Vertenza Cavalli, nessun accordo: "Daremo battaglia"

I sindacati insoddisfatti dopo il vertice di oggi pomeriggio. Nardella: "Operazione inaccettabile". Contro il trasferimento a Milano assemblea il 9 giugno, l'11 nuovo summit


Firenze, 3-6-2020 - Vertenza Roberto Cavalli: questo pomeriggio, nell’incontro tra azienda e sindacati nella sede di Confindustria a Firenze, le parti hanno ribadito le proprie posizioni. La prima non recede dall’intenzione di chiudere la sede fiorentina per portare tutto il personale in quella milanese, Femca Cisl e Filctem Cgil restano fermamente contrarie e nell’incontro hanno imposto il tema dell’impatto sociale della chiusura della fabbrica di Sesto Fiorentino, lanciando l’allarme: “Daremo battaglia per tutelare in qualsiasi modo i lavoratori e le lavoratrici”.

Il 9 giugno è prevista un’assemblea dei lavoratori per valutare la situazione, l’11 giugno azienda e sindacati si rivedranno (ore 14:30, sempre nella sede di Confindustria a Firenze).

I lavoratori e le lavoratrici, in concomitanza dell’incontro tra azienda e sindacati, hanno fatto un presidio in piazza Bambini di Beslan ribadendo il “no” alla chisusura della fabbrica di Sesto Fiorentino e al trasferimento dei 170 dipendenti a Milano.

"L’operazione imbastita dalla nuova proprietà della Cavalli, il fondo Dubai Pramac Prosperties, dietro il quale non sappiamo quali capitali finanziari ci siano, è inaccettabile, offensiva e indegna di ogni principio giuridico e istituzionale”. Lo ha detto il sindaco Dario Nardella a proposito del presidio dei lavoratori contro la chiusura dello stabilimento di Sesto Fiorentino e il trasferimento della sede fiorentina a Milano.
“Siamo di fronte a 170 licenziamenti neanche tanto mascherati, decisi a tavolino - ha continuato il sindaco - che arrivano in un momento di crisi importante sia del settore dell’export che dell’economia in generale. Oggi più che mai sono al fianco dei lavoratori e dei loro rappresentanti e solidarizzo con il sindaco di Sesto Fiorentino”. “Non dobbiamo fermarci in questa battaglia di civiltà - ha aggiunto Nardella -, dobbiamo farlo per questi 170 lavoratori e per tutti gli altri di ogni settore dell’economia. Mi appellerò a tutte le autorità possibili per evitare questo scempio sociale”.

Redazione Nove da Firenze