Aeroporto di Firenze: i lavoratori licenziati non possono scioperare

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
03 marzo 2009 14:20
Aeroporto di Firenze: i lavoratori licenziati non possono scioperare

All’Aeroporto di Firenze la direzione licenzia i lavoratori, dismette attività e le subappalta ed i lavoratori ( nonostante fosse stata regolarmente fatta la richiesta) non possono scioperare perché interviene la Commissione di Garanzia Nazionale sul diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali che li blocca. Domani mattina, mercoledì 4 marzo, pertanto è stata convocata un’assemblea di fronte agli Arrivi dell’Aeroporto fiorentino dalle ore 10.45 alle ore 13.15.
La Delegazione della direzione dell’AdF ha comunicato nel mese scorso la propria intenzione di procedere alla dismissione dell’attività di biglietteria e la subconcessione degli spazi della biglietteria ad altri soggetti, che potrebbero proseguire tale attività con la scusa che nel mese di gennaio vi è stata una flessione delle attività del 10 per cento.

Mentre la direzione dell’ Aeroporto di Firenze annuncia l’allontanamento di questi lavoratori manifestando di voler fare pagare la crisi ai lavoratori più deboli, giustamente le organizzazioni sindacali hanno cercato in tutti i modi di far modificare questa politica aziendale. Poi hanno dichiarato uno sciopero nei modi e nei tempi prescritti dall’attuale legge che regola il diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali. A pochi giorni dallo sciopero la Commissione di garanzia Nazionale ha bloccato lo sciopero.
«Se entro il 2009 non si affronterà definitivamente e in modo risolutivo il problema del potenziamento del Vespucci l'agonia dell'aeroporto -interviene Enrico Bosi, consigliere di Forza Italia-PdL- diventerà irreversibile.

La crisi del trasporto aereo ha investito tutti gli scali con tagli, riduzioni di voli ed anche gli stessi vettori. In questo quadro Firenze si trova nella situazione peggiore perché le note carenze infrastrutturali aggiungono ulteriori problemi e difficoltà. Negli altri scali per i vettori ed i voli che lasciano altri ne arrivano o se ne cercano altri. A Firenze ciò è impossibile. Manca quella flessibilità per reagire e compensare le cancellazioni dovute alla minipista e dalle critiche condizioni operative conseguenti.

In questa situazione, se non si provvederà al più presto, si rischia, per la nostra città e per il suo bacino di traffico, l'isolamento non splendido ma drammatico e foriero di ulteriori aggravi della pesante crisi economica. Tante compagnie aeree farebbero carte false per venire al Vespucci, ma Firenze senza una pista con la P maiuscola li respinge. Attualmente la situazione è questa. La Sterling è sparita per il fallimento del gruppo islandese, Meridiana ha tagliato molti voli e vive una crisi strutturale pesante.

Alitalia ha chiuso tutti i voli per Milano. In conseguenza tutti gli obiettivi di crescita si sono fermati. E' diventata una vera e propria corsa contro il tempo. Quanto durerà, infatti, la presenza di Air France e Lufthansa con i BAe 146 e AVRO RJ, aerei non più in costruzione e i cui sostituti non potrebbero più atterrare a Peretola perché troppo veloci? Ma i politici della sinistra, sindacati compresi, non pensano agli interessi di Firenze. Si baloccano con idee astruse come quella della "pista partecipata" per coinvolgere i cittadini nell'iter decisionale con la ridicola prospettiva di demandare all'opinione pubblica un aspetto strettamente tecnico come l'orientamento di una pista quando gli stessi amministratori da anni ripetono che non è loro competenza entrare nel merito.

E' inutile pensare ad una nuova aerostazione quando il nodo principale del Vespucci è una pista decente e sicura. E' come costruire una casa cominciando dal tetto. Senza questa garanzia gli "abbellimenti" non servono a niente. Non si tampona una crisi così grave con dei palliativi. I passeggeri ci sono, mancano i voli».

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