Careggi: sette trapianti di rene in chirurgia robotica in 48 ore

Nei giorni scorsi eseguiti altri 3 interventi rene da donatore a cure fermo e 3 trapianti renali da donatore a cuore battente


A Careggi dopo il primo trapianto in Italia di rene da donatore a cure fermo con l’impiego del robot chirurgico, nei giorni scorsi, in 48 ore sono stati eseguiti altri 3 interventi dello stesso tipo e 3 trapianti renali da donatore a cuore battente. Una maratona per assicurare un buon esito al dono generoso e fragile di vite che si sono inevitabilmente spente lasciando una straordinaria possibilità di cura ad altri pazienti.

"Appena pochi giorni fa avevo commentato positivamente gli interventi di trapianto in chirurgia robotica eseguiti a Careggi - è il commento dell'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi - Ora l'elenco di questi interventi si è allungato. Non posso che esprimere la mia soddisfazione per questi enormi progressi resi possibili dalla chirurgia robotica, sulla quale la Toscana ha puntato molto; i miei complimenti alle équipe che hanno eseguito gli interventi; e soprattutto il mio grazie ai familiari dei donatori, che hanno dato il consenso all'espianto degli organi dei loro congiunti, consentendo così ad altre persone di continuare a vivere".

La Direzione di Careggi ringrazia innanzi tutto le persone che hanno donato e le loro famiglie ricordando tutti i professionisti sanitari, infermieri e medici che hanno operato contemporaneamente per portare a termine ogni donazione e il relativo trapianto. Grazie alla nuova organizzazione che l’Azienda ospedaliero – universitaria fiorentina ha potuto realizzare nell’ultimo anno è ora possibile il prelievo e il trapianto di più organi su più pazienti in contemporanea con l’attivazione e il coordinamento in tempi brevi di una notevole quantità di figure professionali e di sofisticate attrezzature. In 48 ore sono state attivate simultaneamente 3 sale operatorie e due robot chirurgici per eseguire interventi rapidi e sincronizzati nella costante urgenza di nuovi donatori e nuovi riceventi.

L'impegno organizzativo del trapianto robotico da cadavere è particolarmente complesso e tecnicamente avanzato, perché diversamente dal donatore vivente non è possibile programmare l'intervento, la cui esecuzione dipende da un evento difficilmente prevedibile come il decesso. Mentre nel prelievo di organi da cadavere a cuore battente la legge prevede sei ore per l'accertamento di morte encefalica, nel cuore fermo i tempi sono ulteriormente ridotti dalla necessità di prelevare gli organi fin tanto che la circolazione sanguigna è mantenuta sufficiente a ossigenare i tessuti. Questo è possibile grazie al sistema extracorporeal membrane oxygenation, il supporto vitale extracorporeo in grado di sostituire temporaneamente la funzione cardiaca.

L’intenso impegno organizzativo di Careggi ha potuto contare sul costante supporto dall’Organizzazione Toscana Trapianti e del Centro Nazionale Trapianti che hanno sviluppato con l’Azienda nuovi programmi di donazione, in particolare quello a cuore fermo che ha consentito di estendere in modo rilevante le possibilità di trapianto, creando le condizioni per una progressiva riduzione dei pazienti in lista di attesa.

Redazione Nove da Firenze