Rubrica — Mostre

Ad Arcidosso una mostra dedicata a David Lazzaretti

Esposti cimeli e documenti, in attesa del nuovo spettacolo dedicato al ‘Cristo dell’Amiata’ dal cantautore e attore Cristicchi


In attesa del nuovo omaggio di Simone Cristicchi, sul Monte Labro i prossimi 5, 6 e 7 agosto con lo spettacolo dedicato alla storia di David Lazzaretti, il barrocciaio che divenne ‘santo’ nell’immaginario popolare e fu chiamato il ‘Cristo dell’Amiata’, si apre lunedì 31 luglio – inaugurazione alle ore 18 - nel Castello Aldobrandesco di Arcidosso (Gr), la mostra “David Lazzaretti il Messia dell'Amiata. Cimeli e documenti” organizzata dal Comune di Arcidosso, assessorato alla Cultura in collaborazione con il Centro Studi David Lazzaretti. Rimarrà allestita fino all'agosto 2018, data del 140° anniversario della morte di Lazzeretti, ucciso il 18 agosto 1878 da un soldato durante una manifestazione proprio ad Arcidosso. Gli oggetti e i documenti esposti provengono dalle collezioni e dai fondi del Centro Studi David Lazzaretti di Arcidosso, del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari, dell'Archivio di Stato di Grosseto. La mostra infatti, è parte di un progetto condiviso con il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari – Museo delle Civiltà di Roma, che ha ospitato fino allo scorso mese di maggio la mostra “David Lazzeretti il Messia dell'Amiata. Cimeli lazzarettisti”. Una esposizione nata anche grazie all'iniziativa del cantautore e attore Simone Cristicchi che, durante le ricerche per il suo spettacolo su Lazzaretti nei magazzini del museo romano, trovò con stupore ed emozione una grande cassa con al suo interno molti cimeli perfettamente conservati e che non erano stati più esposti dopo la mostra di Etnografia Italiana all'Esposizione Internazionale di Roma del 1911. Nella continuità dei due eventi espositivi, la mostra al Castello Aldobrandesco di Arcidosso ha un suo carattere peculiare che le conferisce un valore aggiunto. I cimeli e le carte esposte tracciano infatti un percorso che si svolge in uno spazio già allestito e denso di suggestioni, che arricchisce il contenuto della mostra con i propri arredi. Le sale del Castello Aldobrandesco dedicate all'esposizione appartengono infatti alla Sezione museale del Centro Studi David Lazzaretti, frutto di un pluriennale lavoro di raccolta, di conservazione e di studio dello straordinario patrimonio di scritture, di testimonianze iconografiche e materiali prodotte da David Lazzaretti e dai suoi seguaci.

Il percorso espositivo comprende gli oggetti esposti a Roma che altri cimeli, scritture e documenti che appartengono alla collezione del Centro Studi David Lazzaretti e ai fondi dell'Archivio di Stato di Grosseto. Tra i cimeli anche una fotografia per la prima volta esposta al pubblico databile 1869 ritrovata a Montorio Romano sempre da Simone Cristicchi che raffigura un David Lazzaretti giovane all'inizio del suo percorso, una immagine molto diversa dall'iconografia che conosciamo del Messia dell'Amiata. Gli oggetti e i documenti esposti consentono ai visitatori un'adeguata conoscenza della storia di David Lazzaretti e del suo movimento, contribuendo ad alimentarne e diffonderne la memoria. In più l'allestimento della mostra all'interno del museo risponde alla finalità di integrazione e valorizzazione reciproca dell'esposizione permanente del Museo e dei cimeli e documenti, manoscritti e opere a stampa esposti. “Con questo progetto si va a ricomporre ad Arcidosso un patrimonio di memoria tra i più rilevanti per quantità di scritture e documenti prodotti da Lazzaretti e dal suo movimento – sottolineano gli organizzatori – migliaia di lettere ed oggetti salvati e recuperati dalla dispersione grazie all'impegno del Centro e del Comune di Arcidosso. E questo importante lavoro rappresenta forse uno degli aspetti di maggior interesse e valore di tutta l'iniziativa”.

L'organizzazione della mostra e il suo allestimento sono a cura di Anna Scattigno, Carlo Goretti, Adriano Crescenzi. Il catalogo David Lazzaretti. Il Messia dell'Amiata. Cimeli e documenti, a cura di Anna Scattigno e Carlo Goretti, Effigi 2017. La mostra è organizzata con il patrocinio di Regione Toscana e Provincia di Grosseto. La mostra sarà aperta al pubblico fino al 31 agosto 2018 sarà realizzata grazie alla collaborazione con la Pro Loco di Arcidosso. Orari di apertura: luglio- agosto dal martedì alla domenica dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alle 19, settembre da martedì a venerdì dalle 10 alle 13, sabato e domenica ore 10- 13 e 16 – 19. da ottobre a giugno il sabato e la domenica 10-13: 15-30-18-30. Costo d’ingresso 5 euro per visitare castello e mostra. Per informazioni: Pro loco Arcidosso: 0564 968084 – cell. 388 8656971

Redazione Nove da Firenze