Autobus colpito in via Baracca, esposto su commento Social

I dipendenti dell'azienda si rivolgono alla magistratura fiorentina


La RSU di ATAF Gestioni ha dato mandato al coordinatore, Alessandro Nannini, di presentare alla Polizia Postale di Firenze un esposto alla magistratura riguardo a quanto successo domenica 23 luglio dopo la diffusione sui social della notizia che un bus della linea 35 era stato colpito da uno sparo di arma da fuoco, che ne aveva infranto un vetro laterale.
Si è trattato in realtà di una sfera di metallo come avrebbe precisato il sindaco Dario Nardella puntando il dito sui facili allarmismi: "Incidente a bus in via Baracca: non si tratta di spari di arma da fuoco, come riportato da alcuni siti e social, i Carabinieri sono già sul posto e ci informano che la rottura del finestrino del pullman è stata causata da una biglia di ferro già rinvenuta a seguito del sopralluogo".

La RSU spiega "Un utente di Facebook ha commentato il fatto, riportato sul social network nella pagina de “Il sito di Firenze”, scrivendo “Penso sia una bufala ma se avessero sparato all’autista sarei felice”.
La RSU di ATAF Gestioni ha ritenuto opportuno interpellare la Magistratura perché si verificasse la sussistenza di estremi di reato nella suddetta frase, e, qualora fossero ravvisati, ha chiesto si procedesse a livello civile e penale contro l’autore".

Prosegue la nota sindacale: "Troppi sono stati gli eventi di violenza, fisica e verbale, che gli autisti ATAF hanno dovuto subire in tempi recenti, spesso causati da motivazioni di cui i lavoratori non sono stati minimamente responsabili: la RSU di ATAF ha deciso di dire basta, e di non tollerare oltre il verificarsi di tali episodi: gli autisti subiscono la difficile situazione del traffico fiorentino e del servizio erogato esattamente come gli utenti ed i cittadini, e non possono né devono essere lo sfogatoio di nessuno: da oggi in poi, pertanto, qualsiasi episodio di violenza anche verbale, o pubblicato su social network come Facebook, sarà denunciato alla magistratura, che procederà caso per caso secondo quanto riterrà opportuno fare".

Una decisione presa "a tutela della figura dell’autista, che, ricordiamo, prima ancora di essere un professionista responsabile della sicurezza dei passeggeri trasportati, è un lavoratore ed una persona, e come tale ha diritto di essere considerato e rispettato. Tale scelta è scaturita dopo numerose riflessioni, all’interno della RSU, non senza un travaglio, poiché ci rendiamo conto che spesso, le dita sulla tastiera, corrono più veloci delle opportune riflessioni, ma riteniamo che ormai la misura sia colma, benché auspichiamo di non doverla ripetere in futuro. Aspettiamo gli sviluppi giudiziari del fatto in questione, fiduciosi nel lavoro della magistratura e delle Forze dell’Ordine".

Redazione Nove da Firenze