C’è una parentopoli PD nel Consiglio comunale di Firenze?

Una lettera anonima scuote il gruppo consiliare con rivelazioni sul conto dei membri, dopo le dimissioni di Pastorelli

Nicola
Nicola Novelli
04 marzo 2024 07:47
C’è una parentopoli PD nel Consiglio comunale di Firenze?

FIRENZE- Il Consiglio comunale è convocato per oggi pomeriggio nel Salone dei Duecento di Palazzo Vecchio. All’ordine del giorno la delibera del presidente Luca Milani per la convalida di Susanna Della Felice in surroga del consigliere Francesco Pastorelli.

Quest’ultimo ha preso la decisione di dimettersi dopo che esponenti di Fratelli d’Italia avevano presentato interrogazioni in Consiglio comunale e regionale sulla sua presunta incompatibilità rispetto agli incarichi assunti come presidente della Commissione mista conciliativa dell’Azienda USL Toscana Centro e dell’Azienda ospedaliera di Careggi, all’affidamento dell’incarico professionale da parte di Casa SpA, società partecipata dal Comune, e all’incarico di supporto giuridico per il Nucleo tecnico di qualità della medesima USL. L’interrogazione dei consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, Francesco Torselli e Vittorio Fantozzi, rilevava anche la parentela tra Francesco e Stefano Pastorelli, nominato tra i consiglieri di Società Sviluppo Toscana.

Pastorelli però potrebbe essere soltanto il primo di una serie di esponenti Pd dimissionari (o non ricandidabili) da qui alle prossime elezioni comunali. Perché nei giorni scorsi una lettera anonima è stata recapitata sulla scrivania del presidente del Consiglio comunale e di tutti i capigruppo di Palazzo Vecchio. La missiva segnala presunte incompatibilità e conflitti di interesse di almeno otto esponenti fiorentini del Partito Democratico, cinque dei quali siedono in Salone de’ Dugento.

Approfondimenti

L’autore dichiara di essere un dipendente dell’amministrazione fiorentina, che non si firma per timore di ritorsioni. Chi credesse che l’anonimato possa sminuirne il valore si sbaglia. Dopo il recepimento della Direttiva UE n. 1937 del 2019, con il Decreto legislativo n. 24 del 10 marzo 2023, anche la legge italiana protegge “le persone che segnalano violazioni delle disposizioni normative nazionali” sia in ambito pubblico che privato. Per dare rilevanza a una denuncia anonima è sufficiente che il suo contenuto abbia concretezza. E la missiva indirizzata anche al Segretario comunale di Firenze ne ha da vendere.

Per ciascun comportamento l’anonimo indica la violazione di un preciso articolo del Testo unico degli Enti locali, o del Decreto legislativo n. 39, che nel 2013 ha emanato disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico. Per questo la denuncia anonima verrà sicuramente presa in considerazione dalla sezione fiorentina della Corte dei Conti e dall’Autorità nazionale anti-corruzione, che l’hanno ricevuta per conoscenza.

Le fattispecie contestate dall’anonimo sono le più varie. Si parla di un consigliere Pd che è presidente di una società di calcio che ha in gestione un impianto comunale, di una consigliera che ha una posizione organizzativa in un ente regionale che percepisce contributi comunali e di un’altra che è dirigente di una federazione sportiva finanziata da Palazzo Vecchio. L’elenco continua con il presidente di un Consiglio di quartiere che presiede anche una società beneficiaria di contributi comunali, di una dirigente comunale sposata con il presidente di un’ente regionale di nomina politica, di un collaboratore della Città metropolitana che ha anche un ruolo rilevante nel Pd.

L’anonimo si dilunga in particolare sul conto di una famiglia, di cui il padre è presidente di una società partecipata dal Comune, la figlia consigliera comunale e la sorella di lui presidente di un Consiglio di Quartiere.

A prima vista questa denuncia anonima di incompatibilità pare plausibile. L’art. 78/2 del TUEL dispone che gli amministratori pubblici (di cui all'articolo 77, comma 2) devono astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri, o di loro parenti, o affini sino al quarto grado. Le presunte incompatibilità e conflitti di interesse saranno valutate da Anac e Corte dei Conti. A meno che, a tre mesi dalle elezioni comunali, i soggetti coinvolti non decidano motu proprio per le dimissioni, come ha fatto Pastorelli nei giorni scorsi.

Certo è difficile immaginare che gli esponenti menzionati dall’anonimo tornino a gremire le liste elettorali alle consultazioni del 9 giugno 2024. Si tratta dunque di un siluramento politico pre-elettorale? E’ forte il dubbio che le presunte incompatibilità e parentele potessero essere ignote all’interno del partito. Perciò in queste ore, nei cortili di Palazzo Vecchio si fantastica sopratutto sull’identità politica dell’anonimo.

C’è chi giura che il siluro sia stato sparato dalle parti della coalizione di destra che governa a Roma, nella speranza finalmente di conquistare Firenze grazie allo “scandalo”. Tuttavia appena pochi giorni fa esponenti di Fratelli d’Italia avevano denunciato le incompatibilità di Pastorelli. Non si capisce perché non avrebbero saputo fare altrettanto anche con gli altri consiglieri Pd.

C’è chi sostiene che la lettera sarebbe partita dal centro renziano, oppure dai nuovi transfughi di Firenze Democratica, delusi dall’ostracismo elettorale del Pd nei loro confronti. Ma non si può escludere nemmeno un regolamento di conti interno al partito per fare spazio a nuovi candidati nelle liste elettorali in vista del 9 giugno.

A onor del vero in Toscana nomine familiste sono state decise spesso. Da decenni il maggiore partito della sinistra agisce a Firenze come se nulla potesse toccarlo ed effettivamente ad ogni consultazione l'elettorato ha sempre confermato la sua leadership. E’ la mancata alternanza che inocula inevitabilmente il virus di una percepita impunità, che adesso però pare scricchiolare.

Alcune consiliature fa si ricorderà il caso del capogruppo Pd, che dopo aver redatto il regolamento urbanistico insieme al presidente dell’ordine degli architetti, aveva costituito con lui un’impresa immobiliare alla guida dei maggiori progetti della città. Più volte in passato si era vociferato di comportamenti discutibili di sindaci e di assessori anche se mai con assoluta certezza.

Stavolta invece la denuncia anonima è pesante. Quello che viene raccontato con dovizia di particolari è un clima “calabrese” con parentele che occupano in modo esteso la pubblica amministrazione. Stavolta non potrà passare sotto silenzio.

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