Arresti per caporalato: sfruttamento in Toscana

La situazione è in trasformazione, si sta passando da forme pure ad altre più spurie, subdole e insidiose


 Tre le persone arrestate dai carabinieri in un'operazione tra le province di Siena e Grosseto con l'accusa di caporalato e sfruttamento del lavoro.
“Una notizia che ci preoccupa ma non ci stupisce, perché ormai da tempo denunciamo che anche in Toscana ci sono forme di caporalato così Maurizio Brotini (segretario Cgil Toscana), Claudio Guggiari (segretario generale Cgil Siena) e Claudio Renzetti (segretario generale Cgil Grosseto) commentano la notizia delle 

Aggiungono Brotini, Guggiari e Renzetti, complimentandosi con l’azione delle forze dell’ordine: “La situazione è in trasformazione, si sta passando da forme di caporalato pure ad altre più spurie, subdole, insidiose, tanto che a volte questi tipi di indagini hanno trovato difficoltà ad arrivare all’obiettivo. Il quadro è complesso: c’è chi usa le disoccupazioni agricole come forme di retribuzioni, c’è l’esigenza di tracciare le retribuzioni stesse, c’è la necessità di linee guida per indice di congruità di alcune filiere agricole. Ben vengano le indagini, noi siamo sempre pronti a vigilare e denunciare. La Cgil si è battuta l’anno scorso per far approvare in Parlamento nuove norme per colpire il caporalato; oggi, è sempre più necessario accompagnarle a una collaborazione - la più stretta possibile - tra sindacato, istituzioni e forze dell’ordine, tendendo sempre una mano ai lavoratori che trovano il coraggio di denunciare, anche quelli che per colpa della situazione delle norme sull’immigrazione sono ancora più deboli. E’ fondamentale e nell’interesse di tutte le parti che si rispettino i diritti dei lavoratori”.

Con queste parole Susanna Cenni, deputata del Partito democratico e capogruppo della commissione anticontraffazione alla Camera, commenta l’operazione dei carabinieri della compagnia di Poggibonsi “L’operazione dei carabinieri che ha portato all’arresto di tre persone con l’accusa di sfruttamento del lavoro nelle campagne del Chianti e di altre aree della Toscana dimostra, ancora una volta, le capacità investigative delle forze dell’ordine coordinate dal procuratore di Siena, Salvatore Vitello e dal sostituto Nicola Marini, a cui va il mio sincero ringraziamento. Un risultato importante ottenuto anche grazie alla legge sul caporalato, una norma voluta fortemente dal Governo che consente di punire e intervenire duramente nei confronti di chi sfrutta il lavoro. Ancora una volta siamo di fronte a un episodio grave che dimostra come non esista una terra immune alla possibile penetrazione di attività criminali e di sfruttamento. Per questa ragione, oltre alle buone norme come quella sul caporalato, è importante proseguire nella diffusione della cultura della legalità. È compito di tutti segnalare casi di sfruttamento e malaffare che, oltre a infierire su cittadini e lavoratori annientando i diritti umani, danneggiano il grande lavoro di agricoltori, aziende ed etichette che già oggi rappresentano l'eccellenza dell'agroalimentare. In Toscana, nella provincia di Siena, abbiamo aziende che da anni lavorano rispettando la sostenibilità ambientale, raggiungendo vette elevatissime di qualità e rappresentando il Made in Italy nel mondo. È importante che sempre più tali sforzi possano rappresentare e certificare anche la qualità del lavoro, con vere e proprie filiere etiche. Le tante imprese che rappresentano un motore fondamentale dell'economia e della tutela del suolo in questo territorio possono certamente farlo".

Redazione Nove da Firenze