata, interpretata da Letizia Toni.

Il film è stato girato al museo Leonardo da Vinci, nella Galleria del vento di Milano e fra i boschi del monte Céceri. Troupe e cast sono tutti formati da allievi della scuola di cinema Immagina, che Giuseppe Ferlito dirige da vent’anni. Siciliano, 63 anni, ha diretto numerosi lungometraggi e ha vinto l’Airone d’oro al MISFF di Montecatini. Fra i suoi lavori, “Femmina” (1998) con Monica Guerritore e Roberto Farnesi, e “Infernet” (2016) con Remo Girone, Ricky Tognazzi e Daniela Poggi.

Nel cast di “Zoroastro”, oltre a Lorenzo Provvedi e Letizia Toni, Fabio Baronti, Pier Ferruccio Rossi, Salvatore Pulzella, Misha Tarasiuk, Francesca Chiari, Filippo Dispensieri, Cyro Rossi, Walter Nestola, Gianna Sestieri, Roberto Iandelli.

Redazione Nove da Firenze