Casa in Toscana: tanti affitti turistici, ma torna il contratto di locazione

Firenze è una città dove si acquista per affittare, ristrutturazioni ed arredi seguono il trend del mercato turistico


Negli ultimi anni Firenze, il capoluogo toscano attraente per eccellenza, ha aperto le porte al turismo esperienziale aumentando offerte e standard qualitativi.
Il mercato del mattone ruota ancora attorno al volano del turismo, nonostante le novità degli ultimi mesi che vedono Firenze e la Toscana cercare soluzioni politiche e tecniche in grado di arginare il fenomeno degli affitti a breve termine, calmierare i flussi turistici e far emergere il reddito non dichiarato.

Si è parlato di "guerra ad AirBnB" ma dal colosso degli Host la prospettiva è diversa, AirBnB non si tira indietro davanti alla necessità di regolarizzare la gestione degli affitti turistici dal punto di vista fiscale e della sicurezza, anche se non mancano frecciatine in merito ad un sistema che viaggiava da anni senza una coordinazione ed oggi invece viene accusato di vivere nell'ombra.

Gli appartamenti immessi nel mercato degli affitti turistici sono aumentati, a seguito delle nuove acquisizioni, come ha ricordato settimane fa il SUNIA anche attraverso le aste dei beni pignorati. Questo avrebbe comportato la nascita di un indotto importante per la Toscana fatto di gestori di immobili cui viene data delega ad esempio di effettuare check-in e ceck-out, pulizie e servizi accessori, ma anche fornitori di biancheria, manutentori, ed ancora locali convenzionati per colazioni, pranzi e cene che sopperiscono alla ristorazione alberghiera. Una vera e propria rete nata sull'onda dell'ospitalità diffusa.

Un sistema nuovo che si è imposto nel segno però della tradizione ed inserito in una lacuna e che ha creato e crea preoccupazione e risentimento soprattutto in chi da anni opera seguendo le regole della ricettività turistica; burocrazia compresa.

Il sommerso nel turismo sta crescendo di anno in anno, determinando gravi conseguenze per i consumatori, per la collettività e per il mercato" è l'allarme lanciato da Federalberghi.
Secondo un sondaggio elaborato da Federalberghi / Incipit srl su dati Inside Airbnb, "ad aprile scorso, in particolare nella settimana di Pasqua, nella provincia di Firenze risultavano disponibili su Airbnb 11.393 alloggi, di cui: 8.344 (73,23%) riferiti ad interi appartamenti; 8.329 (73,10%) disponibili per più di sei mesi; 7.377 (64,75%) gestiti da host che mettono in vendita più di un alloggio".

Per quanto riguarda le regioni, la pole position spetta alla Toscana, con 34.595 alloggi, seguita dal Lazio con 32.663, dalla Lombardia, con 25.148 e dalla Sicilia con 23.020.

"Come Federalberghi apprezziamo i tentativi di dettare delle regole avviati dal Comune e dalla Regione, ma è tutto inutile se non si arriva ad una legge nazionale che normi un settore che rischia di andare incontro ad una espansione incontrollata” dichiara il presidente di Federalberghi Firenze, Francesco Bechi, di ritorno da Rapallo dove si è tenuta la 67a Assemblea nazionale.

“Proprio in questo giorni il Parlamento sta valutando l’introduzione di un decreto legge che assegna ai portali il compito di prelevare alla fonte la cosiddetta cedolare secca, pari al 21% del prezzo pagato dai clienti degli appartamenti in affitto. Ma bisognerà agire anche sotto altri aspetti, ad esempio in materia di igiene e sicurezza, di pubblicità ingannevole e, ancora, in termini di trasparenza: è necessario prevedere la comunicazione delle generalità degli alloggiati alla pubblica sicurezza. Infine va considerata l’imposta di soggiorno. Tutto questo per garantire pari regole/stesso mercato e dare al comparto turistico quella uniformità necessaria sotto questo profilo” conclude Bechi.

Ma nel settore immobiliare, funziona solo il mercato turistico? Dopo i segnali positivi che arrivano dal mercato delle transazioni immobiliari sembrano arrivare i primi segnali positivi anche da quello delle locazioni residenziali nelle grandi metropoli.

Forse il problema è stato anche l'offerta di immobili ritenuti "improponibili" da parte degli acquirenti?
Gli studi del settore presentano oggi un mercato ridimensionato in cui il mattone ha perso valore e le metrature richieste sono aumentate. Spiega ad esempio Tecnocasa "Dal 2013 in poi si nota nelle grandi città una diminuzione progressiva delle percentuali di domanda sui tagli più piccoli come monolocali e bilocali. Al contrario, si segnala un aumento delle richieste per le tipologie più ampie".

Niente più monolocali seminterrati in centro storico proposti magari come "luminosi e confortati, tipici e caratteristici"? Il classico taglio proposto poi ad un mercato 'di passaggio' e non ad un affittuario duraturo.
Si è mosso il mercato delle metrature più ampie e ci sono oggi potenzialità maggiori?

L'Ufficio statistiche Tecnocasa spiega che "Nel secondo semestre del 2016 i canoni di locazione delle grandi città sono in aumento: +0,1% per i monolocali, +0,5% per i bilocali e +0,4% per i trilocali. Su tutte le tipologie, per la prima volta, si vede un segnale positivo, attribuibile prevalentemente ad una diminuzione dell’offerta immobiliare e ad una migliore qualità della stessa. Anche in questo semestre tra coloro che alimentano la domanda di immobili in affitto si registrano numerosi casi di persone che non riescono ad accedere al mercato del credito.
Nella fascia di età più giovane, tra 18 e 34 anni, la percentuale di chi cerca casa in affitto è decisamente alta: 43,5%, a seguire la fascia di età compresa tra 35 e 44 anni che però sembra registrare una forte diminuzione rispetto ad un anno fa (da 30,8% a 24%)".

Relativamente alle motivazioni, "si evince che il 55,3% di chi cerca in affitto lo fa per trovare l’abitazione principale, seguono coloro che si trasferiscono per lavoro (36,1%) ed, infine, ci sono coloro che si trasferiscono per motivi di studio e che cercano casa vicino alla sede della facoltà frequentata (8,6%). Rispetto all’anno precedente si nota una diminuzione della percentuale di quest’ultima motivazione. La spiegazione potrebbe essere la minor mobilità dovuta al fatto che gli studenti scelgono università più vicine al luogo di residenza. La domanda di abitazioni in affitto si concentra in particolare sui bilocali (40,4%), a seguire il trilocale (35,3%)".

I prezzi? A Firenze la media è così distribuita: 480 Euro per un monolocale, 610 Euro il bilocale e 710 euro un trilocale.

Quello che è cambiato sensibilmente col tempo è l’utilizzo del canone concordato che si è attestato intorno al 27,2%, trovando sempre più consensi tra proprietari ed inquilini (in un anno è passato dal 20,3% al 27,2%). 

Redazione Nove da Firenze