Alluvione di Firenze senza Vigili del Fuoco, il grido di rabbia

Mancano soldi per stipendi, mezzi ed attrezzature, ma ci sarebbero fondi per la parata del 4 novembre


Il personale vigile del fuoco di Firenze ha deciso di non partecipare, liberi dal servizio, per la commemorazione del cinquantenario dell’alluvione. I Vigili del Fuoco fiorentini e toscani "non vogliono essere presi in giro ancora una volta dai dirigenti locali e nazionali".

Per la prima volta, nella storia di Firenze, il personale tutto, senza alcuna egida sindacale, ha deciso di disertare questo importante appuntamento, "a malincuore, ma è l’unico modo per fare giungere la voce della nostra sofferenza alla cittadinanza, sofferenza strutturale, si sa, per i corpi dello stato, aggravata e molto, nel nostro caso da una incapacità dirigenziale che è riuscita a minare il morale del personale inducendolo ad una scelta così estrema".

"Una manifestazione attesa, un evento a cui avremmo voluto essere presenti per commemorare quei momenti di sofferenza della città, quei momenti di faticoso impegno dei nostri colleghi, amici che allora affrontarono con coraggio ed abnegazione. Alluvionati tra gli alluvionati, impegnati nei soccorsi con i mezzi, gommoni e battelli, recuperati nella sede allagata" ma il personale Vigile del Fuoco ha scelto di disertare per protesta verso "una dirigenza arroccata nel proprio essere auto referenziale, sorda alle esigenze di chi, giornalmente, si espone per portare soccorso alla popolazione".

Spiegano i Vigili del Fuoco fiorentini: "L’attuale dirigente, era arrivato con la mission di rendere finalmente il Comando Provinciale di Firenze un posto vivibile. Molte erano le istanze che necessitavano una risposta: la sede centrale fatiscente, la porta di uscita dei camion senza apertura automatica per mesi (per gli interventi si doveva scendere dal camion, aprire, attendere l’uscita del mezzo, chiudere il portone e poi risalire per andare sull’intervento).
Mezzi vetusti, malridotti, in numero tale da non garantire neanche il normale servizio di tutte le sedi del comando. Causa rotture a raffica ci sono stati mandati camion in sostituzione persino da Rovigo e Belluno. I veicoli pesanti “piccoli”, da città, risalgono agli anni dal 1997 al 2000, usati sempre al limite sono alla fine del ciclo di vita, anzi oltre, necessitano di rianimazioni costanti, vedono più il meccanico che i garage di caserma. Per i prossimi tre anni non ci sono prospettive di alcunché di nuovo, dichiarazione dello stesso dirigente. Al personale assegnato presso un ufficio territoriale, per ovviare alle carenze organizzative, viene chiesto di spostarsi quotidianamente tra le sedi del comando. Per i trasferimenti, in cui si trasportano i materiali necessari all’operatività, non viene riconosciuto il lavoro straordinario: dobbiamo utilizzare una vettura del comando (quando c’ è) guidare trasportando attrezzature di soccorso gratis. Non ci sono soldi per finanziare l’addestramento necessario per mantenere l’ operatività specifica e quindi, o il personale partecipa gratis alla formazione o non la fa, emblematico il caso del nucleo batteriologico, chimico e radioattività che da mesi non effettua le 18 ore di retraining obbligatorie mensili ma giornalmente è chiamato a rivestire il ruolo, con le evidenti difficoltà.
Agli altri nuclei non va certo meglio. Adesso, stufi di subire, scopriamo che per l’ evento ARNO 50, una vetrina per chiunque, una passerella per i nostri dirigenti, onde evitare che i lavoratori si astenessero, vengono trovati i soldi per pagare gli straordinari di chi partecipa.
Siamo stanchi di essere usati, non si trovano i soldi per permetterci di mantenere i minimi di sicurezza nella operatività, inficiando il servizio che rendiamo al cittadino, ma si trovano i soldi per finanziare le vetrine che fanno da passerella alla nostra dirigenza. Per questo abbiamo detto no! A loro ed alla loro elemosina. Il personale unito, senza alcuna egida sindacale, ha disertato compatto, i nostri dirigenti stanno ridimensionando le manifestazioni previste per cercare di ridurre l’effetto figuraccia. Se personale parteciperà alla manifestazione, sarà probabilmente personale precario, non la vera colonna portante del soccorso: il personale Permanente, i professionisti".

"I vertici VVF e la politica sono sempre pronti a chiedere sacrifici personali, noi non ci tiriamo mai indietro di fronte al soccorso ai cittadini nonostante spesso, sempre, questo viene fatto privandosi di diritti propri e mettendo a rischio la propria incolumità. Adesso scopriamo che nonostante non ci siano risorse per gli automezzi, per le sedi di servizio , per l’addestramento, per gli straordinari, per le missioni, per l’equipaggiamento, per le normali manutenzioni, nemmeno per cambiare le lampadine, abbiamo invece risorse da impiegare per una bella passerella nel centro di Firenze dove possono sfilare i vertici del CNVVF e, perché no, politici locali e nazionali, che si ricordano dei Vigili del Fuoco con elogi e medaglie, solo in queste occasioni.
Dimenticando per tutto il resto dell’anno, quando i lavoratori VVF viaggiano su automezzi rattoppati e insicuri di 25-40 anni, quando vanno in sostituzione nelle sedi senza veder pagato le ore straordinarie di lavoro, con il contratto e stipendi fermi al 2009, senza assicurazione INAIL, esposti ad amianto ma non in categoria lavori usuranti, con un esercito di precari, organici ridotti. E possiamo continuare con la Regione, il 2% delle risorse spese per l’antincendio boschivo ai VVF (290 mila € su11 Mln), nessuna convenzione per i trasporti regionali, nessuna convenzione per elisoccorso, nessun contributo per acquisto automezzi, niente. Vogliamo quindi festeggiare che cosa? Volete che facciamo le parate per chi?"
così USB VVF Toscana esprime la solidarietà alla iniziativa spontanea del personale vigile del fuoco di Firenze. 

Redazione Nove da Firenze