Chiusura anticipata in area Unesco: è solo l'inizio?

Confartigianato Firenze: “La rabbia degli imprenditori per i comportamenti scellerati di alcuni”. CNA Toscana Centro: "Evitare una nuova e incomprensibile chiusura per Acconciatori ed estetiste. A rischio la tenuta delle imprese e un favore all'abusivismo". Confartigianato Alimentazione: “No ai divieti letali previsti nella fase di lockdown: danni irreversibili per molte imprese“. Domenica 18 ottobre "Giornata di sensibilizzazione nazionale sull'Artigianato Artistico Manuale"


Firenze, 16 ottobre 2020- “Gli imprenditori sono davvero arrabbiati. La situazione sta precipitando e in un’ottica sanitaria le scelte dell’amministrazione sono giuste, ma fa male vedere come i comportamenti scellerati di alcuni stiano facendo ripiombare in un incubo ancora peggiore le attività commerciali già duramente provate”. Così il presidente di Confartigianato Imprese Firenze, Alessandro Sorani, commenta l’ordinanza del Comune di Firenze che prevede restrizioni nell’area Unesco della città. “La stretta decisa del Comune è stata necessaria e non più rinviabile, ma chiudere le piazze è la sconfitta per tutti, il fallimento del senso civico. Come imprenditori abbiamo paura per il nostro futuro: un nuovo lockdown decreterebbe la fine certa per tante attività”.

“Gli ultimi dati Istat -afferma Alessandro Lapucci, Portavoce Acconciatori CNA Toscana Centro- confermano il dilagare di un fenomeno che mette a repentaglio la salute dei cittadini e la tenuta degli operatori che rispettano le regole, tanto più in questa fase di emergenza sanitaria nell’assicurare l’osservanza dei protocolli. Nel 2018 il tasso di irregolarità di acconciatori e centri estetici risultava pari al 27,1%. Si tratta del valore più alto osservato tra i vari settori e che supera di gran lunga quello medio nazionale (14,2%). Le imprese regolari del settore sono oggi chiamate a convivere con l’esercizio abusivo della professione”.

“Il lockdown tra la fine di marzo e la prima metà di maggio, sostiene la Portavoce Estetiste della CNA Toscana Centro, Catia Rigotti, ha messo in fortissima difficoltà le attività che riguardano la cura e il benessere della persona che risultano essere tra quelle maggiormente colpite dalla pandemia, essendo state, inoltre, tra le prime a chiudere e le ultime a riaprire. L’abusivismo, oltre a mettere a repentaglio la salute dei clienti e a vanificare lo sforzo collettivo di contenere il contagio, getta discredito sulle imprese che operano nel rispetto della legalità”.

Rigotti e Lapucci lanciano poi un accorato appello: “Va evitata a tutti i costi la possibilità di una seconda chiusura delle imprese del settore che dimostrano quotidianamente di operare con il massimo rispetto e rigore delle norme e dei protocolli di sicurezza e sono disponibili a confrontarsi con le istituzioni per individuare le soluzioni più efficaci. Nuove restrizioni invece rischiano di compromettere la continuità delle imprese e acuire il fenomeno dell’abusivismo rispetto al quale CNA sollecita da tempo un impegno ancora più incisivo da parte delle autorità locali affinché siano intensificati i controlli”.

"In considerazione delle voci secondo le quali il Governo potrebbe ripristinare alcune misure già adottate nel periodo marzo – aprile 2020 - ovvero vietare l’attività di vendita diretta anche per il solo asporto – per le imprese del settore dolciario (cioccolaterie, gelaterie, pasticcerie, yogurterie e assimilabili) con l’intento di contrastare la diffusione del Covid-19Confartigianato nazionalechiarisce Fabrizio Piervenanzi, presidente di Confartigianato Alimentazione Toscana - accogliendo le giustificate preoccupazioni e richieste delle nostre imprese, ha inviato una lettera indirizzata al Ministero dello Sviluppo Economico e al suo Direttore Generale della Politica Industriale, l’innovazione e le PMI, sottolineando l’incongruità delle misure prese a suo tempo e chiedendo che non vengano quindi riproposte. Per non aggiungere ai danni subìti, altri danni, che questa volta potrebbero essere letali per tantissime imprese che comunque hanno resistito finora. Contestualmente, nella lettera indirizzata al Ministero, Confartigianato ha invitato a sostenere, a parziale recupero dei danni economici subiti, le nostre imprese, ottimizzando gli interventi a loro favore, magari estendendo loro il bonus contenuto nel DL Agosto, riservato inizialmente ai ristoranti e alle mense e poi, successivamente previsto solo per i ristoranti annessi alle aziende agricole, somministrazione negli alberghi e catering per eventi. Confartigianato, conclude Piervenanzi, continuerà a seguire e ad agire di conseguenza con tutti i suoi livelli di rappresentanza (provinciale, regionale e nazionale) ed il suo staff tecnico, per stare accanto alle imprese e supportarle, a maggior ragione in questo periodo particolarmente difficile".

Un coordinamento di varie realtà artigianali della Toscana organizza, domenica 18 ottobre a Firenze nel quartiere di Santa Croce, un flash mob con installazioni e performance che racconteranno il lavoro, le continue restrizioni regionali e la necessità di una legge nazionale di sostegno e tutela. Saranno anche presenti urbanisti, antropologi e varie figure del mondo accademico e culturale: "Alle difficoltà generate dalla pandemia, con fiere e manifestazioni cancellate un pò dovunque, si sono aggiunte le limitazioni operate dal Comune di Firenze e dalla Regione Toscana, che hanno prodotto un modello negativo unico nel panorama nazionale. In altre regioni, i mercatini artistici e rurali sono stati i primi a ripartire, godendo a volte di incentivi e sostegno da parte di molte amministrazioni locali -spiegano gli organizzatori- Crediamo sia necessario ricordare che la nostra attività e la ricerca storiografica dei tanti artigiani manuali e creativi sono elemento cardine di questo paese, promossi e tutelati dalla nostra costituzione agli articoli 45 e 117. La scelta di escludere gran parte di queste figure dai regolamenti comunali e da una legge regionale sul commercio che incasella in un'unica figura di Hobbista le tante partite IVA artista e i cosiddetti operatori dell'ingegno creativo, contrasta fortemente con tali richiami costituzionali. Le vicende regionali si aggiungono ad una crisi del settore che ha portato alla chiusura di migliaia di piccole imprese artigiane e all'estinzione di tante attività manuali. A questa crisi non si è scelto di rispondere offrendo identici strumenti di sostegno, ma cavalcando quell'idea scellerata che tagliare qualcosa ad alcuni (i più piccoli) avrebbe restituito qualcosa ad altri (le imprese artigiane). E' significativo che molte realtà nazionali si siano unite a noi, offrendo una concreta solidarietà. Da Bologna a Milano, da Pisa a Palermo, da Faenza a Greve in Chianti, decine di piccoli artigiani e creativi hanno manifestato il loro sostegno ritraendosi con cartelli che rivendicano la volontà di esistere".

Redazione Nove da Firenze