Arresti domiciliari per il sindaco di Pescia ex presidente Uncem

All’epoca dei fatti contestati Oreste Giurlani era Presidente dell’Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani, delegazione della Toscana


Il provvedimento giudiziario riguarda Giurlani Oreste, attuale sindaco di Pescia (PT), all’epoca dei fatti contestati Presidente dell’Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani, delegazione della Toscana (“UNCEM Toscana”).

Nella mattinata odierna, militari del Comando Provinciale Guardia di Finanza di Firenze hanno dato esecuzione ad una ordinanza applicativa della misura cautelare agli arresti domiciliari emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale del Capoluogo Toscano – Dott.ssa Anna Donatella Liguori – su richiesta della locale Procura della Repubblica diretta dal Procuratore Capo, Dott. Giuseppe Creazzo, per l’ipotesi di reato di peculato
"Si è indebitamente appropriato di denaro appartenente all’U.N.C.E.M., del quale è stato Presidente dal 2005 al 2016, trasferendo dal conto corrente dell’associazione - di cui aveva la disponibilità diretta – sul proprio conto corrente personale, la somma complessiva di oltre 570.000 euro" spiega la Guardia di Finanza.

Il presidente di Anci Toscana Matteo Biffoni in merito all'inchiesta che ha coinvolto Oreste Giurlani commenta: “Abbiamo massima fiducia nella magistratura e ci auguriamo che quanto prima venga fatta chiarezza sui fatti contestati all’ex presidente di Uncem Oreste Giurlani. Restiamo assolutamente garantisti sul fronte giudiziario, certi che nelle sedi opportune saranno accertati eventuali reati. Sul fronte dell’attività dell’Uncem, Anci Toscana ha dato il via in questi mesi a un nuovo corso nella massima trasparenza, rigore e responsabilità nel rappresentare i Comuni montani, assumendo fin da subito con una nuova dirigenza l’impegno a una presenza attiva sui territori, per ascoltare e intercettare le loro richieste. Siamo disponibili a valutare una sospensione delle deleghe attualmente ricoperte da Giurlani per dargli modo di chiarire la sua posizione con la massima serenità”.

A gennaio 2017 l'esposto a Corte dei Conti e Procura da parte del coordinatore dell'esecutivo nazionale e capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale della Toscana Giovanni Donzelli"Il Partito democratico deve spiegare perché in questi anni ha messo un muro di gomma rispetto alle nostre ripetute denunce sulle gravi anomalie e irregolarità sulla gestione di Oreste Giurlani di Uncem Toscana. Abbiamo sempre avuto fiducia nella Magistratura e per questo a gennaio scorso abbiamo presentato un esposto sulla vicenda: quando un amministratore pubblico viene colpito da un provvedimento del genere è una sconfitta delle istituzioni, è grave che la politica abbia chiuso gli occhi di fronte a fatti così evidenti. Nonostante le nostre ripetute richieste di trasparenza, arrivate fino dal 2014 grazie all'impegno dell'allora consigliera regionale di Fratelli d'Italia Marina Staccioli, il Partito democratico e la Regione Toscana non hanno fatto chiarezza fino in fondo sulle evidenti anomalie né preso veramente le distanze dalle condotte di Giurlani, che anzi è stato recentemente premiato con la nomina alla vicepresidenza di Anci Toscana - sottolinea Donzelli - evidentemente il Pd ha preferito salvaguardare un ingranaggio fondamentale del sistema di potere della sinistra in Toscana invece di difendere l'interesse pubblico e i soldi dei cittadini. Abbiamo presentato in Consiglio regionale la richiesta di una Commissione d'inchiesta sulla vicenda che è stata riposta in un cassetto - conclude Donzelli - dopo le notizie di oggi mi auguro che si abbia la dignità di istituirla immediatamente".

Dario Parrini, Leonardo Marras e Antonio Mazzeo - rispettivamente segretario del Pd toscano, capogruppo del Pd in Consiglio regionale e vice segretario del Pd toscano – sugli arresti del sindaco di Pescia: “Premesso che a differenza di altri noi siamo e restiamo garantisti fin quando non vengono emesse le sentenze e che chiediamo alla magistratura di fare il suo lavoro più in fretta possibile, dall'inizio di questa legislatura il Partito Democratico ha dato su Uncem un indirizzo politico preciso ed inequivocabile. Attraverso una Risoluzione approvata nella seduta del Consiglio regionale del 6 aprile 2016, infatti, abbiamo chiesto e ottenuto che la Regione non trasferisse più le risorse a Uncem bensì ad Anci. Un atto che abbiamo accompagnato sollecitando con forza ai nostri sindaci un cambio alla guida dell'associazione e una revisione complessiva dell’intera struttura che oggi, in virtù di quel processo da noi voluto, si trova in fase di liquidazione. Parallelamente all’avvio di questa nuova fase abbiamo anche votato all'unanimità in consiglio regionale una mozione in cui ribadivamo la richiesta di procedere a tutte le verifiche necessarie sull’attività di Uncem e sulla gestione delle risorse fin lì ricevute dalla Regione Toscana. Come si vede i fatti non sono quelli che vogliono far credere, ancora una volta in maniera strumentale, il centrodestra e il M5S. Tutt'altro. Se una cosa abbiamo fatto non è certo né la difesa né tanto meno la protezione, quanto piuttosto una revisione complessiva che ha portato in primis ad azzerare i trasferimenti regionali verso Uncem quindi alle dimissione di Oreste Giurlani a giugno 2016 e all’avvio di una nuova fase alla guida dell’associazione necessaria a garantire il massimo della trasparenza. Se qualcuno ha sbagliato e ha commesso degli illeciti sarà la magistratura ad accertarlo e noi, come sempre, rispetteremo le sentenze perché è giusto che chi sbaglia paghi. Ci piacerebbe che questo atteggiamento fosse condiviso da tutti, invece notiamo che qualcuno non ha perso tempo e ha alzato gli scudi del giustizialismo contro Giurlani dopo che, solo poche ore prima, aveva confermato il proprio garantismo, ad esempio, con la sindaca di Roma Virginia Raggi".

Ma cosa viene contestato all'ex presidente delle Comunità Montane della Toscana?
Nel dettaglio gli inquirenti spiegano:
 "le investigazioni svolte dai Finanzieri del Gruppo Tutela Spesa Pubblica del Nucleo di Polizia Tributaria di Firenze - coordinate dal Sost. Proc. Dott. Tommaso Coletta - hanno permesso di accertare che il menzionato Oreste Giurlani, nel periodo compreso tra il 2012 ed il 2016, si è indebitamente appropriato di denaro appartenente all’U.N.C.E.M., del quale è stato Presidente dal 2005 al 2016, trasferendo dal conto corrente dell’associazione - di cui aveva la disponibilità diretta – sul proprio conto corrente personale, la somma complessiva di oltre 570.000 euro.
Gli accertamenti anche di natura economico-finanziaria svolti dalle Fiamme Gialle fiorentine hanno messo in luce che il Giurlani si sarebbe “autoliquidato” una somma di denaro pari ad oltre € 200 mila senza produrre alcun giustificativo di spesa, nonché ulteriori € 233 mila creando ad arte giustificazioni fittizie contabili, ideologicamente false e soprattutto non pertinenti alla funzione pubblica svolta (quali spese per l’acquisto di numerosi telefoni cellulari ed I-Pad ovvero relativi al consumo “gonfiato” di carburante per autotrazione)".

Inoltre, spiega la Guardia di Finanza "nel periodo considerato, il Giurlani risulta aver ricevuto compensi per consulenze private effettuate dall’indagato a favore dell’UNCEM per oltre €143 mila, su incarichi auto-conferiti, in relazione ai quali sono tuttora in corso approfondimenti ispettivi. In tale contesto, sono state eseguite diverse perquisizioni locali presso uffici pubblici e residenze private ubicate nelle province di Firenze e Pistoia, nel corso delle quali è stato acquisito voluminoso materiale cartaceo ed informatico, ora al vaglio degli investigatori".

Redazione Nove da Firenze