Cappella Brancacci, calcinaccio dal soffitto: chiusura al pubblico

Sono stati svolti subito sopralluoghi tecnici e lunedì inizieranno i lavori di ripristino


Il percorso museale della Cappella Brancacci all'interno della Chiesa di Santa Maria del Carmine in Oltrarno è stato chiuso per la caduta di un calcinaccio dal soffitto di una delle cappelle adiacenti.
Il calcinaccio, della grandezza di un pugno, è caduto da un’altezza di tre metri. Non ci sono stati feriti.
Sono stati svolti subito sopralluoghi tecnici e lunedì inizieranno i lavori di ripristino. Al momento il museo rimane chiuso.

Il museo della Cappella Brancacci riapre domani. Oggi è stato chiuso per le verifiche a seguito della caduta, mercoledì notte, di un frammento di stucco dal soffitto di una Cappella adiacente. A cadere è stato un frammento di ala di un angelo decorativo posto ad un’altezza di circa dieci metri. Non ci sono stati danni e l’area è stata subito transennata e chiusa al pubblico. Dopo le verifiche dei tecnici, il museo, esclusa la Cappella dove si è verificato il distacco, riaprirà da domani a domenica.

Lunedì inizieranno i lavori di ripristino e di verifica e fino al loro termine, preventivato in pochi giorni, il museo sarà chiuso. L’ultima verifica alla Cappella del distacco era stata fatta nel 2008. I servizi tecnici compiono periodicamente controlli sul patrimonio monumentale della città, con una spesa pari a un milione di euro circa l’anno.

Da quest’anno sarà avviato un piano complessivo di manutenzione programmata che riguarda tutti i 320 monumenti. Lunedì, contestualmente ai controlli al soffitto della Cappella, saranno anticipati i controlli alla Chiesa nel suo complesso, che sarebbero dovuti iniziare a breve: gli ultimi lavori di manutenzione alle coperture risalgono al 2015, dopo che qualche mese prima erano state registrate infiltrazioni dovute a un nubifragio, e stanno per partire i cantieri per la vela campanaria (pari a 100 mila euro) e le coperture e gli intonaci del convento (600 mila).

I tecnici hanno spiegato che il distacco dello stucco è dovuto presumibilmente alla degradazione naturale del materiale e non era prevedibile.

Redazione Nove da Firenze